Storia Abruzzo

Storicamente il nome Abruzzo deriva dal nome della contea dell'Aprutium, situata nel teramano, e a sua volta il nome Aprutium deriva dall'antico popolo dei pretuzi che popolava quel territorio.

L'Abruzzo nel corso della storia non è mai stato un territorio unitario.

Anticamente era diviso tra un gran numero di popoli tra i quali marsi, vestini, peligni, marrucini.

Nel corso dei secoli l'Abruzzo era spesso diviso in due regioni: l'una a nord del fiume Aterno e l'altra a sud del fiume.

Questa divisione era seguita dalle due regioni augustee Picenum e Samnium. Nel medioevo lo stesso confine sull'Aterno divideva i due ducati longobardi di Spoleto e Benevento.

E dal XIII secolo le due regioni venivano chiamate Abruzzo-Citeriore e Abruzzo-Ulteriore.

La divisione naturale del territorio abruzzese si è riproposta recentemente col distacco del Molise.

Non esistendo un centro politico, le numerose città dell'Abruzzo, di antichissime origini e brillante civilizzazione, seguirono ciascuna la propria storia indipendentemente.

Così Marruvium e Corfinium furono centri preromani, Atri e Amiternum fiorirono sotto l'impero romano, Sulmona e L'Aquila fiorirono nel medioevo, mentre Pescara appartiene alla storia moderna.

Prime notizie storiche sull'Abruzzo

  • 11 maggio 1181 a.C. mitica fondazione di Teate (Chieti) da parte dei guerrieri Achei seguaci di Achille nella guerra di Troia. Il piede di Achille viene rappresentato ancora oggi nello stemma della città di Chieti.
  • 1180 a.C. l'antico eroe troiano Solima, compagno di Enea, miticamente fondò le città di Solima-Sulmo (Sulmona) e di Anxia-Anxanon-Anxanum-Lanzano (Lanciano) quest'ultima ebbe nome in memoria di Anxa fratello di Solima.
  • 1000 a.C. mitica fondazione dai fenici di Petrut-Pretut-Interamnea Pretutia/Pretutianum-Pretutia (Teramo).
  • fondazione dai liburni di Truentum-Castrum Truentum
  • fondazione di Hatria (Atri)
  • fondazione dai sabini di Amiternum
  • VIII - VI secolo a.C. Popolamento dell'appennino abruzzese da parte di popoli pastorali sabini, seguendo il rito del Ver Sacrum (primavera sacra), con il quale si consacravano agli dei i nati durante la primavera. Essi, una volta divenuti adulti, lasciavano il proprio territorio per colonizzare una nuova terra, costituendo così un nuovo popolo. Le nuove tribù si consacravano nel nome di una divinità: Pico per i piceni, Marte per i marsi, Vesta per i vestini

La romanizzazione dell'Abruzzo

  • 435 i romani conquistano Anxanum che diviene prima colonia e poi municipium.
  • 325 ac nel corso della seconda guerra sannitica, una coalizione di vestini, peligni, marrucini e frentani viene sconfitta dai romani.
  • 304 i romani fondano la colonia di Alba Fucens.
  • 290 dopo la battaglia di Camerino, tra piceni-romani contro i sanniti, le popolazioni dell'Abruzzo entrano a far parte come alleati dello stato romano.
  • 91- 89 a.C. Nella Guerra sociale contro Roma gli italici mettono in campo un esercito di 100.000 guerrieri, il gruppo dei Marsi è capeggiato da Quinto Poppedio Silone.
  • 91 ac Corfinium è la capitale della lega italica.
  • 89 a.C. la Lex Plautia Papiria da la cittadinanza romana a tutti i popoli italici.
  • costruzione delle strade romane: via Valeria, via Cecilia, via Claudia, via Traiana
  • colonie romane a Anxanum, Alba Fucens, Castrum Novum e Castrum Truentum
  • 86 ac nascita di Sallustio a Amiternum
  • 76 ac nascita di Asinio Pollione a Teate
  • 43 ac nascita di Ovidio a Sulmo
  • Augusto divide l'Abruzzo tra le regioni Picenum e Samnium
  • 42 dc l'imperatore Claudio prosciuga temporaneamente il lago del Fucino.
  • 68 terremoto a Teate
  • 101 terremoto a San Valentino in Abruzzo Citeriore.

Il primo medioevo in Abruzzo

500-520: Risale al Medioevo prima menzione del nome Aprutium (Abruzzo), derivato dal nome del territorio romano Pretutium nel teramano, incluso anticamente nel Piceno.

La Guerra gotica distrugge gran parte delle città, ma ancora non sconvolge l'assetto del territorio compreso per la maggiorparte nella tardoimperiale regione suburbicaria Valeria, che escludeva però all'incirca l'attuale provincia di Teramo, compresa nel Picenum, e buona parte della bassa provincia dell'Aquila che invece apparteneva al Samnium.

La resistenza imperiale si concentrerà nelle città di Amiternum (Pescara), Hostonium (Vasto), Ortona, baluardi bizantini in collegamento con la Pentapoli marchigiana. In questo periodo però sembra inizino ad interrompersi le fiorenti rotte della transumanza, con la crisi di importanti centri interni dell'industria ovina quali Amiternum (p.sso l'Aquila), Corfinium (Corfinio), Foruli (Civitatomassa), Peltunium (Civita da Bagno, in favore di un cospiquo aumento della superficie boschiva e quindi probabilemte dell'allevamento di animali da cortile.

VIII secolo i longobardi dividono l'Abruzzo tra i ducati di Spoleto e Benevento, un grosso gruppo di germanici longobardi insieme a tartati colonizza la valle dell'Aterno; anche le città costiere bizantine, che inizialmente resistono ai baarbari, cedono a Grimoaldo I duca di Benevento nella seconda metà del V sec. Nell'ordinamento longobardo, il gastaldato o gastaldia era una circoscrizione amministrativa governata da un funzionario della corte regia, il gastaldo o castaldo, delegato ad operare in ambito civile, militare e giudiziario.

L'odierno Abruzzo venne suddiviso dai Longobardi in sette gastaldati: Marsi, Amiterno, Forcona, Valva, Teate, Penne e Aprutium ripartiti nel Ducato di Spoleto (la Marsica e il territorio a nord del fiume Aternum oggi Pescara) e nel Ducato di Benevento (grosso modo la provincia di Chieti).

Più che in altri luoghi d'Italia, la toponomastica abruzzese presenta forti tracce longobarde: fara e guardia (Fara San Martino, Guardiagrele, che si possono tradurre col termine latino castrum, postazione militare), sala, sgurgola, sono tutti termini militari longobardi. Al definitivo abbandono delle più importanti città romane attorno alle quali nacquero i gastaldati (Alba Fuscens, Amiternum, Corfinium) corrisponde la controtendenza di Sulmona e Chieti, le uniche città in cui l'assetto urbano del centro storico ancora oggi ricalca gran parte il tessuto viario romano.

Monachesimo e incastellamento

Dalla disgregazione dei sistemi cittadini due nuovi sistemi di antropizzazione si incrementano vicendevolmente in Abruzzo.

L'economia d'età imperiale è rimpiazzata dall'economia rurale che ruota attorno a piccoli centri prevalentemente a carattere servile, che curano il dissodamento e la coltivazione degli appezzamenti di terreno degli antichi agri civici romani, o delle ville; ai contadini viene man mano concessa una certa libertà, visto l'aumento dei costi per l'appovvigionamento degli schiavi; non godendo di autonomia politica, si innestano su questi centri il dominio, le tutele e i diritti fondiari di feudatari e delle abbazie prima di Montecassino e San Vincenzo al Volturno], poi di San Clemente a Casauria, fondata nell'871.

La frammentazione politica, la necessità di accentrare la popolazione per una gestione più razionale dei territori in fase di dissodamento sono le cause principali della nascita dei castra, centri fortificati attorno ad una fortificazione in cui in germe troviamo già le prime forme di signoria o aristocrazia fondiaria: sono esempio Balsorano, Castel di Sangro, Capestrano, Celano, Massa d'Albe, Pacentro, Tagliacozzo, in provincia dell'Aquila; Alanno, Popoli, Tocco Casauria, in provincia di Pescara; Bisenti, Borrello, Casoli, Canzano, nelle province di Teramo e Chieti. Lungo la costa sopravvivono le città di Teate e Pinna.

La rinascita della costa

Nel X secolo i Bizantini riconquistano la Puglia settentrionale e il Gargano, ridando impulso allo sviluppo dei centri costieri che aprono al commercio marittimo le comunità agrarie della retrostante regione collinare.

Gli sconvolgimenti politici del territorio Bizantino XI sec. sono estranei ai porti abruzzesi, i quali possono sfruttare a loro vantaggio la crescente domanda di viveri da parte di Venezia con la quale inizia una discreta relazione commerciale fino al consolidamento delle città portuali che avverrà con Federico II.

Dagli Svevi agli Angioini

XII secolo, il territorio dell'Abruzzo coi normanni entra a far parte del regno di Sicilia

1222 Federico II di Svevia distrugge Celano, e riunifica l'Abruzzo in un unica provincia con capoluogo Sulmona.

Durante il regno di Federico II si ebbe la costruzione di eccezionali opere civili, come l'acquedotto medioevale di Sulmona, uno dei monumenti dell'epoca più importanti dell'Abruzzo.

1230 Federico II fonda la città di Aquila (L'Aquila).

1233, Federico II con la Costituzioni di Melfi nel 1231 istituisce 11 Giustizierati, quello in Abruzzo con sede a Sulmona, fu attivo solo nell'anno 1233

23 agosto 1268 Battaglia di Tagliacozzo (o di Scurcola, o dei Piani Palentini), battaglia citata da Dante tra ghibellini e angioini : Corradino di Svevia imperatore del Sacro Romano Impero, viene sconfitto da Carlo I d'Angiò re di Sicilia.

1273 Carlo I d'Angiò divide il territorio tra l'Aprutium Ulteriore e Citeriore. Il 5 ottobre 1273 Carlo I d'Angiò sancì col diploma di Alife la suddivisione dell'Abruzzo, considerato un distretto troppo esteso per essere ben amministrato e difeso, trovandosi all'estremo limite settentrionale del regno. Si preferì seguire un confine naturale, il corso del fiume Pescara, determinando a nord il Giustizierato d'Abruzzo Ulteriore (Ultra flumine Piscaria) ed a sud il Giustizierato d'Abruzzo Citeriore (Citra flumine Piscaria).

Pietro da Morrone (papa Celestino V)

1239 L'asceta Pietro da Morrone si ritira in eremitaggio in una caverna del monte Morrone presso Sulmona.

1244 Pietro da morrone fonda la Congregazione dei frati celestini

24 agosto 1294 Pietro da morrone viene eletto papa col nome di Celestino V, l'investitura avviene nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila.

Uno dei primi atti ufficiali del nuovo papa fu l'emissione della cosiddetta Bolla del Perdono, bolla che elargisce l'indulgenza plenaria a tutti coloro che confessati e pentiti dei propri peccati si rechino nella basilica di Santa Maria di Collemaggio della città di L'Aquila dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29. In pratica Celestino V istituì a Collemaggio il primo vero Giubileo, successivamente copiato dal successore (per molti usurpatore) per bloccare l'afflusso di pellegrini verso Aquila. Fu così istituita la Perdonanza, celebrazione religiosa ancora oggi tenuta nel capoluogo abruzzese.

Il nuovo Pontefice si affidò, incondizionatamente, nelle mani di Carlo d'Angiò, nominandolo "maresciallo" del futuro Conclave. Ratificò immediatamente il trattato tra Carlo d'Angiò e Giacomo d'Aragona, mediante il quale fu stabilito che, alla morte di quest'ultimo, la Sicilia sarebbe ritornata agli angioini.

18 settembre 1294 indisse il suo primo e unico Concistoro, nominando ben 13 nuovi Cardinali.

Dietro consiglio di Carlo d'Angiò, trasferì la sede della Curia da L'Aquila a Napoli fissando la sua residenza in Castel Nuovo, ove fu allestita una piccola stanza, arredata in modo molto spartano e dove egli si ritirava spesso a pregare e a meditare.

13 dicembre 1294. Circa quattro mesi dopo la sua incoronazione, nonostante i numerosi tentativi di dissuasione avanzati da Carlo d'Angiò, il 13 dicembre 1294, Celestino V, nel corso di un Concistoro, diede lettura di una bolla, appositamente preparata per l'occasione, nella quale si contemplava la possibilità di una abdicazione del Pontefice per gravi motivi. Dopo di che recitò la formula della rinuncia al Soglio Pontificio.

Pietro da Morrone, dopo l'abdicazione, fu rinchiuso nella rocca di Fumone, in Ciociaria, ove morì il 19 maggio 1296.

Temporaneamente trovò sepoltura nel monastero di Sant'Antonio a Ferentino. In seguito le sue spoglie furono traslate nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, presso L'Aquila; nella chiesa, cioè, ove era stato incoronato Papa. Pochi anni dopo fu canonizzato da papa Clemente V, a seguito di sollecitazione da parte del re Filippo IV di Francia.

Dagli angioini agli aragonesi

1302 Pace di Caltabellotta, il regno di Napoli resta agli angioini, il regno di Sicilia va agli aragonesi

1315 terremoto nell'aquilano

1336 nasce a Sulmona Cosimo de' Migliorati (papa Innocenzo VII)

1340 Lanciano con 6.500 abitanti è la città più popolosa dell'Abruzzo

1348 - 1349 terremoto sull'appennino abruzzese

Quando Roberto d'Angiò (1309 – 1343) morì, il regno di Napoli attraversò un periodo di crisi. Il re Luigi I d'Ungheria, per vendicare il fratello, si lanciò alla conquista del Regno, mentre Giovanna I d'Angiò (1327 - 1382) e il marito si rifugiavano presso la corte papale di Avignone (1348). Quando Luigi I ritirò le sue truppe per l'arrivo della peste nera, Giovanna I tornò a Napoli, subendo, nel 1350, una nuova incursione dell'esercito ungherese, conclusasi anche questa con un nulla di fatto.

1360 il Duca d'Andria distrugge Marruvium

A partire dal 1380 Giovanna I dovette scontrarsi con il nipote e cognato Carlo di Durazzo: dopo averlo nominato erede al trono, la regina gli aveva revocato i diritti di successione preferendogli il cugino Luigi I d'Angiò, fratello del re di Francia. Carlo di Durazzo fece assassinare la regina (1382) e si impadronì del regno, ma fu assassinato a sua volta nel 1386 in Ungheria.

Salì al trono Giovanna II di Napoli (1414 – 1435), sorella di Ladislao I d'Angiò. Priva di eredi diretti, Giovanna nominò suo successore prima Alfonso, re d'Aragona, ed in seguito Renato d'Angiò.

Braccio da Montone andò in aiuto della regina di Napoli, scomunicata dal Papa, controllando tutti i territori dell'Abruzzo e parteggiando per Alfonso V d'Aragona contro gli angioini del ramo francese.

1420-24 per conto della regina Giovanna II, Braccio da Montone è signore di Teramo.

1423 la città dell'Aquila si ribellò, e Giovanna II diede incarico al condottiero Muzio Attendolo Sforza di andare a rinconquistarla. Nel tentativo di guadare il fiume Pescara un suo paggio rischiò di affogare e Muzio, nel tentativo di salvarlo, fu travolto dalle acque.

2 giugno 1424 durante la battaglia finale ad Aquila tra aragonesi e angioini, Braccio da Montone rimase gravemente ferito. Non volle cure e pochi giorni dopo morì. Il Papa lo fece seppellire in terra sconsacrata, vi rimase fino al 1432 quando, per iniziativa del nipote Niccolò della Stella Fortebraccio, i suoi resti furono tumulati nella Chiesa di San Francesco al Prato a Perugia.

Nello stesso anno 1424 viene distrutto il monastero di Bonimaco

Nel 1442, Napoli, in mano a Renato d'Angiò e assediata dagli Aragonesi, fu costretta alla resa. Questo segnò la fine della dominazione angioina sul meridione d'Italia. Alfonso V d'Aragona, che fu poi detto il Magnanimo, riunificò il regno di Napoli alla Sicilia.

Dagli aragonesi agli spagnoli

1442 gli abruzzi fanno parte del regno di Napoli, sotto gli aragonesi con Alfonso d'Aragona il regno di Napoli è unificato a quello di Sicilia.

1445 fondazione della fortezza di Civitella del Tronto

1455, 1459, 1462 terremoti all'Aquila

1496 detronizzazione di Ferdinando II di Napoli, fine degli aragonesi, inizio del dominio spagnolo.

Alla fine del XV secolo il re Carlo VIII di Francia pretese il trono del regno di Napoli. La lotta tra spagnoli e francesi si protrasse fino alla metà del XVI secolo. Le conseguenze per le città dell'Abruzzo furono catastrofiche: essendosi schierate coi francesi, sotto il dominio spagnolo furono trasformate in fortezze e l'Abruzzo ridotto ad un territorio militarizzato di confine del regno di Napoli.

1510 Carlo V fonda la città-fortezza di Pescara

1550 nasce a Bucchianico, San Camillo de Lellis

1703 terremoto disastroso dell'Aquila

1706 terremoto sulla Maiella

1744 nasce a Montorio al Vomano, Melchiorre Delfico

1762 terremoto nell'aquilano

1786 terremoto nell'aquilano

1806-1815 L'Abruzzo entra a far parte dell'impero di Napoleone.

Unità d'Italia

Il Risorgimento in Abruzzo è rappresentato da Gabriele Rossetti, Silvio Spaventa, Cesare de Horatiis.

1861 con l'unità d'Italia , istituzione della regione Abruzzi, comprendente anche il Molise, con capoluogo Aquila degli Abruzzi (L'Aquila).

Brigantaggio, sulla Majella viene scolpita sulla roccia la Tavola dei Briganti con l'iscrizione: Nel 1820 nacque Vittorio Emanuele re d'Italia. Prima era il regno dei fiori, oggi è il regno della miseria. Il brigantaggio inizia nel 1861, furono 1.184 i briganti uccisi solo in Abruzzo. I gruppi di briganti che infestavano i territori della Majella e del Morrone erano circa una decina, attivi dal 1861 al 1867, che passarono alla storia con la denominazione comune di Banda della Majella. I briganti abruzzesi più famosi erano Antonio La Vella di Sulmona, Pasquale Mancini di Pacentro detto Mercante, i fratelli Marinucci di Sulmona, Fabiano Marcucci detto Primiano di Campo di Giove, Valerio detto Cannone, e poi Colafella, Di Sciascio, Marino e Scenna.

1878 moderno prosciugamento del lago del Fucino

1881 terremoto nell'Abruzzo meridionale

1863 nasce a Pescara, Gabriele Dannunzio

1866 nasce a Pescasseroli, Benedetto Croce

1900 nasce a Pescina, Ignazio Silone

1900 - 1920 grande ondata di emigrazione verso le americhe

1904 terremoto nella Marsica

1915 Terremoto di Avezzano

1933 terremoto sulla Majella

1939 la città di Aquila degli Abruzzi cambia il nome in L'Aquila

1943 terremoto nelle Marche e Abruzzo

1943 Operazione Quercia, Bombardamento di Pescara

1943 terremoto nelle Marche e Abruzzo

1944 azioni della Brigata Majella

Nel dopoguerra grande emigrazione verso il nord-Europa

1958 terremoto nell'aquilano

Anni '60 emigrazione verso le città del nord-Italia

1963 il Molise si stacca dall'Abruzzo

1966 inizio Autostrada A25, tratto Roma-Pescara

1968 inizio del Traforo del Gran Sasso

1973 inizio del tratto Roma-Aquila/Teramo dell'Autostrada A24

1982 apertura dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso

1984 apertura tunnel del Gran Sasso, direzione Teramo

1995 apertura del secondo tunnel del Gran Sasso, direzione Aquila.




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