Storia Pescara

La storia di Pescara è poco conosciuta ed in parte è ancora oscura. Secondo alcuni studiosi, i primi abitanti di Pescara fondarono un villaggio sulle rive del fiume che in epoca romana fu chiamato Vicus Aterni e, successivamente gli fu attribuito il nome del fiume Aternum; nell'epoca romana si usava indicare Pescara anche con il nome di Ostia Aterni proprio per via del ruolo di centro nevralgico delle vie di comunicazione.

Con la caduta dell'Impero Romano e l'avvento dei barbari, anche la storia di Aternum diventa oscura, come quella di gran parte delle città minori.

Intorno all'anno 1000, Aternum cambia il suo nome e diviene Piscaria con riferimento, sembra, alla pescosità della zona ed il fiume viene chiamato Piscarius; il villaggio finiva tra le pertinenze dell'Abbazia di Montecassino.

Nei secoli successivi il centro della allora Pescara fu crocevia di assalti da parte dei Normanni 1140 e dei signorotti locali e potenti del tempo, fino a quando l'imperatore spagnolo Carlo V non tardò ad arrivare e i D'Avalos furono reintegrati in quello che poi divenne il marchesato di Pescara, attribuito alla marchesa Vittoria Colonna.

Solo con la stabilizzazione del potere politico, comincia un nuovo e fiorente periodo della storia della città, soprattutto per la sua posizione strategica che dura fino a tutto il Settecento, quando Pescara contava circa tremila abitanti. Ma la fortezza fu oggetto di molti tentativi di conquista.

Nei primi anni del 1800 Pescara venne occupata nuovamente dai francesi e costituì un importante bastione militare del regno di Giuseppe Bonaparte. Intanto, Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), diventa comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant'Angelo 1807.

Nel frattempo, Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), divennne comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant'Angelo (1807).

Nel 1814 Pescara fu tra le città protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino Murat, re di Napoli. In proposito il Quieti, nel suo "Pescara antica città", afferma che fu a Pescara e non a Rimini che Murat firmò, il 12 maggio del 1815, la prima delle costituzioni italiane del Risorgimento. A questi eventi seguì la durissima repressione borbonica, simboleggiata dal bagno penale di Pescara nel quale furono imprigionati molti patrioti, fino alla caduta del regno borbonico, nel 1860. Nello stesso anno, Vittorio Emanuele II, in viaggio per l'incontro di Teano con Giuseppe Garibaldi, giungendo sull'attuale Colle del Telegrafo, da cui si dominava il territorio dell'attuale città, fu sentito esclamare: "Oh che bel sito per una grande città...".

Negli anni successivi e, in particolare, ai primi del Novecento, Castellammare e Pescara si sviluppano demograficamente ed economicamente e si pensava all'unificazione delle due cittadine ed alla elevazione a provincia: ma alcuni dissidi ed interessi politici e la campanilistica rivalità tra i cittadini delle due sponde, talora violenta, ritardarono l'evento.

Il 2 Gennaio del 1927, venne finalmente firmato il decreto di unificazione e di costituzione di Pescara e la sua elevazione a Provincia, grazie alla forte spinta popolare e, soprattutto, l'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D'Annunzio.

Il 31 agosto ed il 14, 17 e 20 settembre del 1943 nel pieno della seconda guerra mondiale, Pescara è stata oggetto di pesanti bombardamenti da parte delle forze alleate che hanno causato la morte di almeno 3000 persone (varie fonti indicano anche un numero di 6000 caduti). Inoltre, Pescara dovette subire le razzie e la distruzione delle strutture portuali, fabbricati, strade, ponti e uffici pubblici da parte dell'esercito tedesco in ritirata. Per questi motivi l'8 febbraio del 2001, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città la medaglia d'oro al merito civile.

Nel dopo guerra, Pescara ha conosciuto un notevole sviluppo. Già nel 1951 la città ha raggiunto il numero di 65 mila abitanti, dilatando l'area urbanizzata ed occupando massicciamente lo spazio tra la ferrovia e la linea del mare. In meno di vent'anni, dal '51 al '71, Pescara ha raddoppiato il numero degli abitanti - contrariamente alle altre città abruzzesi - ed ha conosciuto un boom edilizio di grandi proporzioni.

Oggi Pescara è al centro di una vasta area di conurbazione ad essa legata per gli stretti rapporti economici e sociali. Le amministrazioni degli ultimi anni hanno cercato di assecondare questo ruolo, sia dal punto di vista urbanistico, cercando di costruire le infrastrutture di mobilità opportune- per lo più ancora in corso di realizzazione-, sia dal punto di vista della pianificazione dei servizi, che vengono offerti a ridosso dei confini della città.

Nella conurbazione, che circonda e comprende le città di Pescara e Chieti, vi sono i comuni di Montesilvano, Silvi, Francavilla al Mare, Spoltore, Città Sant'Angelo, Cepagatti e di San Giovanni Teatino, vivono circa 300.000 abitanti.

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