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Diverse sono le feste celebrate nella Piazza della Signoria, in quanto centro della vita politica della città, per non parlare delle cerimonie e dei giochi, di carattere sia profano, sia religioso. Ad esempio per la Festa di san Giovanni (24 giugno, patrono della città, prima della cerimonia religiosa in Battistero, in Piazza si celebrava la Festa degli Omaggi. I popoli conquistati da Firenze sfilavano davanti ai Priori delle Arti in epoca Repubblicana, poi davanti al Granduca, e offrivano i loro doni: cere, stoffe preziose e altro. La sera poi la Piazza diveniva il teatro dei fuochi di San Giovanni, che rappresentano ancora oggi l'aspetto più spettacolare e profano della festa dedicata al patrono.
Nel Medioevo tutta la città, e in particolare la piazza, veniva illuminata da innumerevoli fuochi; a partire dal XIV secolo, con la diffusione della polvere pirica, l'evento si arricchisce di esplosioni colorate, come testimonia un affresco dello Stradano in Palazzo Vecchio. Nella costruzione della girandola pirotecnica venivano impiegati artisti e ingegneri, tra i quali si distinse il Tribolo, scultore e architetto attivo per i Medici. La grande piazza era quella preferita per lo svolgimento della Giostra del Saracino, un gioco che ha origine nel Medioevo, al tempo delle crociate, e che allude alla lotta tra il bene e il male, tra cristiani e infedeli. Molto apprezzata tra Cinque e Seicento, la Giostra cade in disuso alla fine del Settecento.
Oltre alle feste sopra elencate, tutte le più importanti cerimonie legate alla vita della corte medicea, in particolare le nozze dei regnanti o i festeggiamenti in onore di personaggi illustri, avevano luogo in Piazza della Signoria. Per l'occasione venivano realizzati apparati effimeri su progetto dei più importanti artisti fiorentini: tra i più celebri quelli per la visita di Leone X nel 1513 e quelli per le nozze di Francesco I de' Medici e Giovanna d'Austria.Una festa particolare è infine la Fiorita che si svolge ogni anno il 23 maggio per ricordare il rogo del Savonarola. Dopo la celebrazione della messa nella Cappella dei Priori in Palazzo Vecchio, i frati domenicani, le autorità comunali e i cittadini scendono nella piazza per spargere petali di fiori sul punto esatto in cui il Savonarola fu impiccato e bruciato. La cerimonia nasce dal fatto che il giorno successivo al rogo il luogo del supplizio fu trovato ricoperto di fiori.
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