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La Torre Rossa di Asti

La Torre Rossa di San Secondo è una torre romanica di Asti. Narra la leggenda popolare che la torre sia stata l'ultima prigione del Santo Patrono della città (San Secondo) prima del martirio. La sua denominazione potrebbe derivare dalla colorazione della torre stessa o dalla famiglia De Rubeis, che sembra possedesse le proprie abitazioni nelle sue immediate adiacenze. La Torre Rossa di Asti rientra nella serie di torri difensive edificate in epoca romanica, quando la città di Asti venne incorporata dall'impero romano, allora in espansione e battezzata Hasta Pompeia, divenendo una delle colonie romane più importanti del nord Italia.

L'edificazione della Torre Rossa

La torre, uno dei più vecchi monumenti della città, è stata costruita in due periodi diversi. La prima parte risale al periodo romano (intorno al I secolo a.C.), la seconda in tufo e mattoni risale al secolo XI circa. È probabile che la torre facesse parte del palazzo Pretorio, o fosse una delle due torri della porta d'ingresso nella cinta muraria. Ad avvalorare questa seconda ipotesi è la somiglianza con la Porta Palatina di Torino o della Porta pretoria di Aosta o la Porta Nigra di Treviri.

Intorno al XII secolo la torre venne adibita a campanile della nuova Chiesa di San Secondo, che era sorta intorno al (X secolo circa), funzione che mantiene tuttora. In principio la torre terminava con una guglia in rame dorato molto appuntita, che venne abbattuta nel 1777 perché minacciava di cadere. Nel 1851, i Frati Minori osservanti collocarono una campana donata dal Vescovo Mons. Faà di Bruno, poi levata nel 1936, quando tutte le campane vennero sostituite.

A metà degli anni trenta del XX secolo, vennero abbattute le case addossate alla torre, che ne nascondevano la parte inferiore. Secondo il progetto di restauro e riaddobbo, la piazzetta formatasi dalla demolizione delle case, doveva ospitare la statua di Augusto a ricordare i trascorsi romani della città ma questo progetto non venne mai intrapreso.

L'esterno della Torre Rossa e la Chiesa di Santa Caterina

È una torre tipica ad impianto romano, costruita su un robusto basamento a 16 lati, in mattoni rossi, che si ingentilisce alla cima con una fascia intervallata da tufo e mattoni in policromia bianca e rossa. Dietro la torre si trova la Chiesa di Santa Caterina, na chiesa cattolica di Asti, situata nel Rione Santa Caterina, contigua alla contrada Maestra (l'attuale Corso Alfieri). La chiesa è in stlie barocco con iniziali influenze neoclassiche.

Sul sedime dell'attuale chiesa, nell'antico Borgo di San Marco, sorgeva in antichità un altro edificio religioso. La prima notizia certa della presenza di questa prima Chiesa è l'atto di donazione che la Contessa Adelaide di Susa fa nel 1070 ai monaci benedettini dell'Abbazia di San Benigno di Fruttaria nel Canavese. La Chiesa era sorta probabilmente intorno alla torre romanica. La chiesa, nei disegni e negli scritti dell'Incisa, era una costruzione a tre navate con sei altari laterali ed uno centrale dedicato al santo Patrono di Asti. Esternamente era presente un porticato, con attiguo convento. La torre verso il XII secolo venne modificata a campanile e terminava con una cuspide che venne abbattuta nel 1770, visto che minacciava di cadere. I benedettini tennero le sorti della Chiesa fino alla metà del XIV secolo.

L'interno della Torre Rossa

Appena entrati si nota un piccolo altare con una statua marmorea di San Secondo, loricato alla romana con in mano la città. Questa statua era prima nella cella sotterranea, oggi murata e "piena", per favorire maggiore stabilità alla costruzione. Dice la tradizione che in quella cella si potevano ammirare due sorgenti miracolose fatte scaturire da Gesù Cristo nella sua visita di conforto al Martire astigiano. A lato della statua vi è una lapide marmorea datata 1618, con stemma del Cav. D. Domenico Coardo, Conte di Quarto e di Portacomaro.