La Chiesa della Martorana

La chiesa della Martorana

La Chiesa della Martorana, detta anche Santa Maria dell’Ammiraglio, si trova a Palermo sulla Piazza Bellini.

E’ una delle chiese più antiche della città di Palermo, costruita in origine a pianta quadrangolare sullo stile delle contemporanee chiese bizantine e, in seguito, sottoposta a diverse modifiche, ampliamenti ed abbellimenti, tra i quali spicca uno splendido atrio adorno di spettacolari mosaici. P

urtroppo, accanto alle migliorie apportate, si verificarono anche dei veri e propri scempi, come l’abbattimento della facciata originale allo scopo di allungare le dimensioni della chiesa.

La storia della Chiesa della Martorana

Come dimostrato da un diploma greco-arabo del 1143, da un’iscrizione greca all’esterno della facciata meridionale e dalla stessa raffigurazione musiva di dedicazione, la chiesa fu fondata nel 1149 per volere di Giorgio d’Antiochia, il grande ammiraglio siriaco al servizio del re normanno Ruggero II dal 1108 al 1151, e fu dedicata alla Madonna: motivo per il quale diventò nota come “Santa Maria dell’Ammiraglio”.

All’edificio sacro, che nel corso dei secoli è stato più volte distrutto e restaurato, si accede dal campanile: una costruzione a pianta quadrata del XIII secolo, aperta in basso da arcate arcuate a colonne angolari e con tre grandi ordini di grandi bifore.

La chiesa possiede una pianta a croce greca, prolungata con il nartece e l’atrio. Un portale assiale (ancora esistente) da sull’atrio e il nartece, come nelle prime chiese cristiane.

Al di là del nartece, l’edificio era sistemato e decorato come una chiesa bizantina a 4 colonne, tranne gli archi a sesto acuto e i pennacchi della cupola che erano di origine islamica. Nel 1193 le case attorno vengono adibite a Convento basiliano per le donne e la chiesa verrà poi ad esso inglobata. Attorno al 1394 avviene la fondazione del convento della Martorana (dal nome dei proprietari) che sarà ceduto ai Benedettini dalla corona normanna e che darà poi il nome alla chiesa.

Negli anni 1683-87, l’abside centrale viene distrutta e sostituita da una nuova abside rettangolare, progettata da Paolo Amato. Nel 1740 Nicolò Palma progetta un nuovo prospetto, secondo il gusto barocco dell’epoca, che si affaccia sulla piazza. Nel 1846 si realizza l’abbassamento del piano della piazza e viene realizzata la scalinata.

Nel 1870-73 Giuseppe Patricolo ne realizza il drastico restauro. Stacca i marmi settecenteschi delle pareti laterali del presbiterio (di cui era prevista la distruzione) e accenna il muro di chiusura originale.

L’interno della chiesa

L’interno della chiesa è nettamente diviso in due parti.

Le prime due campate, quelle aggiunte nel ‘500, sono ornate di affreschi settecenteschi, mentre la parte originaria è tutta un risplendere di bellissimi mosaici di iconografia bizantina, probabilmente opera delle stesse maestranze che hanno decorato la Cappella Palatina. Sulle pareti che costituivano in origine la facciata, due mosaici raffigurano il Deisis dell’ammiraglio (prostrato) alla Vergine (a sinistra) e Ruggero II che viene incoronato da Cristo (a destra). Entrati nel primo corpo della costruzione – rifacimento settecentesco con volte affrescate da Olivio Sozzi, Antonio Grano e Guglielmo Borremans – due decorazioni musive sul fronte del corpo originario raffigurano Ruggero II e Giorgio d’Antiochia; solo la testa e le mani di quest’ultimo sono originali dell’epoca. Superato l’ambiente suddetto, si giunge nella chiesa vera e propria.

Qui la parte superiore delle pareti e la cupola, al sommo della quale è l’immagine del Cristo Pantocratore (mentre gli arcangeli, i patriarchi, gli evangelisti e gli apostoli si trovano negli spazi delle volte), sono interamente rivestite di decorazioni musive di periodo bizantino, le più antiche di tutta la Sicilia e di grande importanza, in connessione con quelle riguardanti Dafne, nell’Attica.

I mosaici della cupola rappresentano al centro il Cristo, poi scendendo si vedono i 4 arcangeli (tre originali più uno apocrifo) e i patriarchi, mentre nelle nicchie sono ospitati i quattro evangelisti e infine, nelle volte, i rimanenti apostoli. Sull’arcone principale è rappresentata l’Annunciazione, mentre sugli altri arconi si trovano le scene della Presentazione al Tempio, della Natività e della Dormizione.

L’abside, distrutta sul finire del Seicento, venne sostituita con l’attuale cappella barocca a tarsie marmoree. Il campanile è a pianta quadrata e sviluppato in quattro piani di altezza: presenta esternamente una serie di archi sostenuti da colonne angolari nella parte inferiore ed è decorato da tre ordini di bifore.

Alcune curiosità

I dolci a base di marzapane e per lo più a forma di frutta devono il nome di “martorana” al fatto che a prepararli e a venderli erano fino al XIX secolo le suore del monastero della Martorana. Da qui l’espressione “frutta di Martorana”.

La Chiesa della Martorana è comparsa in alcune scene della fiction del 2004 dedicata a Paolo Borsellino (“Paolo Borsellino – Una vita contro l’illegalità”, con Giorgio Tirabassi nel ruolo dell’irreprensibile magistrato siciliano).