Cultura Napoli

Arte

Durante la sua storia, la città ha avuto sovente una presenza artistica di primo piano. Oggi si cerca di tenere viva questa tradizione. L'Accademia di Belle Arti, fondata da Carlo III di Borbone nel 1752 come "Real Accademia di Disegno", è stata il centro dell'attività della Scuola di Posillipo nell'Ottocento ed è stata diretta da personalità quali Domenico Morelli, Saverio Altamura, Gioacchino Toma. Vi si tengono oggi corsi di pittura, decorazione, scultura, scenografia, restauro, arredo urbano, e una scuola di nudo.

Nel 2005 è stato inaugurato nel settecentesco palazzo Roccella in via dei Mille il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, adibito ad ospitare opere ed eventi artistici di ogni tendenza. Storica è la tradizione del Conservatorio di Musica "San Pietro a Majella", nel cuore della città, fondato nel 1826 da Francesco I di Borbone come "Regio conservatorio di musica", e dove oggi si tengono insegnamenti per tutti gli strumenti musicali ed è ospitato un notevole museo della musica. Infine da segnalare l'offerta di teatri, una tradizione tra le più antiche d'Europa (il San Carlo risale al Settecento), che oggi annovera dodici teatri principali.

Pittura

Tra le molte correnti pittoriche napoletane che si sono succedute nei secoli, di particolare rilevanza e pregio artistico sono risultate quelle del Seicento e dell'Ottocento. Alla prima appartengono Battistello Caracciolo, Jusepe de Ribera, Bernardo Cavallino, Mattia Preti e Luca Giordano. Della seconda si ricordano invece in particolare Antonio Pitloo, Giacinto Gigante e Domenico Morelli.

Musica

La vita musicale napoletana fu molto intensa già a partire dal XV fino al XVII secolo nell'ambito della polifonia sacra e profana. Dal XVII e soprattutto nel XVIII secolo la Scuola Musicale Napoletana assunse un ruolo preminente nel campo della musica sacra e operistica con musicisti come Alessandro Scarlatti, Giovan Battista Pergolesi, Nicola Porpora.

La canzone classica napoletana, assurta a fenomeno storico nel corso delle annuali feste di Piedigrotta tra l'Ottocento e la prima metà del Novecento e con i successivi Festival della Canzone Napoletana, è oggi un patrimonio tutelato. È attivo da vari anni, presso la sede RAI di Napoli, l'Archivio Sonoro della Canzone Napoletana. Altro fenomeno musicale di particolare interesse è la cosiddetta Sceneggiata che si fonda sulla sceneggiatura di un intero spettacolo teatrale partendo da una canzone di argomento popolare, protagonista indiscusso di quest'arte fu Mario Merola.

Dagli anni '50 si diffusero i cantautori cosiddetti "melodici" che mettevano in musica testi originali quando non poesie tradizionali in lingua napoletana, come i capolavori di Salvatore Di Giacomo. L'interprete assoluto di questo periodo della canzone napoletana è Roberto Murolo. Dagli anni '80 si è affermato, tuttavia come fenomeno locale, il genere "neomelodico", che cerca di ricollegarsi alla tradizione della canzone napoletana con canzoni e testi che in genere trattano storie d'amore ambientate nella Napoli moderna.

Il risultato artisticamente è discutibile (i testi sono piuttosto superficiali e la tecnica affidata spesso a semplici basi elettroniche) e sicuramente non paragonabile a quello ottenuto dalla canzone napoletana propriamente detta, ma in ambito locale questo genere riscuote un notevole successo: tra i pochi autori degni di nota, Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo, quest'ultimo ha dato poi vita ad un secondo percorso musicale più maturo e affascianante, formato da risonanze etniche e mediterranee.

È comunque vasta la schiera di cantautori e musicisti che in modo moderno hanno dato e danno il loro contributo alla continuazione della tradizione musicale partenopea. Padre della nuova napoli fu Renato Carosone, innovatore e precursore dei cambiamenti, cominciò ad arricchire la melodia classica con suoni arabi, attingendo anche al miglior jazz americano. Pino Daniele, Edoardo Bennato ed Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, 24 grana, Alan Sorrenti, Tullio De Piscopo, James Senese e i Napoli Centrale, Marco Zurzulo, Enzo Avitabile, Tony Esposito e il violinista Lino Cannavacciuolo, sono solo alcuni dei "moderni" più famosi e apprezzati.

Napoli è inoltre esportatrice di tech-house in Europa, e dalla fine degli '80 ha dato luogo a massicce produzioni di musica elettronica, trip-hop e rock alternativo. Ricordiamo il trip-hop "napoletano" degli Almamegretta, i 99 Posse, i particolari Le Loup Garou, l'industrial dei Narcolexia, la rock-dance-psichedelica dei Planet Funk e tantissimi altri tra cui decine di Dj alcuni dei quali noti sia in Italia che in Europa.

Teatro

Il teatro napoletano è una delle più antiche e conosciute tradizioni artistiche della città. Tra i suoi principali esponenti si citano Antonio Petito, Raffaele Viviani, Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo e la sua compagnia, alla quale parteciparano i fratelli Titina De Filippo e Peppino De Filippo, quest'ultimo a sua volta autore teatrale. Eduardo riuscì a portare sul palcoscenico l'anima di napoli e dei suoi abitanti, evidenziandone i vizzi, le debolezze, la forza.

Tra le commedie più importanti ricordiamo Napoli milionaria, Il sindaco del rione sanità, Natale in casa cupiello, Filomena Marturano, Uomo e galantuomo e Questi fantasmi, commedia riportata con successo sui palcoscenici di New York nel 2004, edizione adattata dall'attore e regista cinematografico John Turturro. Tra gli autori contemporanei spicca il nome di Vincenzo Salemme, tra i suoi scritti Lo strano caso di Felice C., ...E fuori nevica e Premiata Pasticceria Bellavista.

Molto importante è inoltre la figura di Pulcinella, che, secondo Benedetto Croce, nacque nella Napoli del Seicento da un certo Puccio d'Aniello. Il teatro massimo della citta è il San Carlo VEDI Teatro San Carlo, il più ampio d'Italia con i suoi 3.000 posti. Altri noti sono il Diana, il San Ferdinando, l'Augusteo, il Sannazaro, il Bracco.

Arte contemporanea

Napoli, così ricca di testimonianze del passato, è anche un ricco laboratorio e una importante vetrina internazionale dell'arte contemporanea. Soprattutto negli ultimi anni si è assistito, in città, ad una vera e propria esplosione d'eventi, mostre, istallazioni in luoghi simbolo, al moltiplicarsi delle gallerie private, alla realizzazione di opere architettoniche con il contributo di importanti artisti, ecc, tanto che molti critici d'arte e semplici appassionati considerano Napoli una delle capitali italiane del contemporaneo.

Ogni anno è ormai tradizione ospitare, durante il periodo natalizio in Piazza del Plebiscito, istallazioni di artisti di fama internazionale. A questo che ormai è diventato quasi un rito hanno partecipato nomi come Mimmo Paladino, Richard Serra, Rebecca Horn, Luciano Fabro e molti altri.

Molto attivi sono i due musei di arte contemporanea della città: il "PAN" ed il MADRE, acronimi di Palazzo delle arti Napoli e Museo d'arte Donna Regina. Quest'ultimo è stato realizzato ristrutturando (ad opera di Alvaro Siza) un antico palazzo in pieno centro storico a poca distanza dal Museo archeologico nazionale.

Tra le particolarità di Napoli nel campo dell'arte contemporanea va menzionato sicuramente il Metrò dell'arte. La metropolitana, infatti, non è concepita come semplice luogo di transito ma, come vero e proprio museo dove soffermarsi. Ogni stazione contiene numerose istallazioni di artisti di fama internazionale (Joseph Kosuth, Mimmo Rotella, Mario Merz ecc...) o di giovani artisti emergenti.

Napoli è sede infine di importanti eventi internazionali, uno fra tutti la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Medirerraneo, manifestazione svoltasi nel 2005 che ha visto partecipare 700 giovani artisti da molti paesi europei e mediterranei.

Tempo libero

Il tempo libero ha un polo di grande attrattiva nel quartiere di Fuorigrotta. Qui sorge lo Stadio San Paolo inaugurato nel 1959 che ospita le partite di calcio del Napoli ed è stato ristrutturato per i mondiali di calcio del 1990; la Mostra d'Oltremare realizzata nel 1940 dal fascismo per ospitare i prodotti delle colonie e diventata area espositiva di 750.000 metri quadri con 9 padiglioni per mostre e fiere, 30 sale congressuali fino a 2000 posti, teatro al chiuso e all'aperto per complessivi 3000 posti, due piscine, quattro campi da tennis, e che ospita numerosi eventi di portata nazionale e internazionale; il parco dei divertimenti Edenlandia più "antico" d'Italia, fondato nel 1965 benché attualmente in degrado; il Giardino Zoologico fondato negli anni '50, attualmente in ristrutturazione secondo un progetto d'avanguardia; in più la zona ospita un bowling, un multicinema con 11 sale, fast food, sale giochi, campi di calcio, calcetto e tennis, nonché la Piscina Scandone, olimpionica, utilizzata per le gare di pallanuoto delle squadre napoletane ed utilizzata precedentemente per i Giochi del Mediterraneo del 1964.

Nella zona era anche sito il Palazzetto dello Sport "Mario Argento" destinato in particolare alla pallacanestro, abbattuto nel 2005 ed in corso di ricostruzione.

L'amministrazione intende creare nuovi poli d'attrazione in altre aree di Napoli: a Bagnoli, dove ha già sede dal 1993 la Città della Scienza (museo scientifico sui generis primo in Europa), e nelle zone di riqualifica del Real Albergo dei Poveri - che diverrà Città dei Giovani - e del Centro Direzionale. Arterie di shopping principali nella città sono, oltre le già citate, quelle di Via dei Mille e di Piazza dei Martiri con negozi prestigiosi e la grande libreria Feltrinelli, quelle al Vomero di Via Scarlatti e Via Luca Giordano, e a Soccavo quella di Via Epomeo.

Folklore

Pizza, Vesuvio e mandolino: sono le tre famose parole magiche che si associano a Napoli nella mentalità collettiva. Molto più note dei suoi monumenti, le tradizioni napoletane sono risapute, celebrate - e a volte caricaturizzate - in tutto il mondo nonché simbolo dell'iconografia italiana all'estero. Anche Pulcinella, che è una maschera napoletana, fa parte del folklore partenopeo.

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