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Monumenti e palazziLe due colonne romane sono, da sempre, il simbolo della città di Brindisi. Sebbene si ritenga, erroneamente, che segnavano il punto esatto in cui terminava la Via Appia, in realtà fungevano da riferimento portuale per gli antichi naviganti. Furono costruite nel II secolo con un marmo proveniente dalla Turchia, solo una oggi è integra ed è formata da otto rocchi, per un'altezza complessiva di di 18,74 metri. Il capitello corinzio è decorato con foglie di acanto, teste di divinità, ed otto triton. L'altra colonna crollò nel 1528, oggi è rimasta solo la base e uno dei rocchi. La restante parte si trova in piazza Santo Oronzo a Lecce. In Piazza del Duomo è ammirabile il Portico dei Cavalieri Templari, realizzato nel XIV secolo, resti di un ben più maestoso edificio. Oggi costituiusce l'ingresso del Museo Ribezzo, dove si conserva tutto ciò che viene ritrovato nella provincia, ospita anche il prezioso calco della sezione della Colonna Traiana in cui è raffigurato il porto di Brindisi, ci sono anche numerosi vasi, ceramiche e statue. Altre sezioni del museo illustrano reperti che testimoniano i traffici del porto già da epoca preistorica. Sempre nel centro storico si trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli, che venne costruita nel 1600 e fu realizzata dai duchi di Lorena. L'odierna Piazza della Vittoria comprende due piazze che nel XVII secolo erano chiamate piazza dei nobili e piazza della plebe, dov'era il mercato. Nelle estati 1617 e 1618 Brindisi conobbe delle epidemie dovute alla scarsità dell'acqua che spinse la popolazione e bere acqua non pra. L'allora governatore della città, il capitano Pedro Aloysio de Torres, spagnolo di grande capacità, per condurre l'acqua ai cittadini, stabilì di costruire tre fontane all'interno del centro abitato, addebitandone la spesa ai cittadini in proporzione alle possibilità di ciascuno. La fontana di piazza Vittoria, costituita da una grande vasca marmorea in cui si raccoglieva l'acqua zampillante da una bella vasca superiore più piccola, pure di marmo, molto simile a un fonte battesimale di epoca più antica, vi è un'iscrizione a ricordo del governatore de Torres. La fontana grande, conosciuta anche come fontana Tancredi, si trova nei pressi dal termine dell'antica via Appia, nonostante il nome, fu costruita in dai Romani. Tancredi, conte di Lecce e ultimo re normanno, si occupò solo di farla restaurare nel 1192, a ricordo del matrimonio celebrato quell'anno nella Cattedrale tra suo figlio Ruggero e Irene di Grecia, figlia dell'imperatore di Costantinopoli Isacco. In Piazza Cairoli si trova la Fontana delle Ancore, che risale al 1937. Il disegno originale, composto da una colonnina centrale costituita da quattro fasci littori che reggevano un'elegante coppa creando suggestivi effetti di luce, fu completamente rivisitato con un progetto dell'Ente Autonomo Acquedotto Pugliese. Un altro monumento degno di nota è il Castello Svevo, detto anche "castello grande" o "di terra", voluto da Federico II la cui pianta è trapezoidale e presenta robusti torrioni quadrati. Per la sua costruzione furono impiegati materiali dalle vecchie mura e di altr monumenti in rovina. Abbandonato dagli spagnoli, fu trasformato in penitenziario da Gioacchino Murat nel 1813, e poi dal 1909 è utilizzato dalla Marina Militare. Il Castello fu base navale durante le due guerre mondiali, inoltre qui fu ospitato nel 1943 il re Vittorio Emanuele III che trasformò Brindisi in capitale d'Italia (10/9/43 - 11/2/44). Giungendo a Brindisi dal mare si ammira il Castello Aragonese, più conosciuto come Forte a mare. Si tratta di una costruzione realizzata nel 1491 sull'isola antistante il porto da Ferdinando I d'Aragona per difendere della città dagli attacchi provenienti dal mare. Il Castello Aragonese è formato da due sezioni: il Castello Rosso, nome dovuto al colore dei suoi mattoni ricavati dalla pietra dell'isola, ed il Forte, più recente, adibito ad alloggio delle guarnigioni. Entrando nel porto dal mare o passeggiando sulla banchina non si può non notare il Monumento al Marinaio d'Italia realizzato nel 1933 con la tipica forma di timone alto 54 metri. Alla base vi è una cappella sacrario in cui sono commemorati i caduti delle guerre mondiali ed è conservata la campana della corazzata "Benedetto Brin", che affondò nel porto di Brindisi nel 1915. Le aree archeologiche di San Pietro degli Schiavoni (sottostanti al nuovo il teatro sospeso), di via Casimiro. Le ChieseLa Cattedrale, visitabile in Piazza del Duomo. La superba chiesa è in stile romanico ma presenta una facciata del settecento. Al suo interno si può ammirare il pavimento musivo, uno spendido altare e il coro in legno intarsiato del cinquecento. Fu costruita per volontà di papa Urbano II e dell'Arcivescovo Bailardo, riedificata dopo il terremoto del 20 febbraio 1743, su progetto dell'architetto Mauro Manieri. La chiesa conserva l'arca d'argento reliquiario del corpo di San Teodoro. La chiesa di San Benedetto, che esistente già nel XI secolo fu costruita per volontà dei conti normanni Goffredo e Sighelgaita. Presenta, sul portale d'ingresso, pannelli scolpiti con scene di combattimento fra uomini e animali fantastici. La chiesa di San Giovanni al Sepolcro presenta una pianta circolare risalente agli inizi del XII secolo e tracce di affreschi lungo le pareti. Santa Maria del Casale è un pregevole esempio di architettura di passaggio dallo stile romanico a quello gotico, fu costruita tra il 1300 e il 1310. Presenta armoniose composizioni geometriche, di conci di arenaria grigia e càrparo dorato e per un protiro pensile a baldacchino su mensola scalata. Negliinterni è possibile ammirare affreschi, opere di Rinaldo da Taranto, con Cristo seduto tra gli Apostoli, Angeli, ed episodi del nuovo Testamento e storie della Passione. San Paolo, esempio di gotico, fu ricostruita nel XVII secolo e fu restaurata nel 1949. All'interno vi è la cappella dedicata a San Francesco, sulle pareti interne vi sono resti degli affreschi. La chiesa della Santissima Trinità o di Santa Lucia, che pure doveva essere un tempo completamente affrescata, è del XIV secolo. Presenta un crocefisso di legno e un polittico raffigurante la Madonna del Dolce Canto, del XVI secolo. Si può ammirare la cripta, che risale alla fine del XII secolo. La chiesa del Cristo, ultimata intorno al 1232, sfoggia una facciata di stile romanico dove si alternano in orizzontale la pietra bianca e di quella dorata, interrotto da un grande rosone. All'interno presenta un crocefisso dipinto e una statua di legno della Madonna col Bambino riconducibili alla scultura gotica francese del XI secolo. La chiesa di Santa Maria degli Angeli, fu costruita nel 1609 per iniziativa di S. Lorenzo col contributo finanziario prevalente del duca Massimiliano di Baviera e del re di Spagna Filippo III. Fu successivamente trasformata con l'allargamento dei muri perimetrali e lo spostamento del portale d'ingresso. Vi si può ammirare un pregevole portone in legno, scolpito con immagini agiografiche che riguardano S. Francesco, Santa Chiara e gli Evangelisti. Conserva due crocefissi, uno in legno e l'altro in avorio, molte tele e le reliquie di San Lorenzo. La chiesa di Santa Teresa, costruita nel 1671 nel quartiere detto degli "Spagnoli" è tipico esempio di architettura barocca. Musei
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