Risorse utili
Diari di viaggio

Ti piace viaggiare?
Vuoi conoscere le esperienze di viaggio degli altri viaggiatori o condividere le tue?
Pubblica il tuo diario di viaggio su NonSoloBrasile.com, il sito dei diari di viaggio.

Hotel in Europa

Cerchi un Hotel in Europa?

Ecco le città in Europa più conosciute!

Link

Bed and Blue Limbiate

Bed and Blue Limbiate

Hotel Piccolo Chalet

Hotel Piccolo Chalet

Programmi Giochi Tutto gratis

Programmi Giochi Tutto gratis

Aggiungi il link al tuo sito!

Turismo in Italia

Il vulcano Etna

L'Etna è un vulcano attivo che si trova sulla costa orientale della Sicilia (Italia), tra Catania e Messina. È il vulcano attivo più alto d'Europa e uno dei maggiori al mondo. La sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni, ma si aggira attualmente sui 3.340 m. sul livello del mare. Il suo diametro è di circa 45 chilometri.

Etimologia e leggende

L'Etna era conosciuto nell'età romana come Aetna, nome che deriva dalla parola greca aitho (bruciare) o dalla parola fenicia attano. Gli Arabi chiamavano la montagna Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya ("vulcano" o "montagna somma della Sicilia"); questo nome fu più tardi storpiato in Mons Gibel e successivamente, nel Medioevo, in Mongibello, che deriva dall'italiano "monte" e dall'arabo "jebel" con il medesimo significato (si noti che questa particolarità onomastica bi-lessicale è presente nell'area anche con il toponimo Linguaglossa, con "lingua" che deriva dal Latino e "glossa" - con lo stesso significato - che deriva invece dal Greco).

Le eruzioni regolari della montagna, spesso drammatiche, l'hanno reso un argomento di grande interesse per la mitologia classica e le credenze popolari; si è infatti cercato di spiegare il comportamento del vulcano tramite vari dei e giganti della leggenda romana e greca.

A proposito del dio Eolo, il re dei venti, si diceva che avesse imprigionato i venti sotto le caverne dell'Etna. Secondo il poeta Eschilo, il gigante Tifone fu confinato nell'Etna e fu motivo di eruzioni. Un altro gigante, Encelado, si ribellò contro gli dei, venne ucciso e fu bruciato nell'Etna. Su Efesto o Vulcano, dio del fuoco e della metallurgia e fabbro degli dei, venne detto di aver avuto la sua fucina sotto l'Etna e di aver domato il demone del fuoco Adranus e di averlo guidato fuori dalla montagna, mentre i Ciclopi vi tenevano un'officina di forgiatura nella quale producevano le saette usate come armi da Zeus. Si supponeva che il mondo dei morti greco, Tartaro, fosse situato sotto l'Etna.

Su Empedocle, un importante filosofo presocratico e uomo politico greco del V secolo a.C., venne detto che si buttò nel cratere del vulcano, anche se in realtà sembra che sia morto in Grecia. Si dice che quando l'Etna eruttò nel 252, un anno dopo il martirio di Santa Agata, il popolo di Catania prese il velo rosso della Santa, rimasto intatto dalle fiamme del suo martirio, e ne invocò il nome. Si dice che a seguito di ciò l'eruzione finì e che per questo motivo i devoti invocano il suo nome contro il fuoco e lampi. Secondo una leggenda inglese l'anima della regina Elisabetta I d'Inghilterra ora risiede nell'Etna, a causa di un patto che lei fece col diavolo in cambio del suo aiuto durante il suo regno.

La genesi del vulcano Etna

Come tutti i vulcani l'Etna si è formato nel corso dei millenni con un processo di costruzione e distruzione iniziato intorno a 600.000 anni fa, nel Quaternario. Al suo posto si ritiene vi fosse un ampio golfo nel punto di contatto tra la zolla euro-asiatica a nord e la zolla Africana a sud, corrispondente alla catena dei monti Peloritani a settentrione e all'altopiano Ibleo a meridione. Fu proprio il colossale attrito tra le due zolle a dare origine alle prime eruzioni sottomarine di lava basaltica fluidissima con la nascita dei primi coni vulcanici, al centro del golfo primordiale detto pre-etneo. Si ritiene che tra 200 e 100.000 anni fa questi coni entrarono in una nuova fase di attività eruttiva emettendo lave di altro tipo, alcalo-basaltiche.

Il principale dei coni, che viene denominato dagli studiosi Monte Calanna, è oggi inglobato al di sotto del vulcano. Cessata l'attività di questo, circa ottantamila anni fa entrò in eruzione un nuovo complesso di coni vulcanici, detto Trifoglietto, più ad ovest del precedente, che a dispetto del grazioso nome fu un vulcano estremamente pericoloso, di tipo esplosivo, come ad esempio il Vesuvio e Vulcano delle isole Eolie, che emetteva lave di tipo molto viscoso. L'attività vulcanica si spostò poi ancor più ad ovest con la nascita di un ulteriore bocca vulcanica a cui vien dato il nome di Trifoglietto II. Il sistema esplose circa 64.000 anni fa dando luogo ad una tremenda eruzione che svuotò la camera magmatica, di conseguenza il complesso vulcanico collassò e diede origine all'immensa caldera detta Valle del Bove profonda mille metri e larga cinquemila. Il collasso del vulcano che con le sue eruzioni ormai aveva riempito quasi del tutto il golfo preesistente, portò ad un lungo periodo durato circa 30.000 anni in cui si alternavano fasi di effusione lavica basaltica a fasi esplosive violente con formazione di tufi e altri prodotti piroclastici; al termine del periodo, un nuovo grande cono laterale, ancora più ad ovest, entrò in attività. Era nato il Mongibello, che è quello che forma il complesso ancor oggi in attività.

Nel corso del tempo si sono avute fasi di stanca e fasi di attività eruttiva, con un collasso del Mongibello intorno a ottomila anni fa; le lave son ritornate ad essere di tipo fluido basaltico e si sono formati altri coni di cui alcuni molto recenti come la Bocca Nuova e il cratere di Nord-est. Il vulcano attuale è ricoperto inoltre di piccole bocche laterali, dette effimere, prodotte dalle varie eruzioni nel tempo. Un cono abbastanza anomalo è quello di Mojo molto a nord e decentrato, cono che entrò improvvisamente in eruzione, nel medioevo, a ridosso del villaggio abitato costringendo gli abitanti a una precipitosa fuga verso i monti.

L'attività vulcanica dell'Etna

L'Etna è un vulcano attivo. A differenza dello Stromboli che è in perenne attività e del Vesuvio che alterna periodi di quiescenza a periodi di attività parossistica esso appare sempre sovrastato da un pennacchio di fumo. A periodi abbastanza ravvicinati entra in eruzione iniziando in genere con un periodo di degassamento ed emissione di cenere vulcanica a cui fa seguito un emissione di magma abbastanza fluido all'origine. Talvolta vi sono dei periodi di attività stromboliana che attirano folle di visitatori d'ogni parte del mondo a causa della loro spettacolarità. In genere le eruzioni dell'Etna pur fortemente distruttive delle cose, non lo sono per le persone se si eccettuano i casi fortuiti o di palese imprudenza come quello dell'improvvisa esplosione di massi del 1971 che uccise nove turisti e ne ferì una decina di altri avventuratisi fino al cratere appena spento. A memoria storica si ricordano centinaia di eruzioni, di cui alcune fortemente distruttive.

Lo tsunami del VII millennio a.C.

È stata recentemente documentata una gigantesca frana che precipitò verso il mar Ionio circa 8000 anni a.C., demolendo circa 1/10 del cono sommitale del vulcano e provocando un immane tsunami verso il Mediterraneo orientale e sud orientale. Lo Stretto di Messina avrebbe invece fatto da barriera allo tsunami verso il Mediterraneo occidentale. Non è ancora chiaro se la frana sia stata provocata da un'eruzione o da un terremoto. Le prove sono state raccolte attraverso sondaggi stratigrafici dei fondali; le coste attuali invece non manterrebbero traccia dello tsunami, a causa dell'elevazione del livello del mare seguita all'ultima deglaciazione. La simulazione al computer dell'evento catastrofico mostra l'onda di tsunami che in 4 ore si diffonde attraverso lo Ionio - prima verso la Calabria, con onde di 40 metri, poi verso l'Albania e la Grecia occidentale, con onde di 13-15 metri, poi raggiungendo Egitto e Libia verso sud con ondate di 8-13 metri, arrivando infine alle coste più orientali del Mediterraneo (Libano, Israele - dove è attestata una traccia dell'effetto dello tsunami su insediamenti umani - e Siria) con ondate da "soli" 4 metri.

A questa catastrofe potrebbe riferirsi la memoria della distruzione di Atlantide, citata da Platone come informazione ricevuta dai sacerdoti egiziani (il che confermerebbe, per inciso, l'ipotesi della localizzazione delle Colonne d'Ercole nello Stretto di Sicilia avanzata nella ricerca di Sergio Frau).

Eruzioni notevoli in periodo storico

L'eruzione più lunga a memoria storica è quella del luglio 1614 che durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante settentrionale del vulcano. Le colate ebbero origine a quota 2550 e presentarono la caratteristica particolare di ingrottarsi ed emergere poi molto più a valle fino alla quota più bassa di 975 m.s.l.m. , al di sopra comunque dei centri abitati. Lo svuotamento dei condotti di ingrottamento originò tutta una serie di grotte laviche oggi visitabili come la Grotta del Gelo e la Grotta dei Lamponi. Nel 1669 avvenne l'eruzione più conosciuta e distruttiva che raggiunse e superò dal lato occidentale la città di Catania distruggendone la parte esterna alle mura, circondando il Castello Ursino che sorgeva su uno sperone roccioso allungato sul mare e superandolo creò oltre un chilometro di nuova terraferma. L'eruzione fu annunciata da un fortissimo boato e da un terremoto che distrusse Nicolosi e danneggiò Trecastagni, Pedara, Mascalucia e Gravina. Poi si aprì una enorme fenditura a partire dalla zona sommitale e sopra Nicolosi iniziò l'emissione di un'enorme quantità di lava. Il gigantesco fronte lavico avanzò inesorabilmente seppellendo Malpasso, Mompilieri, Camporotondo, San Pietro Clarenza, San Giovanni Galermo (oggi frazione di Catania) e Misterbianco oltre a villaggi minori dirigendosi verso il mare; si formarono i due coni piroclastici che oggi sono denominati Monti Rossi e si trovano a Nord di Nicolosi. L'eruzione durò 122 giorni ed emise un volume di lava di circa 950 milioni di metri cubi.

Nel 1928, i primi di novembre, iniziò l'eruzione più distruttiva del XX secolo che portò, in pochi giorni, alla distruzione della cittadina di Mascali. La colata fuoriuscì da diverse bocche laterali sul versante orientale del vulcano e prima di distruggere Mascali minacciò anche Sant'Alfio e Nunziata. L'eruzione del 5 Aprile del 1971 ebbe inizio a quota 3050 da una voragine dalla quale l'emissione di prodotti piroclastici formò l'attuale cono sub-terminale di Sud-est. Vennero distrutti l'osservatorio Vulcanologico e la Funivia dell'Etna. Ai primi di maggio si aprì una lunga fenditura a quota 1800 m.s.l.m. che raggiunse Fornazzo e minacciò Milo. La lava emessa fu di 75 milioni di metri cubi.

L'eruzione del 1981 ebbe inizio il 17 marzo e si rivelò abbastanza minacciosa; in appena poche ore si aprirono fenditure da quota 2550 via via fino a 1140 : Le lave emesse, molto fluide raggiunsero e tagliarono la Ferrovia Circumetnea e un braccio si arrestò appena 200 metri prima di Randazzo. Un altro proseguendo tagliò la strada provinciale e la Ferrovia Taormina Randazzo delle Ferrovie dello Stato proseguendo fino alle sponde del fiume Alcantara. Si temette un disastro ecologico per tutta la pittoresca e fertile vallata, ma la furia del vulcano si arrestò alla quota di 600 mt. Il 1983 è da ricordare oltre che per la durata dell'eruzione, 131 giorni , con 100 milioni di mc. di lava emessi e per la distruzione ulteriore di impianti sportivi e della funivia dell'Etna anche per il primo tentativo al mondo di deviazione per mezzo di esplosivo della colata lavica. L'eruzione si presentava abbastanza imprevedibile con numerosi ingrottamenti ed emersioni di lava fluida a valle che fecero temere per i centri abitati di Ragalna, Belpasso e Nicolosi. Pur tra molte polemiche, e divergenze tra gli studiosi, vennero praticati, con enormi sacrifici umani date le altissime temperature che arrivavano a rovinare le punte da foratura, decine e decine di fornelli nei quali gli artificieri immisero delle cariche che vennero fatte esplodere tutte in una volta. La colata venne deviata ma il successo fu solo tecnico. L'eruzione ebbe termine ben presto.

Il 14 dicembre del 1991 ebbe inizio la più lunga eruzione del XX secolo (473 giorni) con l'apertura di una frattura eruttiva alla base del cratere di Sud-est, alle quote da 3100 mt a 2400 mt. s.l.m. in direzione della Valle del Bove. L'esteso campo lavico ricoperse la zona detta del Trifoglietto e si diresse verso il Salto della Giumenta che superò il 25 dicembre 1991 dirigendosi verso la Val Calanna. La situazione venne giudicata pericolosa per la città di Zafferana Etnea e pertanto venne messa in opera con un vero tour de force una strategia di contenimento concertata tra la Protezione civile e il Genio dell'Esercito. In 20 giorni venne eretto un argine di venti metri d'altezza che per due mesi resse la spinta del fronte lavico che non avanzò più ulteriormente oltre. La tecnica dell'erezione di barriere in terra per mezzo di lavoro ininterrotto di grandi ruspe ed escavatori a cucchiaio si è rivelata efficace anche nel tentativo di salvataggio del Rifugio Sapienza nel corso dell'eruzione 2001, ed è stata oggetto di studio da parte di equipes internazionali e giapponesi.

Cronologia delle eruzioni in periodo storico

· XIII secolo AC · 123 a.C. - Viene distrutta la città di Catania. · 394 a.C. - Investì il territorio a nord di Acireale (Bosco d'Aci). · 475 DC - · 1169 - Distrutta Catania; · 1329 - Una parte della colata invase il territorio di Mascali mentre l'altra si spinse a nord di Acireale. Una terza colata minacciò Catania; · 1381 - Raggiunse Catania coprendo il porto di Ognina e seppellendo il fiume omonimo; · 1408 - Investì Pedara e Trecastagni; · 1444 - Minacciò Catania; · 1556 - La lava giunse fino a Linguaglossa; · 1614 - L'eruzione più lunga del periodo storico; · 1669 - Lava dai Monti Rossi,a nord di Nicolosi. Distrutti: Belpasso e altri tredici comuni; raggiunta e circondata Catania; creata nuova terraferma per alcuni chilometri a sud-ovest della città; scompare il fiume Amenano e il Lago di Nicito · 1910 - minacciò Belpasso. · 1928 - Eruzione di Mascali: distruzione della città di Mascali, interruzione della Ferrovia Circumetnea, della ferrovia Messina-Catania e della Strada Statale 114 Orientale Sicula. · 1947 - · 1950-1951 - Eruzione a nord di Milo: durò 372 giorni con l'emissione di 171 milioni di metri cubi di lava da quota 2800 e 2250 m.s.l.m. est; · 1971 - Dal 5 aprile al 7 maggio diverse bocche intorno a quota 3000 sul fianco del cratere di sud est. Dal 7 maggio al 12 giugno, ben 7 fessure da quota 2800 a quota 1800 nella valle del Leone. La colata che partì dalla quota più bassa, appena sopra il rifugio Citelli, spinse un imponente fronte lavico fino ai margini dell'abitato di Fornazzo (Milo); · 1979 - · 1981 - L'eruzione di Randazzo, che lambì la periferia e interruppe la Circumetnea e la statale Linguaglossa-Randazzo. · 1983 - Il primo tentativo al mondo di deviare una colata lavica con l'uso di esplosivi; · 1991 - · 1992 - L'eruzione di Zafferana, una delle più lunghe ed importanti fra quelle recenti; · 2000 - · 2001-2002 - Una grande eruzione che fu vista anche dallo spazio. La polvere dell'eruzione giunse anche in Libia; · 2004 - Eruzione del cratere di Sud-Est; · 2006 - Eruzione del cratere di Sud-Est.

Turismo e ambiente

Il territorio del vulcano è tutto un mondo di ambienti differenti per morfologia e tipologia. Coltivato fino ai mille metri s.l.m. e fortemente urbanizzato sui versanti est e sud si presenta selvaggio e brullo soprattutto dal lato ovest dove dai mille metri in poi predominano le "sciare", specie nella zona di Bronte. Poco urbanizzato, ma di aspetto più dolce il versante nord con il predominio dei boschi al di sopra di Linguaglossa. Il versante est è dominato dall'aspetto inquietante della Valle del Bove sui margini della quale si inerpicano i fitti boschi. Al di sopra dei 1500 m, in inverno, è presente la neve che spesso dura fin quasi all'estate. Questa è raggiungibile agevolmente dai versanti sud e nord. Di conseguenza sull'Etna si trovavano anche due stazioni sciistiche la cui particolarità è quella di poter sciare sulla neve potendo osservare il mare. Da quella Sud del Rifugio Sapienza, nel territorio di Nicolosi, è possibile ammirare tutto il golfo di Catania e la valle del Simeto. Nelle piste a Nord, quelle di Piano Provenzana in territorio di Linguaglossa, lo scenario che si apre d'innanzi comprende Taormina e le coste della Calabria. Le piste di Nicolosi sono state danneggiate dall'eruzione dell'estate del 2001, quando una colata lavica ha distrutto la stazione d'arrivo della funivia ed il centro servizi passando a pochi metri dallo stesso "Rifugio Sapienza". Le piste di Piano Provenzana sono state colpite dalla colata dell'Autunno del 2002.

Negli anni settanta del XX secolo le piste del versante sud, Nicolosi, sono state protagoniste della "Tre giorni Internazionale dell'Etna", gara di sci alpino che vedeva alla partenza i grandi nomi dello sci alla fine delle gare della coppa del mondo.Poi con il passare degli anni e con l'avvento del professionismo esasperato in tutte le discipline sportive, questa gara non ha più avuto luogo.

L'Etna è anche meta ininterrotta delle visite di turisti interessati al vulcano e alle sue manifestazioni in virtu' del fatto che è uno dei pochi vulcani attivi al mondo ad essere a portata di mano di chiunque avendo a supporto ogni tipo di mezzo di comunicazione per raggiungerlo. Sono presenti infatti anche guide specializzate e mezzi fuoristrada che in sicurezza portano fino ai crateri sommitali. Il circondario ha caratteristiche che ne rendono le terre ottime per produzioni agricole, grazie alla particolare fertilità dei detriti vulcanici. La zona abitata giunge fino ai 900 m.s.l.m. mentre le zone coltivate e boschive vanno fin oltre i 1500 metri. Ampie parti delle sue pendici sono comprese nell'omonimo parco naturale che è meta di turisti amanti della natura e di un sano relax. Nel dialetto catanese il vulcano è chiamato anche semplicemente 'a muntagna.

Parco dell'Etna

Il Parco dell'Etna è un' area naturale protetta della Sicilia, istituita nel 1987. La prima volta che si pensò all'istituzione di un Parco dell'Etna, fu intorno agli anni sessanta, quando cominciò ad affermarsi, fra gli appassionati della Muntagna, la necessità di tutelare la natura dalla invasione del turismo di massa portato dalla diffusione dei mezzi di trasporto personali. Sull'argomento si discusse molto sia fra la popolazione che fra i politici e si andò avanti fino agli anni ottanta quando, finalmente, una legge, (n. 98 del maggio 1981) della Regione Siciliana, istituì tre Parchi Regionali e fra questi quello dell'Etna. Per arrivare però alla reale costituzione del Parco, occorse attendere ancora altri sei anni ed arrivare al marzo 1987. Seguì poi nel corso dello stesso anno la costituzione dell'Ente Parco dell'Etna con sede a Nicolosi, presso l'antico monastero di San Nicolò l'Arena. Lo scopo del Parco è quello di tutelare il patrimonio boschivo e la conservazione e lo sviluppo delle specie floreali e faunistiche specifiche dei luoghi e di regolamentare e coordinare lo sviluppo di quelle attività turistiche che possano dare fruibilità ai luoghi e benessere alle popolazioni insediate nell'ambito territoriale.

Nella zona sommitale del vulcano non vi è alcun tipo di vegetazione in quanto sulle lave recenti nessun seme può germogliare. Scendendo intorno ai 2400 metri si incontrano la saponaria (Saponaria sicula), l'Astragalus siculus e qualche muschio e lichene. Già intorno ai 2000 metri si possono incontrare, su alcuni versanti, il pino loricato, la Betula aetnensis e il faggio ed ancora più in basso anche castagno e ulivo. Assieme a questa vegetazione convive la Ginestra dell'Etna che con i sui fiori gialli crea, nel periodo della fioritura, un bel cromatismo con il nero della lava vulcanica. Nella zona collinare delle falde si incontrano i vigneti di Nerello, dai quali si produce l'Etna vino DOC della zona pedemontana. Nel versante nord-ovest del vulcano, dai 600 agli 850 metri di altitudine, prosperano i pistacchi (Bronte) e le fragole (Maletto) unici per il loro sapore e colore dovuti alla tipicità del territorio e del microclima. Altra notevole produzione è quella delle pere di vario tipo e delle pesche, tra cui spicca fra tutte la "tabacchiera dell'Etna".

Circa un secolo e mezzo fa il Galvagni, descrivendo la fauna dell'Etna, raccontava della presenza di animali ormai scomparsi e divenuti per noi mitici: lupi, cinghiali, daini e caprioli. Ma l'apertura di nuove strade rotabili, il disboscamento selvaggio e l'esercizio della caccia hanno portato all'estinzione di questi grandi mammiferi e continuano a minacciare la vita delle altre specie. Nonostante ciò sul vulcano vivono ancora l'istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio, la lepre e, fra gli animali più piccoli, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino e varie specie di topo e pipistrello.

Un treno della Ferrovia Circumetnea circumnaviga le pendici lambendo l'anello inferiore del parco. Da tutti i comuni il cui territorio è anche solo in parte compreso nell'area protetta, è possibile accedere al Parco attraverso mulattiere o sentieri. Gli accessi più facili attraverso strade asfaltate, che ovviamente si trovano nella parte più antropizzata, sono quelle dai comuni di: · Nicolosi che si trova sulla strada che collega direttamente Catania al Rifugio Sapienza del CAI · Linguaglossa · Milo e S.Alfio · Pedara · Zafferana Etnea · Adrano e Biancavilla per la strada che passa dalla contrada Milia e da qui si arrampica fino al Grande albergo · Ragalna In occasione di grandi eruzioni, le possibilità di accesso possono subire notevoli variazioni.

Sulle strade del versante sud si disputa, sin dal 1925, una gara automobilistica, la Catania-Etna che una volta partiva da Catania; per motivi di sicurezza al giorno d'oggi ha inizio a nord di Nicolosi. Il 22 maggio 1989 la 2^ tappa del Giro d'Italia 1989 si è conclusa sull'Etna con la vittoria del portoghese Acácio da Silva. Dal 2004, il vulcano è sede della SuperMaratona dell'Etna, unica maratona al mondo ad avere tremila metri di dislivello. La manifestazione sportiva parte dalla spiaggia di Marina di Cottone sul livello del mare e si conclude - appunto - sul vulcano a quota tremila. Sull'Etna e' inoltre possibile praticare sport invernali: sci, sci di fondo, scialpinismo e snowboard. L'innevamento garantisce l'apertura delle due stazioni sciistiche presenti (una nel versante sud e l'altra in quello nord) da meta' dicembre a metà aprile. Viene comunque praticato lo scialpinismo fino alla fine della primavera. Nel versante sud (Rifugio Sapienza, Nicolosi) si puo' usufruire di una cabinovia, di una seggiovia e di uno skilift, godendo dello splendido panorama sul Golfo di Catania. Mentre il versante nord (Piano Provenzana, Linguaglossa) e' dotato di due skilift, ma sono iniziati i lavori per la costruzione di una seggiovia. Il panorama del versante nord offre una strepitosa visuale su Taormina, lo Stretto di Messina e le Isole Eolie. In questo versante si segnala inoltre la presenza di uno snowpark, preso d'assalto dagli snowboarder di Sicilia e Calabria. Entrambe le stazioni sciistiche hanno subito, in due eruzioni differenti, la quasi totale distruzione delle strutture da parte della lava. In pochi anni pero' si e' riuscito a garantire nuovamente l'apertura, parziale, degli impianti.