Il Colle di San Giusto a Trieste - La Cattedrale di San Giusto

Come riporta la maggior parte degli storici triestini, la chiesa di Santa Maria e quella dedicata al martire san Giusto vennero inglobate sotto uno stesso tetto dal vescovo Roberto Pedrazzani da Robecco tra gli anni 1302 e 1320, per provvedere la città di una cattedrale imponente.

La prima notizia riguardante l'odierna cattedrale risale all'anno 1337, quando il campanile dell'ex chiesa di Santa Maria venne rivestito con uno spesso muro per poter sostenere il nuovo edificio. I lavori al campanile si conclusero nel 1343, ma quelli alla chiesa si protrassero praticamente fino alla fine del secolo. Dopo la definitiva dedizione della città all'Austria (1382), l'allora imperatore Leopoldo III nominò il primo vescovo tedesco di Trieste, Enrico de Wildenstein, che in data 27 novembre 1385 consacrò l'altare maggiore della cattedrale.

L'austera facciata della chiesa è arricchita da un enorme rosone di pietra carsica, elaborato sul posto da maestri scalpellini ingaggiati a Soncino, vicino a Cremona, donde provveniva il vescovo. Ne rimane un ricordo nella denominazione della via dei Soncini a Trieste.

Sia il campanile che la facciata della chiesa sono generosamente coperti con reperti del periodo romano, con i quali durante l'illuminismo probabilmente si intendeva ingentilire la pesantezza della costruzione. Il portale d'entrata fu per esempio ricavato da un antico monumento funebre. I busti in bronzo, aggiunti nel 1862 alla facciata su mensole ricavate da piedistalli romani, rappresentano tre vescovi illustri. Si tratta di Enea Silvio Piccolomini poi papa Pio II, Rinaldo Scarlicchio scopritore delle reliquie venerate nella cattedrale, e Andrea Rapicio umanista del secolo XVI.

Non ci sono molti dati sulla decorazione interna della chiesa. Nell'anno 1422 l'abside fu affrescata da due noti artisti friulani, e tale rimase fino al 1843 quando fu ampliata. Ma nei primi decenni del ventesimo secolo fu abbattuta e ricostruita. L'affresco con l'Incoronazione della Vergine venne sostituito con un mosaico che ripropone lo stesso tema. Degli altri affreschi originali rimangono pochi reperti, il più importante dei quali è il Ciclo di san Giusto in cinque elementi, esposto nella capella laterale.

L'interno della cattedrale meriterebbe una descrizione a parte, in quanto vi si possono ammirare moltissimi manufatti che i numerosi vescovi ordinarono e posero per contribuire all'importanza della basilica. Interessante pure il Tesoro, celato dietro un'enorme grata di fattura barocca, che contiene tuttora molti oggetti di inestimabile valore, sebbene nel 1984 fosse stato pesantemente saccheggiato da una rapina. Bisogna però dire che esistono pareri controversi su molti di questi oggetti, essendo evidente la loro difficile collocazione storica e geografica. Addirittura per il simbolo della città, cioè l'alabarda di san Sergio, non è possibile definire né un'origine certa né l'esatta epoca di forgia.


Trieste, San Giusto

Trieste, San Giusto

Trieste, la Cattedrale di San Giusto

Trieste, la Cattedrale di San Giusto

Trieste, le colonne romane di San Giusto

Trieste, le colonne romane di San Giusto

Trieste, San Giusto, il monumento ai caduti

Trieste, San Giusto, il monumento ai caduti

Bussola

Indice della scheda

Strutture


Advertising

Schede sulla provincia

Schede sulla regione

Ricette tipiche