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La piazza da sempre è il centro di ogni manifestazione sociale e politica della città: qui si concludono le manifestazioni di protesta, i comizi dei politici, le celebrazioni delle varie ricorrenze,la partenze e l'arrivo delle corse a piedi per la città,l'esposizione di prodotti dell'industria e dell'agricoltura locale a partire dalle automobili Ferrari e Maserati, all'aceto balsamico tradizionale e quello industriale, ai tre tipi di lambrusco doc della provincia, al parmigiano reggiano, ai prodotti tipici della montagna, in sintesi ogni cosa che possa interessare modenesi o turisti viene portata e mostrata in piazza, che si riempie, come le vie principali del centro, di bancarelle di ambulanti provenienti da tutta Italia che offrono le più svariate merci in occasione delle due "fiere": il 31 gennaio festa del patrono, la più grande e il 17 gennaio di sant'Antonio Abate, protettore degli animali e delle stalle dei contadini che non mancano mai del quadretto che raffigura il santo con a fianco un maiale, animale prediletto dalla cucina modenese, tanto che nel vicino paese di Castelnuovo Rangone gli hanno eretto un monumento.
È tradizione che alla fiera di S. Antonio le donne comprino un piccolo regalo per il fidanzato o marito, dono che viene ricambiato dagli uomini alla fiera di San Geminiano. La piazza, fino a qualche anno fa, si riempiva ogni lunedì, giorno di mercato che ha sostituito il sabato, di contadini e commercianti che sancivano con la tradizionale stretta di mano alla presenza dei mediatori i contratti di vendita e acquisto di animali bovini, suini ed equini visti prima al mercato bestiame dove erano stati portati. Le merci venivano trattate nel pianterreno del Palazzo Comunale. Questa usanza non c'è più, soppiantata dalla telematica per cui tutto si svolge alla Borsa Merci della Camera di Commercio, anche perché gli animali sono ora allevati in grande numero in grandi stalle e molto meno nelle piccole stalle che sorgono accanto alle abitazioni dei contadini. L'area dove sorgeva il mercato bestiame che, con l'ampliamento della città, si era venuta a trovare nella prima periferia, è stata lottizzata e venduta per la costruzione di abitazioni.
Il mercato di capi di abbigliamento, di scarpe, utensili vari si tiene il lunedì nella ex Piazza d'armi, oggi parco Novi Sad dal nome della città gemellata con Modena. Il mercato di antiquariato si tiene pure in questo parco due volte al mese. Piazza Grande comunque è sempre animata da persone anziane che vi si fermano a chiacchierare, a commerciare piccoli oggetti e dai bambini che rincorrono i numerosi piccioni o cavalcano i leoni stilofori della Porta Regia del Duomo. La piazza nonostante il suo nome non è molto grande come ad esempio la piazza della vicina Carpi, una delle più grandi d'Italia, era grande per le piccole dimensioni della città medioevale, ma offre suggestivi scorci a chi la guardi dai punti in cui convergono le vie d'accesso e in questo senso il nome di grande è pienamente giustificato. Per i modenesi è sinonimo di centro e dire "vado in piazza" senza specificare altro significa dire "vado in centro". Sopravvivono quindi ancora alcune abitudini paesane e contadine di un tempo anche se l'economia locale da prevalentemente agricola che era dal boom degli anni sessanta in poi è passata ai primi posti dell'Italia per la produzione industriale e la popolazione della città è quasi raddoppiata. A Piazza Grande è dedicata l'omonima canzone di Lucio Dalla.
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