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La "città delle streghe"Benevento è nota anche come la "città delle streghe", fama che risale alla dominazione longobarda e che rimane tuttora diffusa grazie al famoso volume redatto dal protomedico beneventano Pietro Piperno, dal titolo "De nuce maga beneventana", importantissima fonte storica. I rapporti tra gli invasori Longobardi e i beneventani all'inizio furono comprensibilmente freddi. Ma le più gravi difficoltà insorsero per via delle rispettive credenze religiose: i nuovi venuti svolgevano infatti strane cerimonie rituali che apparivano, agli occhi degli autoctoni, alquanto bizzarre. Un rito particolare si svolgeva a pochi passi dal fiume Sabato: alcune donne urlanti saltavano intorno ad un albero di noce da cui pendevano serpenti. I Longobardi però capirono presto che era molto più conveniente accettare la religione dei beneventani (il cristianesimo), piuttosto che continuare a difendere ad oltranza le "streghe". Questa valutazione politica (forse ancor più della perseveranza di San Barbato) portò dunque i nuovi padroni a convertirsi nel 664 d.C. Se da una parte ciò garantì una lunga e stabile prosperità alla città e ai suoi governanti (Benevento diventò infatti un punto nevralgico per il passaggio dei pellegrini italiani verso la Terra Santa), dall'altra portò all'abbattimento di quel famoso "noce magico" da parte di San Barbato. Le donne invasate sparirono fisicamente dalla capitale della Langobardia minor, ma la loro leggenda divenne eterna. Prodotti tipici
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