Il Giardino dei Boboli a Firenze - L'Emiciclo

Dietro la vasca dell'Oceano, in linea con il Viottolone, evidenziato anche da un viale trasversale che lo separa, si apre l'Emiciclo o Prato delle Colonne. Preceduto da quattro statue antiche (Giove Serapide, Giove, una divinità maschile non chiarita e Claudio Imperatore). Questo ambiente a semicerchio è circondato verso sud da un'alta siepe con dodici nicchie che contengono busti colossali. Al centro invece due colonne in granito rosso sorreggono altrettanti vasi in marmo, un tempo appartenuti a Lord Cower. La punta estrema del giardino, dietro l'emiciclo, è occupata da un rondò con siepi geometriche, dove sono collocate alcune statue in pietra come le tre figure grottesche di Romolo del Tadda, raffiguarnti Venere, Amore e la personificazione dell'Architettura. Risalendo sul lato che costeggia Via Romana, si incontra uno degli ingressi secondari del giardino, con un cancello vigilato da due leoni assopiti in pietra. Poco dopo si incontra la Fontana della Botticella, così chiamata perché raffigura un contadino che versa l'acqua da una piccola botte in una vasca che è un sarcofago romano antico, il tutto sotto una grotticina ombreggiata. Continuando a seguire la fiancata si incontrano numerose statue, come l'"Uomo che vanga" o l'"Uomo che scarica il secchio in un tino", fino a raggiungere la grande limonaia.


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