Il museo casa natale "Gabriele D'Annunzio" - Gli interni del Museo

Il Museo si trova al primo piano della casa natale di Gabriele D’Annunzio ed è formato da nove sale ricche di arredi, mobili e oggetti appartenuti, all’epoca, allo scrittore e alla sua famiglia. Ogni stanza è illustrata con una didascalia che ripropone i brani del "Notturno" nei quali D’Annunzio ricorda gli ambienti, gli oggetti e le persone a lui care.

La visita al Museo inizia dall’ingresso, una stanza dedicata all’infanzia di Gabriele D’Annunzio: all’interno della sala sono posti alcuni pannelli didattici contenenti fotografie e citazioni tratte dalle sue opere, il diploma di licenza liceale del Regio Convitto Cicognini di Prato, datato 1881, il decreto di nomina a Sindaco di Francesco Paolo Rapagnetta – D’Annunzio (per il triennio 1879 - 1881) e l’attestato di cittadinanza onoraria a D’Annunzio da parte del Comune di Chieti in occasione della prima teatrale della ”Figlia di Iorio” del 1904.

All’ingresso segue la Sala I, che corrisponde a quello che era in passato il salotto della casa. La sala contiene due litografie, la prima riproducente Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, realizzata da Pietro Barabino, la seconda rappresentante Giuseppe Garibaldi a Marsala, opera di Roberto Focosi. Sono inoltre presenti i ritratti dei genitori adottivi di Francesco Paolo Rapagnetta-D'Annunzio ("Anna Giuseppa Lolli" e "Antonio D'Annunzio") e il dipinto “Ratto di Proserpina”: tutti questi lavori sono stati realizzati da un artista anonimo del XIX secolo.

La Sala II ospitava anticamente lo studio di Francesco Paolo Rapagnetta-D'Annunzio. Al suo interno possiamo trovare un ritratto da bambino di Francesco Paolo, anche stavolta realizzato da un anonimo del XIX secolo, il leggio musicale usato dal fratello Antonio, un piatto giapponese del secolo XIX, raffigurante un paesaggi, due litografie raffiguranti Torquato Tasso all'ospedale di Sant'Anna a Ferrara e Torquato Tasso alla corte di Francia di Ferdinando de Mattheis, due stampe con S. Sebastiano e S. Giovanni Battista e un dipinto raffigurante “La fuga di Enea da Troia in fiamme”, nuovamente opera di un anonimo del XIX secolo.

La Sala III corrisponde alla camera di Gabriele e del fratello Antonio. Nella stanza si trovano due letti ottocenteschi, sopra ai quali ci sono due dipinti ("S. Alfonso Maria de' Liguori" e "La Madonna Immacolata"); inoltre, nella camera si trovano un mobile con alzata ed anta a specchio del XVIII secolo e un inginocchiatoio ligneo del XIX secolo, questi ultimi due appartenenti alla famiglia D'Annunzio. Sulla parete un "Cristo portacroce".

La Sala IV era la camera della zia Marietta, sorella maggiore del padre di D'Annunzio, morta nel 1906. La stanza contiene una stampa ottocentesca di Palmaroli, la "Madonna delle sette spade" e, inoltre, la fotografia di Luisa de Benedictis, madre del D'Annunzio, un dipinto di Seccia, che ritrae forse Maria Votruba-Heurenova, traduttrice delle opere dannunziane e un cassone in legno intagliato.

La Sala V corrisponde alla camera dei genitori di D'Annunzio. Il letto, nel quale Gabriele D'Annunzio nacque il 12 marzo 1863, venne trafugato negli anni del dopoguerra. La stanza contiene un dipinto ad acquarello di Michele Cascella, intitolato "La stanza di Luisa d'Annunzio" (1940), le due statuine di stoppa e cartapesta scolpita che raffigurano S. Anna e Maria bambina, del XIX secolo e stampe litografiche dell'800 ("La Cena di S. Gregorio Magno" di Paolo Veronese, una "Madonna Immacolata" di F. De Matteis e una "resentazione di Maria al Tempio" di Tiziano Vecellio e la "Sacra Famiglia con S. Giovannino" di Raffaello Sanzio). Inoltre sono custoditi un caldano in ottone e una poltrona, che componevano l'arredo originario.

La Sala VI, un tempo usata come soggiorno, contiene pannelli didattici con fotografie di Francavilla al Mare, dell'eremo di S. Vito Chietino, dell'abbazia di S. Clemente a Casauria. del castello di Casoli, oltre a lettere e citazioni di opere del D'Annunzio. Ci sono poi due litografie di Basilio Cascella ("Luisa d'Annunzio" e una riproduzione della "Maddalena penitente" di Tiziano Vecellio) datate rispettivamente 1904 e 1897 e un divano opera di Franco Summa.

La Sala VII consiste in un locale annesso alla cucina, di cui è ignota, a causa dei successivi interventi di restauro, l'originaria destinazione. Conserva pannelli didattici relativi allo sviluppo urbanistico della città, alla chiesa di S. Cetteo e alla Cattedrale, alla ricostruzione degli interventi di ristrutturazione dell'abitazione tra il 1926 e il 1938, al matrimonio di Gabriele D'Annunzio con Maria Hardouin ( avvenuto nel 1883) e all'attrice Eleonora Duse. La stanza inoltre espone nelle vetrine oggetti appartenuti a D'Annunzio. Sulle pareti si trova una raccolta di fotografie e di documenti e il dipinto "Rebecca ed Eliezer al pozzo" di artista ignoto del XVII secolo.

Nella Sala VIII è conservato il calco in gesso della mano destra e del volto di D'Annunzio, plasmati direttamente sulla salma, opera di Arrigo Minerbi (1938), pannelli che illustrano la tomba di Luisa d'Annunzio nella Cattedrale di S. Cetteo, sempre del Minerbi e alcune opere di D'Annunzio, con illustrazioni di Adolfo De Carolis, Duilio Cambellotti e Giuseppe Cellini.

La Sala IX corrisponde al soggiorno dell'abitazione e ospita pannelli didattici che rievocano i principali episodi della Prima Guerra Mondiale che ebbero quale protagonista D'Annunzio, un pannello dedicato al Vittoriale degli Italiani. Vi sono inoltre esposte due divise da Generale Onorario di Divisione aerea, due berretti da Tenente Colonnello e da Maggiore dei Lancieri di Novara e fotografie d'epoca.


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