Storia Mantova

Dalle origini etrusche al Comune medievale

Il primo villaggio risale a circa il 2000 a.C.. Nel VI secolo a.C. si sviluppò la città etrusca. Il nome Mantova prende origine dalla divinità infernale etrusca Mantus, a cui il fondatore Ocno, detto anche Bianore, l'avrebbe dedicata (leggenda sostenuta anche da Virgilio). Altra versione, ritenuta più mitologica che verosimile, fa risalire il nome della città a Manto figlia di Tiresia, indovino cieco di Tebe, al quale nell'Odissea si rivolgerà Ulisse.

Dopo la dominazione della tribù dei Galli Cenomani vi fu la conquista dei Romani. Il territorio mantovano fu colonizzato dai soldati veterani di Augusto. Il 15 ottobre del 70 a.C. ad Andes, piccolo villaggio nei pressi di Mantova, identificabile con l'odierna Pietole, nacque Publio Virgilio Marone (Mantua me genuit).

Caduto l'Impero Romano, Mantova fu invasa da Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi. Intorno all'anno mille, Mantova entrò a far parte dei possedimenti dei Canossa, la cui ultima rappresentante fu la contessa Matilde alla cui morte, avvenuta nel 1115, la città si costituì in libero Comune.

I Gonzaga

Nel 1273 Pinamonte Bonacolsi iniziò il periodo in cui Mantova fu sotto la la guida di una Signoria. Il 16 agosto 1328 Rinaldo, detto il Passerino, l'ultimo dei Bonacolsi, fu ucciso durante una rivolta popolare che portò i Corradi da Gonzaga ad acquisire il potere. Essendo originari di Gonzaga, furono ben presto identificati con l' appellativo del solo toponimo di provenienza, divenendo una delle più celebri e longeve famiglie del Rinascimento italiano.

Inizialmente Capitani del Popolo, nel 1433 Gianfrancesco Gonzaga, dopo il matrimonio del figlio Ludovico con Barbara di Brandeburgo nipote dell'Imperatore germanico Sigismondo, ottenne il titolo di Marchese. La politica gonzaghesca era una tenace difesa di un continuo equilibrio tra le potenze confinanti: Repubblica di Venezia, Milano, Ferrara e i possedimenti pontifici.

Nel 1459 Papa Pio II convocò una grande Dieta in Mantova nel corso della quale proclamò una crociata contro i Turchi. Per lunghi decenni tra le massime entrate nei bilanci gonzagheschi erano le condotte militari, proventi derivanti dal capitanato degli eserciti di stati alleati. Il culmine del prestigio per i Gonzaga si ebbe con Federico II, figlio di Isabella d'Este, che dal 1530 divenne Duca di Mantova, titolo concesso dall'Imperatore Carlo V. Nel 1536 in seguito al matrimonio tra Federico II e Margherita Paleologo ci fu l'annessione del lontano Marchesato (poi Ducato) del Monferrato.

Nel 1627, estinta la linea primogenita, il ducato passerà ad un ramo cadetto della famiglia, i Gonzaga-Nevers, francesi. La successione di un "francese", Carlo I, in un feudo imperiale, tra l'altro di enorme importanza strategica non poté che originare una forte reazione dell'Imperatore germanico. Nel 1630 l'Imperatore nel corso della seconda guerra di successione del Monferrato (1627-1631) inviò un esercito di 36.000 Lanzichenecchi, i quali presero d'assalto la città, devastandola e diffondendo la peste. Mantova ne uscì profondamente cambiata: i fasti di un tempo e il prestigio resteranno solo un vago ricordo.

L'ultimo dei Gonzaga-Nevers, Ferdinando Carlo, si dimostrò politicamente inetto e inadeguato al ruolo. Si alleò con i Francesi, al tempo della guerra di successione spagnola. Per paura del castigo imperiale, si rifugiò a Venezia, portando con sé quadri, gioielli, monili e denaro. Alla sua morte, nel 1708, venne dichiarato decaduto per fellonia e la sua famiglia perse tutti i diritti sul Ducato di Mantova che passò alla casa d'Austria e nel 1745 fu unito allo Stato di Milano.

Periodo austriaco e Risorgimento italiano

Gli Austriaci tennero Mantova per quasi un secolo, dal 1707 al 1797, periodo durante il quale principalmente su impulso dell'imperatrice Maria Teresa, si impegnarono a ridare dignità alla città. Questa prima fase di dominazione austriaca si concluse con l’avvento delle truppe di Napoleone Bonaparte. Durante la dominazione francese il 20 febbraio 1810 l'eroe della lotta armata tirolese contro gli invasori Andreas Hofer venne fucilato a Mantova, evento tanto tragico e significativo che L'inno del Tirolo è una canzone che parla di Hofer martire a Mantova.

Con il Congresso di Vienna del 1815 gli Austriaci ripresero possesso di Mantova e ne fecero uno dei capisaldi del famoso quadrilatero difensivo costituito dalle altre tre piazzaforti di Peschiera, Verona, Legnago. Le angherie dei regnanti generarono moti liberali e cominciarono a diffondersi le idee d'indipendenza ed unità d'Italia. In questa atmosfera, negli anni successivi la sconfitta subita nella Prima guerra d'Indipendenza (1848/1849), avvenne l’esecuzione dei Martiri di Belfiore, da molti ritenuta una delle pagine più tristi, ma al tempo stesso più gloriose del Risorgimento italiano, che d'altronde interessò il territorio della provincia di Mantova anche durante la Seconda guerra di Indipendenza (1859).

Nel 1866 Mantova, assieme al Veneto, entra a far parte del Regno d'Italia.

Bussola

Strutture


Advertising

Schede sulla regione

Ricette tipiche