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La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l'italiano anche se la grandissima parte della popolazione locale parla anche il siciliano, u sicilianu.
La produzione letteraria è stata molto viva nel corso dei secoli, inizialmente grazie alla corte di Federico II con la sua scuola siciliana. Tra il 1230 e il 1266 sotto la corte sveva si sviluppò il primo volgare illustre degno di questo nome. Per quanto il suo uso restasse confinato alle corti italiane e alla letteratura, dopo gli svevi venne ripreso dagli scrittori toscani che ne vennero fortemente influenzati anche grazie al prestigio letterario della Scuola, al cui capofila, Giacomo da Lentini, è attribuita l'invenzione del sonetto. Grazie anche allo stile poetico dei Siciliani, molte delle loro parole ed espressioni passarono nel toscano illustre, base della lingua italiana.
Grazie inoltre a grandi poeti quali Giovanni Meli, Domenico Tempio e Ignazio Buttitta, scrittori come Andrea Camilleri e drammaturghi come Nino Martoglio, Luigi Pirandello, e Luigi Capuana. Da ricordare anche romanzieri del calibro di Giovanni Verga e lo stesso Capuana per il verismo, mentre una menzione speciale va a Pirandello e a Leonardo Sciascia per avere rivoluzionato il romanzo del Novecento. Salvatore Quasimodo fu inoltre un pioniere dell'ermetismo.
Nell'isola sono anche presenti alcune minoranze linguistiche, poco numerose ma molto importanti soprattutto dal punto di vista storico-linguistico. Il dialetto gallo-siculo, ad esempio, è una variante del siciliano nato nel periodo normanno.
Quando un'ampia rivolta mise a rischio il trono di Guglielmo il Malo, il re reagì sconfiggendo gli oppositori. Per mantenere il suo stato, comunque, portò dal nord Italia molti uomini a lui fedeli e li trapiantò nell'isola.
Le isole linguistiche hanno cominciato ad essere erose nel Novecento, e oggi solo una decina di comuni (in provincia di Messina ed Enna) mantengono viva la tradizione. Il centro di questa enclave è costituito dalla città di Nicosia (EN).
Altra minoranza importante è quella albanese, chiamata anche arbëreshë. La lingua di questa comunità che abita nella provincia di Palermo (soprattutto nel comune di Piana degli Albanesi) dipende direttamente dall'albanese, ma non è riconosciuta da nessuna istituzione ufficiale. Viene comunque mantenuta viva grazie ad una forte tradizione popolare e da alcune scuole private.
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