Il Maschio Angioino a Napoli - Il periodo aragonese

La decadenza di Castel Nuovo sotto il regno di Giovanna, che avrebbe fatto della sua splendida reggia fortificata una specie di ricettacolo dei vizi, fu interrotta dall'ascesa al trono, nel 1442, di Alfonso d'Aragona, che ricostruì intorno a sé un nuovo clima di fermento culturale. La magnificenza della corte aragonese di Napoli fu tale da consentirle di competere con la straordinaria corte medicea di Lorenzo il Magnifico, che fece di Firenze la capitale europea della cultura. La fortezza fu completamente ricostruita, secondo i dettami della tecnica militare e lo stile catalano. Fu abbellita con l'edificazione dello splendido arco di trionfo che campeggia sulla facciata: un’opera che doveva servire, come in effetti fece, ad eternare il ricordo del trionfale ingresso di re Alfonso nella capitale. Le cinque torri cilindriche rivestite, salvo una, di piperno, hanno i nomi di San Giorgio, di Mezzo di Guardia (che sono quelle della facciata principale, da sinistra a destra), dell'Oro e del Beverello (a fronte mare). Da osservare che invece, tuttora, non si ha alcuna indicazione circa l'aspetto del castello angioino preesistente, del quale è rimasta la sola Cappella Palatina.


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