Val Rosandra a Trieste - L'acquedotto romano

La sorgente della Rosandra viene chiamata anche Clìnciza dal nome sloveno del fiume, Glinščica. I romani la chiamavano Fons Oppia e la valorizzarono costruendo già nel primo secolo un acquedotto di ben 14 chilometri fino al centro di Trieste. Sembra che nelle grotte sui fianchi della vallata ci fossero vedette militari perenni a guardia del manufatto e della strada adiacente. Come tutte le costruzioni romane, anche questo acquedotto funzionò molto a lungo, sembra addirittura fino al secolo sesto o settimo, quando venne danneggiato intenzionalmente. Molto più tardi, nel XVIII secolo, era comunque ancora tanto conservato che l’amministrazione comunale triestina prese in considerazione un suo eventuale restauro per rifornire d’acqua potabile la città che stava crescendo velocemente. L’idea fu poi abbandonata quando si iniziò a sfruttare altre fonti, principalmente il fiume Timavo. Oggi, soltanto un centinaio di metri dell’antico acquedotto romano resta ancora a testimoniare questa poderosa costruzione di un’altra epoca.


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