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La Basilica di Superga si trova su un colle ad est di Torino e da quello stesso colle prende il proprio nome. Fu il Duca Vittorio Amedeo II, futuro re delle Due Sicilie a volerne la costruzione, quale ringraziamento alla Vergine Maria per la sconfitta inflitta ai francesi che assediavano Torino nel 1706.
Era il 2 settembre 1706 quando il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II e il Principe di Carignano Eugenio di Savoia salirono sul colle di Superga per osservare la città assediata dai francesi: inginocchiatosi, Vittorio Amedeo pregò La Madonna affinché liberasse la città dall’assedio, promettendo in cambio di edificare, in caso di vittoria, una Basilica in segno di ringraziamento.
Il 7 settembre 1706 i piemontesi vinsero la battaglia e Amedeo tenne fede alla promessa, affidando l’ideazione e la messa in opera del progetto al messinese Filippo Juvarra, che iniziò la progettazione nel 1711 e la costruzione nel 1717. La costruzione della Basilica si protrasse per quattordici anni, durante i quali si raggiungeva la sommità del colle per mezzo di un sentiero sassoso, che veniva percorso, oltre che dagli operai, anche dagli asini che trasportavano i materiali necessari. Fu il primo settembre 1731 che la Basilica di Superga, finalmente terminata, fu inaugurata con una cerimonia solenne alla presenza del re Carlo Emanuele III di Savoia.
Nel 1800 venne avanzata la proposta di trasformare la Basilica di Superga in un “tempio della riconoscenza”, ma accettare una simile idea avrebbe significato spostare le tombe dei Savoia, che qui erano stati sepolti, per lasciare il posto alle ceneri dei piemontesi caduti nella lotta contro i giacobini, perciò il progetto non venne mai messo in opera. Nel 1884 venne aperta una funicolare che permetteva di spostarsi dal colle di Superga fino al Quartiere Sassi nel centro di Torino. La linea, che misura 3,1 chilometri, venne elettrificata e trasformata in tranvia a cremagliera nel 1934. Ancora oggi la linea funziona con i vagoni del 1884 e con le motrici del 1934.
Il 4 maggio 1949 un aereo proveniente da Lisbona, che trasportava la squadra di calcio del Torino (allora uno dei team più forti d’Italia) andò a sbattere contro la parte posteriore della Basilica: la struttura subì dei danni e le persone a bordo dell’aereo morirono tragicamente. Le mura che andarono distrutte nell’impatto con l’aereo non vennero mai ricostruite per mantenere vivo il ricordo di coloro che avevano perso la vita nella tragedia. Lo stesso scopo hanno il museo interno alla Basilica e una lapide commemorativa, posta sul retro dell’edificio, oltre alla Messa Solenne celebrata il 4 maggio di ogni anno.
La Basilica, dalla pianta a croce greca, presenta degli elementi di ispirazione classica tanto nelle otto colonne corinzie che sorreggono il pronao (al quale si accede per mezzo di una grande scalinata), tanto nella pianta centrale della Basilica, sormontata da una cupola. Ai lati del corpo centrale si trovano due campanili, che lasciano intravedere nella loro struttura, l’influenza del Borromini. A impreziosire gli interni troviamo infine le sculture dei fratelli Filippo e Ignazio Collino.
Fu Amedeo III a decidere che alcuni membri di Casa Savoia venissero sepolti nella Basilica di Superga. Le spoglie sono conservate in una cripta sotterranea, oggi visitabile. Tra i feretri presenti, ci sono quelli di Vittorio Amedeo II e di Carlo Emanuele III, di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele I. Una lapide commemora invece Carlo Felice di Savoia, che preferì essere sepolto ad Hautecombe.
A Superga è conservata l'unica raccolta al mondo di ritratti su tela di tutti i pontefici della storia, partendo da San Pietro. La sala in cui sono esposti si trova ancora sotto restauro. Sono presenti, negli appartamenti reali della stessa basilica, anche i ritratti degli antipapi, tra i quali Felice V, al secolo Amedeo VIII di Savoia.