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L'attuale Basilica di San Gaudenzio, costruita nel punto più elevato di Novara, fu edificata tra il 1577 ed il 1690 in seguito alla distruzione, ordinata da Carlo V, della vecchia Basilica esterna alla cinta muraria. La progettazione fu affidata a Pellegrino Tibaldi, cui sono da ricondurre l'accentuato verticalismo dell'edificio e il senso di vigoroso plasticismo promananti dalla facciata e dai fianchi, mossi entrambi da nicchie, finestroni e colonne poderosamente aggettanti. Da notare l'ingresso della Basilica, di monumentali proporzioni, e la porta in noce lavorato, con rosoni e teste di ferro fuso, opera dell'Antonelli.
L'interno, a croce latina, consta di una navata unica, affiancata da cappelle laterali collegate tra loro, di un ampio transetto e di un profondo presbiterio. All'inizio della navata centrale domina, sospeso, un enorme mazzo di fiori a ricordo dell'incontro tra Gaudenzio, Vescovo di Novara e Ambrogio, Vescovo di Milano, nonché della secolare offerta di cera da parte di 59 comuni del circondario e di 12 case patrizie della Basilica Civica.
Nella cappella della Buona Morte (prima del lato destro), Deposizione del Moncalvo, nella volta affreschi del Morazzone, alla parete destra la tela Giudizio finale, sempre del Morazzone. Nella cappella della Circoincisione (seconda del lato destro), sull'altare Circoncisione Giovan Battista della Rovere detto il Fiammenghino. Nella cappella del Crocifisso (terza del lato destro), Crocifisso di Gaudenzio Ferrari. In alto, sull'altare, Angeli di Grazioso Rusca. Alla Parete sinistra Madonna, affresco del XV secolo proveniente dall'oratorio di San Luca.
A sinistra dell'Altare del transetto destro una scaletta da accesso alla Cappella dello Scurolo (1674-1711), ottagonale, con belle porte in acciaio e bronzo e ricco rivestimento di marmi prezionsi con decorazioni in bronzo; in quattro nicchie, belle statue dei Santi Adalgiso, Agabio, Lorenzo e Giulio; nella volta, Trionfo di San Gaudenzio, affresco di Stefano Legnani. Sopra l'altare, riccamente decorato con rilievi bronzei in campo di lapislazzuli, la grande urna ottagonale in argento e cristallo contenente il corpo di San Gaudenzio, opera di Francesco Castelli. Nel grandioso presbiterio, bell'altar maggiore barocco, notevole per la ricchezza dei marmi e delle decorazioni in bronzo disegnate da Carlo Beretta e fuse da Carlo e Francesco Pozzi, da Giovanni Battista Agazzini e da Carlo Esartier. Alla parete sinistra del presbiterio, cattedra marmorea sulla quale siedono i vescovi nel giorno del loro ingresso.
Nel transetto sinistro, Sant'Adalgiso dona ai canonici di San Gaudenzio i beni di Cesto, grande tela di Pelagio Pelagi (1833). Nella cappella della Madonna di Loreto (terza del lato sinistro), intorno all'altare, affreschi di Stefano Legnani, e, alla parete destra, Presepio, affresco di Bernardino Lanino proveniente dal monastero di Sant'Agata. Nella cappella della Natività (seconda del lato sinistro), grande polittico a due piani di Gaudenzio Ferrari (1516): nel superiore si trovano Gabriele, Natività e Annunziata, mentre nell'inferiore, Madonna col Bambino e i Santi Ambrogio, Agabio e altro santo; a sinistra ci sono San Pietro e San Giovanni Battista e a destra San Paolo e San Gaudenzio.
Nella cappella dell'Angelo Custode (prima del lato sinistro), si trovano affreschi di Tanzio da Varallo (1629); notevole la tela alla parete sinistra raffigurante la Battaglia di Sennacherib (1627-29). Nella Sacrestia, accesso dalla parete sinistra del transetto destro, si trova un San Gerolamo attribuito allo Spagnoletto. Nella cappella del Santissimo Sacramento, accesso dalla parete destra del transetto sinistro, 8 tavole con scene della vita di San Gaudenzio, di Giovan Mauro Della Rovere.