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Il fatto che l'acquedotto Vergine non sia mai andato completamente in rovina č testimoniato anche dalla bimillenaria stratificazione di costruzioni presente nella zona del Trivium (che era il nome originario di Trevi). Alla fine degli anni '90 lavori di scavo per ristrutturazione e di consolidamento in un gruppo di immobili presso la fontana portarono alla scoperta di una vasta e complessa area archeologica, oggi riorganizzata e visitabile con il titolo "La cittā dell'acqua".
Ne riemersero le tracce di un'insula di etā neroniana che dava sul Vicus caprarius, poi convertita in parte in una domus signorile, a metā del IV secolo, e in parte in una grande cisterna di raccolta, per l'appunto, dell'Acqua Vergine. Nello stesso comprensorio, e in parte sovrapposti ai precedenti, sono stati portati alla luce anche resti di edifici del XII e XIII secolo; dell'urbanizzazione di quell'epoca sono del resto visibili le tracce nel portico medioevale conservato sul lato della piazza di fronte alla fontana. Il sito č visitabile e molto interessante: vi scorre ancora acqua.
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