In evidenza
Pubblicizza il tuo sito!
|
La città è stata fondata durante il regime fascista il 30 giugno 1932 con il nome di Littoria, da Valentino Orsolini Cencelli, Commissario del Governo per la bonifica delle paludi pontine intorno al cosiddetto Quadraro, centro di raccolta dei coloni (organizzati dall'Opera Nazionale Combattenti) che iniziavano a popolare le aree bonificate. È stata quindi inaugurata il 18 dicembre 1932, con una solenne cerimonia alla presenza di Mussolini. Il territorio comunale fu creato, ricavandolo per la maggior parte da quello dell'attuale Cisterna di Latina (all'epoca Cisterna di Roma, poi dal 1935 Cisterna di Littoria), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934. La propaganda fascista sfruttò l'opera della bonifica e la inserì all'interno della battaglia del grano, per combattere la crisi economica successiva all'autarchia. Il Duce si recava spesso nelle ex paludi e sono note le immagini di Mussolini che lavora il grano a torso nudo, insieme ai coloni. Il comune di Latina fu popolato ("colonizzato", secondo l'ideologia dell'epoca) con l'immigrazione massiccia di coloni soprattutto veneti, friulani ed emiliani, oggi denominati nell'insieme comunità venetopontine, ai quali furono consegnati i poderi edificati dall'Opera Nazionale Combattenti, similmente a quanto operato nei limitrofi comuni della pianura. Gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (nel 2005 all'intera provincia è stata conferita dall'allora presidente Ciampi la Medaglia d'oro al valor civile), nel 1946, con la caduta del fascismo, mutò il suo nome in Latina. Inserita, insieme alla provincia, nelle aree tutelate dalla Cassa del Mezzogiorno, conobbe negli Anni Sessanta e negli Anni Settanta una straordinaria crescita economica e demografica che continua tuttora. Negli anni Settanta nel suo territorio è stata insediata una centrale nucleare poi chiusa nel 1986. Oggi, Latina è una città moderna e dinamica. Nel 2002 è stata aperta una sezione distaccata dell'Università "La Sapienza" di Roma. L'economia cittadina, dopo la crisi degli Anni Novanta (crisi che ha investito tutto l'area dell'Agro Pontino) per la chiusura di importanti siti industriali, sta conoscendo un nuovo momento felice, grazie allo sviluppo e alla crescita del turismo e del terziario, oltre ad una ripresa dell'agricoltura e delle aziende ad essa collegate. PopolazioneI primi abitanti della città di Latina, similmente ai borghi del suo territorio comunale ed ai comuni limitrofi istituiti con la bonifica, furono immigrati italiani originari del Nord-Est dell'Italia, principalmente coloni dell' Opera Nazionale Combattenti ed artigiani, che diedero vita a quella che si chiama "comunità veneto-pontina", che oggi sopravvive solo nei borghi. Accanto ad essi inoltre la città di Latina vide presenti fin dal primo popolamento anche contributi da altre regioni d'Italia, sopratutto dal Lazio (principalmente da Roma e dalla adiacente area Lepina), dalle Marche e dall'Umbria, i cui emigrati furono addetti perlopiù all'artigianato, alla prima debole industria, al settore impiegatizio ed a ruoli vari negli enti pubblici e della bonifica e della colonizzazione (consorzi di bonifica e ONC). A partire dal dopoguerra, il crescente sviluppo industriale (dovuto anche, in seguito, ai finanziamenti erogati dalla Cassa del Mezzogiorno) ha attratto persone e famiglie da tutta Italia, in gran parte meridionale: dal resto della provincia (anche dal sud-pontino), dalla Ciociaria, da Roma, dalla Campania, dalla Sicilia (in particolare, è presente una piccola ma forte comunità Pantesca); inoltre l'operatività fino agli anni '60 e '70 di un grande centro di smistamento profughi nazionale ha portato la costituzione, in città, di consistenti presenze di esuli dalmati e giuliani, nonché di espulsi italiani dall' Algeria e dall'Egitto. Degna di nota sono inoltre la presenza, a partire dagli anni 90 di diverse comunità di immigrati: in particolare vi sono indiani, pakistani, nordafricani impiegati prevalentemente in piccole attività commerciali e come operai nelle industrie, rumeni, polacchi e moldavi (che formano la comunità più numerosa) i quali sono impiegati soprattutto nell'edilizia e nell'assistenza agli anziani e infine persone originarie dell'Africa subsahariana e dell'area del Golfo di Guinea, impiegate nel settore agricolo. |
Bussola
Strutture
Advertising
Schede sulla provincia
Schede sulla regione
Ricette tipiche