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Il lampadario per incenso al centro della navata è detto di Galileo, perché la leggenda vuole che il grande scienziato abbia formulato la sua teoria sull'isocronismo del pendolo guardandone l'oscillazione dal soffitto della navata.
Sul lato nord, a sinistra della facciata davanti al Camposanto, ad altezza dello sguardo si trova un pezzo di marmo di origine romana (come testimonia la decorazione a acanto che si può ancora vedere in parte a lato), sul quale sono presenti una serie di buchini neri. Secondo la leggenda si tratterebbe dei segni lasciati dal Diavolo quando si arrampicò sul duomo nel tentativo di fermarne la costruzione, chiamate appunto Unghiate del Diavolo. Sempre secondo la leggenda il numero di queste unghiate varierebbe per dispetto ogni volte che si prova a contarle (circa 150, con alcuni segni più leggeri per questo a volte trascurati nella conta), per cui spesso si portano i bambini a fare il conto che non risulta mai lo stesso due volte.
La leggenda vuola che l'anfora posta su una colonnina a destra nell'abside sia quella usata nelle Nozze di Cana, in cui Gesù mutò l'acqua in vino.
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