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Il Massiccio del Gran Sasso è circondato da un grande parco, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Quello che per secoli è stato un vero e proprio paradiso in termini naturalistici, soprattutto boschivi, a partire dal XVII secolo subì un terribile disboscamento intensivo, che influì da allora in poi sulla crescita della flora della zona.
Ad esempio l’abete bianco, una conifera che si trovava in questi luoghi a causa delle ripetute glaciazioni subite dall’ambiente nei secoli, scomparve quasi completamente e, al giorno d’oggi, ne troviamo solo alcune specie in questa zona.
Più in generale la flora del territorio varia a seconda del punto in cui viene considerata: la zona nei pressi di Teramo, a nord – est, è formata da un terreno di tipo argilloso, con frequenti precipitazioni, che favoriscono la crescita del faggio.
La zona intorno a L’Aquila, a sud, invece, presenta un substrato calcareo unito ad un clima continentale, che favorisce piuttosto la crescita di carpini, pioppi e cerri, ma anche di noccioli, castagni, aceri, larice, pino nero e abete rosso. Sono qui inoltre presenti agrifoglio, ginepro, mirtillo e, tra i fiori, gigli, campanule, genziane, primule e stelle alpine appenniniche.
Per quanto riguarda la fauna in queste zone spicca l’orso bruno marsicano, ma sono anche presenti il lupo appenninico, la volpe, il capriolo, il gatto selvatico, il camoscio, il cinghiale e la vipera.
Tra i volatili si annoverano principalmente l’aquila reale, il falco, lo sparviero, il picchio e il gracchio alpino.
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