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Il tempio, probabilmente edificato nell’ultimo ventennio del V secolo a. C., si trova al centro della Piana di San Gregorio. Anche se l’identificazione del tempio non è del tutto comprovata, generalmente, in base alle indicazioni di uno storico dell’epoca, Polibio, lo si fa coincidere con il Tempo di Esculapio, che Polibio sosteneva dovesse trovarsi davanti alla città, ad un miglio di distanza, sulla parte opposta alla strada per Eraclea: sebbene le distanze non coincidano perfettamente e la modestia del tempio, per i canoni dell’epoca, lascino più di un dubbio sull’identificazione, il tempio continua a venir attribuito al culto del dio.
All’interno del santuario si trova una statua bronzea di Apollo, realizzata da Mirone: la statua venne donata alla città da Scipione e in seguito sottratta da Verre (come racconta Cicerone nelle “Verrine” ). Davanti sorge un piccolo tempio dorico, che si leva su un krepidoma di tre gradini e posa su un basamento a vespaio più grande del medesimo krepidoma. La caratteristica dell’edificio è il falso opistodomo , costituito da due semicolonne nella parte esterna del fondo della cella, in modo da imitare una figura amifiprostila. Nella trabeazione troviamo elementi interessanti, come gronde a testa leonina, fregi e uno geison frontale.
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