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Il Palazzo del Podestà di Bologna venne creato nel 1200 circa, insieme a Piazza Maggiore come edificio per svolgere le funzioni pubbliche e quindi sede del podestà e i suoi funzionari. L'assetto attuale è molto differente dall'originario anche perché l'adiacente Palazzo Re Enzo fu costruito successivamente. Il complesso architettonico è attraversato da due strade che si incrociano sotto il Voltone del Podestà sul quale si erge la cosiddetta Torre dell'Arengo, la cui campana richiamava il popolo in caso di eventi straordinari. Nel Voltone del Podestà furono posti nel 1525 le statue in terracotta dei santi protettori della città, San Petronio, San Procolo, San Domenico e San Francesco, tutte realizzate da Alfonso Lombardi. Il Palazzo del Podestà fu affiancato da Palazzo Re Enzo nel 1245, dopo soli 40 anni, in quanto si rivelò inadeguato ad ospitare la massiccia partecipazione popolare al governo della città. Nel 1453 Aristotile Fioravanti collocò l'attuale campana e rinnovò la facciata romanica con uno stile rinascimentale per volere di Giovanni II Bentivoglio. Venne usato come teatro tra il XVI secolo e il XVIII secolo e infine affrescato da Adolfo de Carolis agli inizi del XX secolo (fra cui un affresco intitolato Abolizione della servitù in ricordo degli avvenimenti del 1256 e del Liber Paradisus). Sotto il Voltone del Podestà uno straordinario effetto acustico consente ai visitatori di potersi parlare anche a bassa voce dai quattro angoli opposti del voltone stesso. La parte inferiore del palazzo è decorata con centinaia di formelle con motivo floreale, tutte diverse tra di loro.
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