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Il nome e le origini miticheSi suppone che il nome Tarvisium sia frutto di una romanizzazione di un precedente toponimo a sua volta relativo ai Taurusci, gruppo etnico di area celtica, anticamente stanziato sui Monti Tauri all'estremità orientale delle Alpi e che si ipotizza abbia costituito la prima comunità trevigiana. Non manca peraltro chi ha ricondotto il nome all'espressione indoeuropea tarvos (toro) con l'aggiunta di un suffisso -isium di chiara derivazione romanistica. Una terza opinione si rifa invece al etimo gallico trev- poi modificato in tarv- con il significato di villaggio di legno. È da citare, inoltre, l'ipotesi che vorrebbe la nascita del nome "Tarvisium" da una statua a tre volti che doveva campeggiare nella piazza centrale dell'agglomerato. In ultimo deve altresì citarsi la tesi di una derivazione dalla combinazione di due termini romani Ter- e -visi in relazione ai tre colli (in latino, appunto, visi), corrispondenti agli attuali Duomo, Piazza dei Signori e Piazza Sant'Andrea, su cui sarebbe stata edificata la città. Quanto alle origini, anche Treviso conosce numerose ricostruzioni mitologiche sui suoi albori, per lo più dovute a miti formatisi nel corso del Medioevo su impulso delle più influenti famiglie nobiliari. Il mito più noto risale alle Antiquitatum variarum di Giovanni Annio da Viterbo dove si afferma che la città sarebbe stata fondata dai Taurusci, popolo di origini orientali e seguace del dio Api, sacro toro dell'Antico Egitto. I Veneti, infatti, oppressi dai Giganti dell'Istro, avrebbero invocato l'intervento della divinità egiziana che, al fianco dei Taurusci, avrebbe sbaragliato i Giganti in una leggendaria battaglia. A perenne ricordo delle gesta, i vincitori fondarono Taurisium, la città del Toro sacro. Una seconda ricostruzione, fornita da Giuseppe Bertusi, narra dell'arrivo in Veneto verso l'anno 900 a.C. del mitico Dardano, capostipite dei Troiani, il quale avrebbe fondato una città, Eugania. A difesa della stessa sarebbero state erette quattro fortezze, la maggiore e più settentrionale delle quali, prese il nome di Tusino. A guida della fortezza vi sarebbe stato tale Montorio, presunto capostipite della famiglia dei Collalto. Sempre al Montorio si dovrebbe far risalire il posizionamento sulla porta principale della città di una donzella tricipite in marmo verde, recando così il mutamento di nome da Tusino a Trevisi, in riferimento ai tre volti della scultura. Nel corso della sua storia centenaria la città (e, conseguentemente, i suoi abitanti) è stata indicata con diversi nomi, tra i quali, i francesi Trèvise e Trevigny (il primo ancor oggi in uso nella lingua Francese), ed i tardo latini o italiani Tarvisi, Trevisi, Trevigi, Trivigi. GastronomiaDal punto di vista eno-gastronomico la città è conosciuta principalmente per due cose: il radicchio rosso di Treviso e lo Spritz (un aperitivo molto apprezzato dai giovani trevigiani). Lo Spritz, in realtà di origine austriaca, è semplicemente vino bianco allungato con l'acqua, ma da una decina di anni a questa parte vinee aggiunto anche Aperol o Campari o Select, e l'immancabile fettina di arancia. Altri piatti tipici sono: risi e bisi (riso con i piselli), pasta e fasioi (pasta con i fagioli), sardee in saor (sardine con la cipolla), sopa coada (zuppa di piccioni). Tra i vini prodotti nella provincia spiccano per qualità il Prosecco e il Cabernet. Secondo alcuni il Tiramisù, dolce ormai diffuso in tutto il mondo, sarebbe nato in un ristorante di Treviso negli anni '60 e, secondo la tradizione, il nome deriva dal fatto che i frequentatori delle case chiuse dovevano, dopo l'incontro "amoroso" appunto "tirarse su". Dolce tipico, ma meno conosciuto al di fuori della regione, è la Fregolotta, una sorta di crostata molto dura ma ricca di burro sale e zucchero. I trevigiani amano mangiare la Fregolotta assieme ad un buon bicchiere di prosecco, fresco e frizzante. Treviso vanta anche un'autonoma ricetta nella preparazione delle "frittole" che si consumano in abbondanza durante il carnevale. Queste frittole sono diverse da quelle veneziane (più conosciute) e non di minor gusto. Purtroppo è una piccola tradizione che conoscono le signore di una certa età ma che si sta perdendo. OmbralongaTutti gli anni, il pomeriggio della terza domenica di ottobre, si svolge l'Ombralonga, una manifestazione enologica che richiama visitatori da tutta Italia e non solo. Seguendo l'antica tradizione cittadina del"'ndar par ostarie" (andare per osterie), vengono allestiti stand dove è possibile degustare, a prezzo fisso, vini tipici della Marca Trevigiana e piatti del posto. L'Ombratour si effettua solitamente muniti di uno speciale kit che comprende mappa della città (dove tutti gli stand sono contrassegnati),un bicchiere, una piccola tracolla e anche un grembiule da cucina. Si pensa che la tradizione segua quella della festa del raccolto per festeggiare il "novello". Sono noti i problemi di ordine pubblico che questa manifestazione porta. Nonché lo svilimento del noto 'orgoglio trevigiano'. MusicaA Treviso si svolge annualmente uno dei maggiori festival nazionali dedicati alla musica antica per organo, oltre alla stagione legata al teatro e alla sua orchestra la città è sede di numerosi cori polifonici e popolari tra cui il celebre coro Stella Alpina diretto da Diego Basso, la città infine ha una sua Banda Musicale (Banda musicale Domenico Visentin di Treviso) nata, nella sua forma attuale, nel 1963. |
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