La Fontana di Trevi a Roma - Alcune curiosità

Probabilmente l'imponenza stessa della fontana è all'origine di leggende e aneddoti che le si infittiscono attorno. La tradizione più conosciuta e persistente (citata anche nella nota canzone "Arrivederci Roma") è quella secondo cui gettando una moneta nell'acqua, voltati di spalle, si ritornerà a Roma. Se ne ignora l'origine, ma riecheggia l'uso antico di gettare nelle fonti sacre oboli e piccoli doni per propiziarsi la divinità del luogo. Il recupero delle monetine gettate nella fontana è stato affidato dal Comune alla Caritas cittadina. Il che non impedisce a qualche "dilettante" di fare recuperi personali, se non ci sono vigili a guardare.

Quando se ne attingeva ancora acqua da bere (e l'acqua di Trevi era considerata tra le migliori di Roma, per non essere calcarea come l'Acqua Marcia; oggi si usa solo per irrigazione e per alimentare le fontane), le ragazze ne facevano bere un bicchiere al fidanzato che partiva - bicchiere che poi frantumavano in segno e augurio di fedeltà.

Sulla destra della fontana c'è un grande vaso di travertino (detto Asso di coppe): le chiacchiere del tempo dicono che il Salvi l'avesse fatto mettere lì per disturbare la vista di un barbiere che aveva bottega lì a fianco e continuava a criticare il lavoro dell'architetto.

Oggi piazza di Trevi è un tipico caso di "turismo insostenibile": affollata ad ogni ora del giorno e della notte da torme di turisti, bancarelle e vu' cumprà, è possibile goderne la bellezza praticamente solo fra le 3 di notte e le 8 di mattina.


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