Storia Venezia

Non si hanno notizie certe sulle origini della città: sembra tuttavia che Venezia sia nata a seguito del flusso di rifugiati che abbandonarono la pianura padana sotto la spinta dell'invasione Longobarda del nord Italia nel 568.

La laguna veneta era già da lungo tempo in parte abitata da genti dedite alla pesca, alla produzione del sale, ai trasporti marittimi e alle altre attività mercantili connesse. Al riguardo si ricordano la piccola comunità di Torcello a pochi chilometri da Altino e l'insediamento di Grado vicino ad Aquileia. Cassiodoro intorno ai primi decenni del VI secolo ci dà un dettagliato quadro della vita in laguna di quei tempi.

Secondo la leggenda, invece, la nascita di Venezia avvenne il 25 marzo del 421 con la consacrazione della chiesa di San Giacometo a Rialto, sulle rive del profondo canale navigabile oggi Canal Grande. Gli abitanti della terraferma vi avrebbero trovato rifugio a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo.

Nell'821 la città di Rialto diviene capitale del Ducato di Venezia, assumendo nel tempo il nome stesso del territorio e delle stato e diventando definitivamente Venezia.

Quando Carlo Magno fu incoronato Imperatore, Venezia apparteneva a quei territori italici che rimasero sotto il dominio dell'Impero Bizantino. La spiccata vocazione per mercanteggiare, e le ricchezze delle famiglie patrizie in essa residenti, la portarono ad ottenere una sempre maggiore indipendenza da Bisanzio. È annoverata fra le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi: tra queste, fu l'unica a reggere l'usura del tempo e a non piegarsi mai a dominatori stranieri fino a Napoleone.

Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, col passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali. Molti Dogi, soprattutto prima dell'anno mille, si videro costretti a prendere i voti perché i cittadini li reputavano troppo bramosi di potere: alcuni vennero anche uccisi. All'apice della sua potenza, Venezia dominava gran parte delle coste dell'Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l'Istria, molte delle isole dell'Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la principale potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva da Brescia all'Istria, e da parte dell'attuale provincia di Belluno, al polesine veneto.

Nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il territorio della Repubblica Veneta comprendeva Veneto, Istria, Dalmazia, Cattaro e parte della Lombardia. Dopo oltre 1000 anni d'indipendenza, il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin e il Maggior Consiglio vennero costretti da Napoleone ad abdicare, per proclamare il "Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia".

Con la restaurazione ed il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 la "Municipalità di Venezia" cessò di esistere e furono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro, che andarono a formare la "Provincia veneta" dell'Impero Austro-Ungarico sotto Francesco II d'Asburgo Lorena: gli Austriaci entrarono in città il 18 gennaio 1798. Nel 1848 partecipò attivamente ai moti rivoluzionari, sotto l'iniziativa di Daniele Manin. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia. Il 21 maggio del 1866 si svolse in Veneto il plebiscito che vide vincere il sì all'annessione all'Italia con il 99,9% dei voti favorevoli dell'elettorato attivo.

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