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Regione: Campania
Provincia: Napoli
CAP Napoli 80100
Targa Napoli : NA
Prefisso teleselettivo: 81
Codice comune: F839
Cod. ISTAT Napoli : 63049
Nàpoli (IPA: [ˈnaːpoli], in napoletano Napule, IPA: [ˈnaːpulə]), capoluogo della provincia omonima e della regione Campania, è il terzo comune d'Italia per numero di abitanti. Fu una delle principali città della Magna Grecia e dell'Impero Aragonese (acquistando poi anche il titolo di capitale sotto il governo di Alfonso il Magnanimo), per circa ottocento anni capitale dell'Italia peninsulare meridionale e dell'isola di Sicilia. La sua egemonia culturale, dal tardo medioevo fino all'Unità d'Italia, fu in grado di influenzare l'intera Europa tanto da attribuirle il titolo di capitale europea. Oggi con Milano e Roma è la principale metropoli italiana.
La città vera e propria si estende ben oltre i confini comunali, sebbene non possa essere univoca una definizione dei suoi confini: secondo dati ISTAT la metropoli vera e propria sarebbe abitata da 3.121.397 abitanti su 1.171 km², costituendo dunque la seconda conurbazione italiana dopo quella di Milano e settima in Europa, mentre dati ONU [3] le assegnano una popolazione di circa 2.200.000 abitanti (dunque terza in Italia, dopo Roma). La sua area metropolitana è comunque una delle più popolose e densamente popolate dell'Unione Europea; nella città risiede un quinto dell'intera popolazione regionale e metà di quella della sua provincia. La città metropolitana, di prossima istituzione, andrà tuttavia a sostituire l'attuale Provincia di Napoli.
La città di Napoli è situata sull'omonimo golfo, tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei. Il suo centro storico, di particolare importanza storica ed architettonica, è importante meta di turismo nazionale ed internazionale, ed è uno dei siti che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità. È inoltre previsto un ulteriore inserimento nella lista dei patrimoni dell'umanità di tutta la zona dei Campi Flegrei che renderebbe di fatto Napoli, la città in Europa con la più grande estensione di siti protetti.
Il suo panorama ed i suoi prodotti tipici sono da annoverare tra i più classici simboli dell'Italia nell'immaginario collettivo internazionale.
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Grazie alla vicinanza con il mare, il clima di Napoli è, come per gran parte delle città bagnate dal Mar Tirreno e dal Mar Mediterraneo in generale, mite, con sbalzi contenuti fra inverno ed estate. In inverno la temperatura media è di circa 8° Celsius (Gennaio), in estate di circa 23°C (Luglio). Le precipitazioni raggiungono i 1000 mm annui di media, concentrate soprattutto nel periodo autunnale e nella prima parte di quello invernale, ma nonostante questo Napoli rimane la seconda città più soleggiata d'Italia (al primo posto c'è Salerno su media annua nella decade 1995 - 2005) .
La città fu, probabilmente, fondata degli abitanti della colonia greca di Cuma attorno all'VIII secolo a.C., nella zona attualmente chiamata dei decumani, non molto distante da dove sorgeva la preesistente città di Partenope, successivamente chiamata Palepolis, «città vecchia», sull'attuale Monte Echia. Per questa ragione fu chiamata Néa-pólis, cioè «città nuova».
Arte Durante la sua storia, la città ha avuto sovente una presenza artistica di primo piano. Oggi si cerca di tenere viva questa tradizione. L'Accademia di Belle Arti, fondata da Carlo III di Borbone nel 1752 come "Real Accademia di Disegno", è stata il centro dell'attività della Scuola di Posillipo nell'Ottocento ed è stata diretta da personalità quali Domenico Morelli, Saverio Altamura, Gioacchino Toma. Vi si tengono oggi corsi di pittura, decorazione, scultura, scenografia, restauro, arredo urbano, e una scuola di nudo.
Napoli è spesso scelta dai turisti come punto di riferimento per visitare le attrazioni dei dintorni, come Pompei, la Reggia di Caserta, Capri, Ischia la Costiera amalfitana; ma la città stessa è ricca di un vasto patrimonio artistico e architettonico, che negli ultimi anni è stato rivalutato grazie anche ad eventi annuali quali il Maggio dei Monumenti ed altre iniziative turistiche e culturali.
Il tessuto urbano e la particolare morfologia della città, con le sue vie spesso strette e le numerose zone collinari, hanno sempre reso il problema dei trasporti di scottante attualità.
La Villa Comunale (fino a prima dell'Unità denominata "Reale") fu fatta realizzare da Ferdinando IV su disegno del Vanvitelli nel 1780 per dare alla nobiltà napoletana un oasi di gran ricercatezza sull'allora lungomare, impreziosendola di statue, fontane e alberi esotici ma proibita al popolo. Ben diversamente, oggi la Villa è tra le mete preferite dai napoletani, soprattutto da quando una ristrutturazione negli ultimi anni '90 ha permesso di chiuderla nelle ore notturne, sottraendola al degrado.
Situato sull'isoletta di Megaride (unito alla terraferma da un sottile istmo), su cui, secondo la leggenda, s'impigliò il corpo inerte della sirena Partenope, il Castel dell'Ovo (Castrum Ovi in latino) è uno dei più antichi della città di Napoli, ed è uno degli elementi che spicca di più nel panorama del famoso Golfo.
La Reggia di Capodimonte si trova in via Miano 1 a Napoli all'interno dell'omonimo parco, in un edificio disegnato dall'architetto romano Antonio Canevari per Carlo di Borbone, re di Napoli. Le Gallerie custodiscono opere di: Giovanni Bellini, Sandro Botticelli, Caravaggio, Annibale Carracci, Artemisia Gentileschi, Francisco Goya, Simone Martini, Masaccio, Tiziano e molti altri.
Il Palazzo Reale di Napoli, che ha il suo ingresso principale nell'attuale Piazza del Plebiscito, fu costruito nel 1600 da Domenico Fontana durante il vicereame del conte di Lemos don Ferrante Ruiz de Castro y Andrada. Esso avrebbe dovuto ospitare il re Filippo III di Spagna, in occasione di una sua visita a Napoli; ma poiché la visita non avvenne mai il palazzo divenne la residenza del viceré. Negli anni successivi fu la residenza dei sovrani austriaci, dei Borbone e dei Savoia. Durante gli anni 1806-1815 fu arricchito da Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte con decorazioni e arredamenti neoclassici, provenienti dalle Tuileries; fu danneggiato da un incendio nel 1837 e successivamente restaurato dal 1838 al 1858 per mano di Gaetano Genovese che ampliò e regolarizzò, senza stravolgerla, l'antica fabbrica.
La Piazza del Plebiscito di Napoli (già Largo di Palazzo o Foro Regio) fu per secoli uno slargo irregolare, dove si svolgevano le feste popolari attorno alle cosiddette macchine da festa, che venivano periodicamente innalzate da grandi architetti (famose quelle di Ferdinando Sanfelice e di Francesco Maresca). Solo dall'inizio del Seicento in poi fu gradatamente "regolarizzata", anche a causa della costruzione del nuovo Palazzo Reale, opera di Domenico Fontana. A questa graduale trasformazione si successero, dalla metà del Settecento in poi, degli interventi sempre più radicali, attuati dagli architetti che lavoravano sul vicino Palazzo Reale.
Spaccanapoli è un' arteria viaria del centro storico di Napoli ed è una delle vie piu animate della città. Il nome deriva dal fatto che divide nettamente la citta tra il nord e il sud seguendo l'antico tracciato del decumano inferiore (il più vicino al mare) del sistema di decumani e cardini del Centro Antico. Il decumano centrale (Via dei Tribunali) e quello superiore (Via dell'Anticaglia) non hanno mantenuto l'intero sviluppo dell'epoca greco-romana, a seguito di successivi interventi urbanistici. Spaccanapoli si suddivide in tre spezzoni: Via Pasquale Scura che parte dalla cima dei Quartieri Spagnoli; le vie San Biagio dei Librari e Benedetto Croce che corrispondono all'antico tracciato viario di epoca romana e greca; una parte di Forcella.
La Basilica e il complesso monastico di Santa Chiara (anche conosciuti come Monastero di Santa Chiara, considerato monumento nazionale italiano) furono edificati tra il 1310 e il 1340, su un complesso termale romano del I sec. d.C., per volere di Roberto d'Angiò e della regina Sancia di Maiorca nei pressi della cinta muraria occidentale, a Napoli. La basilica fu originariamente costruita in forme gotiche provenzali, ma tra il XVII e il XVIII secolo fu ampiamente ristrutturata in stile barocco da Domenico Antonio Vaccaro. Dopo i bombardamenti degli Alleati durante la Seconda guerra mondiale, che la distrussero quasi interamente, venne riportata al presunto e spoglio aspetto originario da un massiccio e discusso restauro conclusosi nel 1953.
Il Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino, è uno dei castelli più famosi d’Italia (nonché monumento nazionale italiano) e fa parte a pieno titolo dei simboli più rappresentativi della città di Napoli. Con la sua sagoma imponente, il maniero domina la scenografica piazza Municipio, creando una cornice di indiscutibile fascino ad uno dei cuori pulsanti della città del Vesuvio. Il castello è sede della Società napoletana di storia patria e del Comitato di Napoli dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, ospitato nei locali della SNSP.
La Certosa di San Martino (monumento nazionale italiano) costituisce uno dei più riusciti esempi di architettura e arte barocca insieme alla Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro. Essa e situata sulla collina di Sant'Elmo a Napoli. Dal 1866 la certosa ospita il Museo di San Martino.
Il presepe napoletano è una delle tradizioni natalizie più consolidate e seguite che si è mantenuta inalterata per secoli. Il termine presepe (o presepio) deriva dal latino praesepe (o prasepio o ancora praesepium) che vuol dire mangiatoia.
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