Atrani

Atrani

Atrani è uno dei borghi marinari vicinissimi ad Amalfi, alla quale è collegata da un suggestivo tunnel, che viene sovente attraversato per ritrovarsi subito presso la perla della costiera.

Il comune di Atrani è forse il più piccolo per estensione in tutta Italia, perché misura solo 0,12 km quadrati ed è popolato da circa 900 abitanti. In quest’area ridotta c’è però una concentrazione di bellezza, arte, tradizioni, gastronomia e mare quanto meno affascinanti.

La vacanza ad Atrani è quella che si adatta al ritmo dei pescatori, che in qualche modo dettano lo scandire delle giornate in un’atmosfera pacifica e accogliente. ll mare di Atrani rispecchia la bellezza di tutta la costa amalfitana e dalle alture si può godere di una vista mozzafiato su tutto il golfo. Da provare i rinomati ristoranti che preparano i piatti a base di pesce della tradizione locale.
Per soggiornare in loco ci sono piccoli hotel e B&b arredati con semplicità e gusto, che permettono di entrare nell’atmosfera marinaresca di questo borgo.

Vista dall’altro Atrani si sviluppa all’interno di una conca o valle profonda tra i Monti Civita e Aureo, che la riparano dai venti e permettono al suo mare di mantenersi relativamente calmo durante tutto l’anno. La sua posizione somiglia molto a un anfiteatro naturale, nel quale è incastonato un vero gioiello della costiera amalfitana.

Le sue origini sono evidentemente medioevali e lo si intuisce dal succedersi di stradine strette e piazzette nascoste, che si svelano all’improvviso con i davanzali pieni di vasi di fiori e le tipiche scalinate, che qui risultano indispensabili per adattarsi al territorio in pendenza.

Le case sono aggrappate l’una sull’altra alle pendici e formano qualcosa simile a un grappolo, che arriva fino al mare. Il solo aspetto medioevale di questo borgo invita a visitarlo con silenzioso apprezzamento, incontrando di tanto in tanto le preziose costruzioni che il tempo ha lasciato come eredità architettonica.

La chiesa collegiata di Santa Maria Maddalena è uno degli edifici religiosi più interessanti e stupefacenti di Atrani. Fu eretta nel ‘200 come ringraziamento da parte degli abitanti locali per essere stati liberati dall’occupazione saracena. Sulla chiesa svettano 2 cupole maiolicate con motivi a rombi e tessere verdi e gialle, come in altre chiese della costiera amalfitana.

La stessa collegiata è stata più volte rimaneggiata nei secoli. Per la precisione 3 volte ogni 100 anni circa, a partire dal ‘500 fino al ‘800 e anche in epoca più recente. La facciata, infatti, risulta essere un esempio unico di rococò nei borghi della costiera amalfitana.

All’interno si possono ammirare alcune opere di grande pregio, come L’incredulità di San Tommaso del ‘500 e la Madonna Pastorella del tardo ‘700. Il campanile si discosta dai colori e dallo stile della collegiata, in quanto è costituito da tufo scuro con inserti bianchi.
Tra gli altri monumenti d’interesse ad Atrani c’è Chiesa di San Salvatore del Bireto, così chiamata perché qui si veniva insigniti del tipico copricapo della costiera amalfitana ai suoi dogi. La chiesa risale al X secolo ed è una delle più antiche della costiera. Fu anch’essa rimaneggiata nei secoli e oggi si presenta con una facciata che ha sulla sommità un orologio e alla quale si accede da una ripida scalinata.
Una tra le chiese più misteriose e affascinanti di Atrani è certamente quella di San Michele Arcangelo, ricavata da un antro nella roccia del monte Civita. Pare che la chiesa fu fondata grazie al passaggio di San Saba, molto devoto al santo che inizialmente abitò questa grotta per un certo periodo e, in seguito, divenne un luogo di culto.
La sua costruzione è datata tra l XI e XII secolo.

In occasione della pestilenza del ‘600 divenne anche il luogo di sepoltura di chi ne era stato colpito, tanto che prese il nome di “camposantino”. Ancora oggi ai lati della chiesa vi sono delle tombe monumentali, anche se si trattava di una fossa comune.

Da visitare anche la Torre dello Ziro datata intorno al ‘400 e che fu teatro di una travolgente quanto tragica storia d’amore tra Giovanna la Pazza, figlia di Ferdinando I d’Aragona,, che si innamorò e sposò dopo la vedovanza, il suo maggiordomo. I 2 si amavano, ma erano osteggiati dai fratelli di lei, che la rinchiusero insieme ai suoi 2 figli nella torre, dove furono lasciati morire di fame. Il maggiordomo fu, invece, assassinato. Della torre o fortezza circolare ne rimane solo una parte, ma non ha accessi al piano inferiore, per cui si pensa che servisse una scala per entrarvi.