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L'itinerario inizia sotto le logge del chiostro del convento, lungo il quale sono situate una serie di urne cinerarie, provenienti dal territorio perugino, scolpite essenzialmente in travertino, e che contenevano le ceneri raccolte dopo la cremazione dei corpi. Con le loro iscrizioni e decorazioni, le urne hanno avuto un grande ruolo nella conoscenza della lingua etrusca. Passato il chiostro si giunge in una sala nella quale è situata una grande statua in bronzo, rinvenuta ad Amelia nell'agosto del 1963, durante i lavori di scavo per la costruzione di un molino, raffigurante Germanico (nipote di Augusto).
Proseguendo nel percorso si incontrano ancora la "stele funeraria di Monte Gualandro" (fine VII - inizi VI secolo a.C.), in arenaria, raffigurante due guerrieri, e il "Sarcofago dallo Sperandio" (rinvenuto a Perugia nel 1843), databile intorno al 510 - 500 a.C., sulla cui fronte è raffigurato un lungo corteo. Si possono ammirare, poi, le "lamine in bronzo" sbalzato (scoperte per caso nell’aprile 1812, a Castel San Mariano nel comune di Corciano), pertinenti al rivestimento di tre carri da parata, databili tra il 570 e il 520 a.C., considerate tra le opere più rilevanti della bronzistica etrusca arcaica.
Il "Cippo perugino" (scoperto nel 1822 sul colle San Marco, vicino a Perugia), conserva uno dei più lunghi testi etruschi. Si tratta di un compatto blocco di travertino con un'iscrizione (24 righe sulla parte anteriore e 22 su quella laterale) in alfabeto etrusco, la cui datazione è compresa tra il III e il II sec. a.C. . Il contenuto dell'iscrizione si riferisce ad un atto giuridico stipulato tra due famiglie per il possesso di una proprietà.
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