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La Basilica di San Nicola a Bari

La Basilica di San Nicola nel cuore della città vecchia di Bari, è uno dei più fulgidi esempi di architettura spontanea normanno-sveva. La città di Bari, storicamente al centro del mondo europeo e mediterraneo, vide l'avvicendarsi sul suo territorio di molteplici culture e civilità, da quella romana alla bizantina, dalla longobarda alla saracena, dalla normanna all'angioina e all'aragonese.

La Storia della Basilica di San Nicola

In stile romanico fu costruita tra il 1089 e il 1197, durante la dominazione normanna. La tradizione vuole che la Basilica sia stata eretta a seguito dell'arrivo a Bari di un gruppo di marinai baresi (partiti alla volta di Myra in Turchia) in possesso delle spoglie San Nicola di Myra. L'edificio dunque fu eretto al fine di ospitare e custodire le reliquie del Santo venerato anche dagli ortodossi (depositate in una abbazia benedettina il 9 maggio 1087). Leggende narrano che in realtà la basilica fu costruita per celare il Santo Graal, il calice dal quale Cristo bevve nel giorno dell'Ultima Cena con gli apostoli. A fondamento di questa leggenda Bari era il porto dal quale crociati e gente di ventura partiva per la terra santa, quindi era ritenuta una città ai margini dell'impero ma nello stesso tempo, pregna di sacralità.

San Nicola di Bari

San Nicola di Bari (Pàtara di Licia odierna Ickeh?, tra 260 e 280 - Mira, 6 dicembre 343?), conosciuto anche come Nicola di Mira o san Niccolò o Nicolò, fu vescovo nella seconda metà del IV secolo della città di Myra (antico nome di Demre, nella Licia in Asia minore, l'attuale Turchia). Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, nel mondo è conosciuto prevalentemente con il nome di santa Claus (o Klaus). È all'origine del personaggio di Babbo Natale.

Nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 260 ed il 280, da Epifanio e Giovanna che erano cristiani e benestanti . Cresciuto secondo i dettami del Cristianesimo, perse prematuramente i genitori a causa della peste. Nicola divenne erede di un ricco patrimonio e si servì dell eredità per aiutare i bisognosi. Si narra che, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione, non potendole degnamente maritarle, Nicola prese una buona quantità di denaro, lo avvolse in un panno, e, di notte, lo gettò nella casa dell'uomo, che così potè onestamente sposare le figlie. In seguito sembra che Nicola lasciò la propria città natale e si trasferì a Myra, dove viene ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo.

Imprigionato ed esiliato nel 305 da Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l'attività apostolica. Non è certo sia davvero stato uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325, durante il quale avrebbe condannato duramente l'arianesimo, difendendo la verità cattolica. La leggenda ci tramanda che in un momento d'impeto prese a schiaffi Ario. Gli scritti di sant'Andrea di Creta e di San Giovanni Damasceno ci confermano l'ortodossa fede di Nicola.

Nicola si occupò anche del bene dei suoi concittadini, ottenne dei rifornimenti durante una carestia e ottenne la riduzione delle imposte dall'Imperatore. Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell'anno 343, forse nel monastero di Sion, e già allora si diceva che compisse miracoli; tale convinzione si consolidò dopo la sua morte, con il gran numero di leggende che si diffusero in Oriente. Le sue spoglie furono conservate fino al 1087 nella cattedrale di Myra.

Il trafugamento delle spoglie a Bari e Venezia

Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia - al tempo dirette rivali nell'adriatico - entrarono in competizione per il trafugamento in Occidente delle spoglie. I baresi ebbero la meglio anticipando i veneziani: il 9 maggio 1087 una spedizione di tre navi, di proprietà degli armatori Dottula con 62 marinai di cui 2 sacerdoti, Lupo e Grimoldo, partì dalla città di Bari (che era passata sotto il dominio normanno). Sbarcò ad Andriaco e si diressero a Myra dove si impadronì delle spoglie di Nicola. Una volta tornati in città, là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono fu posta la prima pietra della Basilica.

Nel 1089 le spoglie vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica, alla presenza di Papa Urbano II che dichiarò festivi il 6 dicembre e il 9 maggio. Nacque in seguito la leggenda che Nicola stesso quando era in vita, passando per Bari, avrebbe dichiarato "In questa città riposeranno le mie spoglie". Ancora oggi, i buoi sono ricordati fra le decorazioni della Basilica di San Nicola, nelle statue che li rappresentano ai lati del portale maggiore, mentre ai 62 marinai è dedicata una strada nella città vecchia.

I veneziani tuttavia non si rassegnarono e nel 1099-1100 si recarono ugualmente a Myra, dove fu loro indicato il sepolcro vuoto dal quale i baresi avevano trafugato le ossa. Tuttavia qualcuno rammentò di aver visto celebrare le cerimonie più importanti, non sull'altar maggiore, ma in un ambiente secondario. Fu in tale ambiente che i veneziani si misero a scavare, rivenendo delle ulteriori reliquie del corpo di Nicola, che furono prese e traslate nell'abbazia di San Niccolò del Lido. San Nicolò venne quindi proclamato protettore della flotta della Serenissima. A San Nicolò del Lido terminava l'annuale rito dello "sposalizio" di Venezia col mare.

Le ricognizioni effettuati sulle reliquie custodite a Bari (1956) e a Venezia (1992), hanno appurato che i resti ossei appartengono allo stesso scheletro, che risulta pertanto diviso fra le due città. Anche in base a quanto riportato dai documenti storici, si è dedotto che i baresi, nella fretta di trafugare i resti, frantumarono lo scheletro, limitandosi a portare via i frammenti di maggior dimensione. I veneziani pertanto, reperirono i frammenti più minuti, che erano stati opportunamente nascosti.

Un punto di dialogo interreligioso

San Nicola di Bari è uno dei santi maggiormente venerati fra i cristiani ortodossi, in special modo i russi. La Basilica ogni giovedì, giorno dedicato maggiormente al culto del santo, rappresenta uno dei pochi punti frequentati contemporaneamente da appartenenti a diverse confessioni cristiane. Dopo l'apertura dei paesi dell'est Europa al turismo e ai rapporti con i paesi esteri, la Basilica rappresenta uno dei punti più importanti del turismo legato ai pellegrinaggi religiosi. La Basilica di San Nicola è un'opera colossale, in stile romanico. La sua costruzione segna l'unione, la miscelazione tra la cultura greco-ortodossa, di cui ne risentirà tutta la Puglia nella sua storia. Una miscelazione che continua ad essere presente. Nella cripta della Basilica, infatti, ogni giorno, si tengono le messe della Chiesa Ortodossa.

La Cattedrale del Vescovo Elia

Uno dei maggiori capolavori scultorei del romanico pugliese si trova nella Basilica di San Nicola, si tratta di una cattedra episcopale realizzata al termine dell'XI secolo. Caratterizzata per un'ornamentazione molto curata operata in parte a niello e soprattutto per le espressive sculture che reggono il trono, i telamoni, che mostrano uno sforzo immane, immagine degli uomini schiacciati dal peccato.