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La morfologia della regione costituisce un ostacolo per l'agricoltura che, anche se qua e là modernamente organizzata, resta peraltro nel complesso un settore debole.
Discreto ruolo hanno in pianura la produzione di mais e di barbabietole da zucchero, mentre nell'area collinare una viticoltura molto specializzata garantisce vini e grappe di alta qualità.
Anche l'allevamento del bestiame, bovino in prevalenza, ormai nettamente superiore al consumo locale e quindi destinato al commercio con le altre regioni, è al servizio di un'industria rinomata.
L'industrializzazione del Friuli-Venezia Giulia iniziò con lo sviluppo del settore dell'industria di base, con pochi grandi impianti, concentrata sulla costa.
L'industria pesante è, oggi, in fase di generale declino.
Si è invece sviluppato con successo il modello dell'azienda manifatturiera medio-piccola, a struttura generalmente familiare, derivante dall'esperienza dell'artigianato e diffusa in ogni parte della regione.
È fiorente ormai in molti settori, come quello meccanico, soprattutto a Pordenone, quello tessile e quello dell'arredamento.
In provincia di Udine, soprattutto nell hinterland udinese, ha grande peso il settore terziario che rappresenta circa due terzi dell' occupazione totale.
Presenti numerosi centri commerciali e centri di distribuzione, concentrati soprattutto a nord di Udine.
Le industrie pesanti, un tempo presenti nel capoluogo friulano (acciaierie Bertoli, SAFAU) si sono trasferite nell'hinterland udinese (ABS di Cargnacco) oppure lontano dal capoluogo (Danieli di Buttrio e Pittini di Osoppo).
Particolare impulso all'industria manifatturiera è stato dato dall'istituzione dei distretti industriali (distretto della sedia a Manzano, distretto del mobile a Brugnera, i prosciuttifici di San Daniele del Friuli).
Fino alla metà del ‘900 il Friuli rimase una terra profondamente rurale e molto povera, il che provocava una continua emigrazione verso paesi quali Stati Uniti, Canada, Argentina, Australia.
Lo sviluppo iniziò negli Anni ‘60 e portò alla creazione di quel forte tessuto di piccole industrie e imprese artigianali che sono la base dello sviluppo del Nordest italiano; grande impulso allo sviluppo industriale fu dato dalla creazione dei distretti industriali, tra cui ricordiamo il "triangolo della sedia", nella parte sud-orientale della provincia di Udine (Manzano, San Giovanni al Natisone), i famosi prosciuttifici di San Daniele del Friuli, il distretto del mobile nella provincia di Pordenone (Brugnera); presente a Pordenone anche la produzione di elettrodomestici con la ex Zanussi ora acquisita dalla svedese Electrolux.
L'agricoltura, tragicamente arretrata quando costituiva l'unica attività della regione, non ha più l'importanza antica, ma nelle dimensioni ridotte è settore di punta, di altissima tecnologia, dalla quale si ottengono vini che competono con i più nobili del catalogo nazionale, formaggi di grande rinomanza, ortaggi e frutta, oltre ad una produzione di mais con rese unitarie da assoluto primato internazionale.
Nella zona di Udine all'industria siderurgica (Safau, Bertoli) ed alimentare (Birra Moretti) di un tempo si è sostituita una fitta rete di distribuzione commerciale di dimensioni medio-grandi concentrata specialmente a nord della città, mentre le industrie pesanti (acciaierie ABS, Danieli) si sono trasferite nell'hinterland udinese oppure lontano dal capoluogo (Pittini di Osoppo).
In provincia di Udine, al 2005, circa due terzi della forza lavoro è ormai impegnata nel settore terziario.
Fino ai primi anni '90 erano dislocate decine di migliaia di militari di leva, in quanto il fronte orientale veniva considerato il più a rischio in caso di guerra. Ciò ha pertanto contribuito allo sviluppo del settore della ristorazione e comunque del terziario in genere, anche se sono numerose ora le caserme non più utilizzate. A Udine la scomparsa dei militari è stata compensata dalla presenza sempre maggiore di studenti universitari, grazie allo sviluppo costante dell' Università di Udine.
Dal 2006 la banca austriaca Hypo Group Alpe Adria ha istituito la sua sede principale per l'Italia a Udine (Feletto Umberto).
Grande sviluppo ha avuto negli ultimi anni il distretto industriale dell'Aussa-Corno, incentrato sul porto fluviale di San Giorgio di Nogaro mentre a Cervignano del Friuli negli anni 90 è stato realizzato un importante interporto ferroviario per lo smistamento delle merci nelle direttrici nord-sud (Udine-Pontebbana) ed est-ovest verso la Slovenia e l'est europeo.
La provincia di Udine è ai primi posti in Italia nella classifica della qualità della vita, classificandosi nel 2006 al 13° posto (Il Sole 24 Ore), seguono quelle di Gorizia al 21° e quella di Pordenone al 29°.
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