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I progetti di Domiziano erano forse stati ancora più ambiziosi e forse già sotto il suo regno si erano iniziati i lavori di sbancamento della sella montuosa che collegava il Campidoglio con il Quirinale e chiudeva la valle dei Fori verso il Campo Marzio, in direzione dell'attuale Piazza Venezia, limitando lo spazio a disposizione per ulteriori complessi monumentali.
Il progetto fu ripreso e completato da Traiano con la costruzione del Foro di Traiano, realizzato con il bottino delle sue campagne di conquista della Dacia e la cui decorazione celebra le sue vittorie militari. Già solo i lavori di preparazione furono imponenti: lo sbancamento della sella montuosa, necessario per trovare spazio al nuovo complesso, comportò la ricostruzione del tempio di Venere Genitrice nel Foro di Cesare, ai cui portici vennero aggiunti gli spazi della Basilica Argentaria, mentre il taglio operato sulle pendici del Quirinale venne sistemato con la costruzione del complesso in laterizio (mattoni) dei Mercati di Traiano.
La piazza forense era chiusa sul fondo dalla Basilica Ulpia, alle spalle delle quale sorse la Colonna di Traiano. Come nel Foro di Augusto i portici si aprivano sul fondo con delle ampie esedre. Sul lato opposto della Basilica una monumentale facciata faceva da sfondo alla colossale statua equestre dell'imperatore. L'ultimo dei complessi forensi era anche il più grande e il più maestoso.
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