Storia Trentino Alto Adige

Fino al 1919 la regione gravito' nella sfera d'influenza della Casa d'Asburgo. Storicamente la regione aveva costituito un unicum amministrativo/geografico con la sua parte settentrionale (attualmente costituente il Land austriaco Tirol).

Le spinte risorgimentali-irredentiste che si svilupparono in Italia durante il corso del XIX secolo sfociarono nell'annessione della regione all'Italia.

Nei secoli XIX e XX, fino alla fine della Prima guerra mondiale (4 novembre 1918), il territorio era parte dell'Impero Austro-Ungarico.

Il Trattato di Saint Germain del 1919 assegnò la regione al Regno d'Italia. Tale annessione sanci' lo smembramento dell'antica contea tirolese e l'accorpamento di popolazioni di lingua tedesca al Regno sabaudo. Dopo la fine della Grande Guerra, che aveva visto i soldati Trentini impegnati sui fronti orientali dell'impero austro-ungarico, il subentrato governo fascista persegui' una politica di snazionalizzazione della minoranza etnica sud-tirolese, ed una progressiva italianizzazione dell'intera regione ex-tirolese.

Nel corso del ventennio di dittatura fascista si completarono diverse operazioni di svuotamento culturale della minoranza tedesca e ladina. Tra queste val la pena ricordare lo smembramento dei comuni ladini di Livinnalongo e Cortina d'Ampezzo dal contesto regionale a cui avevano appartenuto per diversi secoli, ed il loro accorpamento - contro la volonta' dei residenti - alla provincia veneta di Belluno. Vennero inoltre abolite le scuole di lingua tedesca in Alto Adige, ed avviato un processo di deportazione della minoranza tedesca vesrso i territori del Terzo Reich.

Nel 1939, in ottemperanza all'accordo Italo-Tedesco sulle opzioni, la stragrande maggioranza dei residenti sudtirolesi si dichiaro' favorevole ad emigrare verso i territori del Reich.

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale intervenne pero' a rallentare le operazioni di esodo. A seguito dell'armistizio firmato dall'Italia con gli alleati, la regione venne di fatto annessa al Terzo Reich. Dal 1943 al 1945 venne praticamente ristabilita l'integrita' territoriale tirolese che era stata frantumata nel 1918.

Il governo della Repubblica Sociale Italiana non aveva praticamente giurisdizione sui territori della regione (che venne estesa a comprendere anche il Bellunese). L'area venne ufficialmente nominata Area di Operazioni Alpenvorland.

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale ed anche a seguito a manifestazioni popolari che reclamavano il distacco della regione dall'Italia (Movimento ASAR), al Trentino-Alto Adige venne formalmente e costituzionalmente riconosciuta un'autonomia speciale, ancorata nel testo del trattato di Pace di Versailles.

L'atto fondativo risale al Trattato di Parigi che mise fine alla Seconda guerra mondiale e in particolare all'accordo siglato tra De Gasperi, per il governo di Roma, e Gruber, per il governo di Vienna (Accordo De Gasperi-Gruber). Capoluogo formale della regione è Trento.

Il Trentino è tradizionalmente la parte a maggioranza italofona del territorio, mentre l'Alto Adige è la parte a maggioranza tedescofona. Quest'ultima particolarità ha portato all'aggiunta del titolo di 'Südtirol' (trad.: 'Tirolo del sud' o 'Tirolo meridionale') al titolo 'Alto Adige'. La modifica risale agli inizi del nuovo secolo.




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