Il Duomo di Messina - Il Tesoro del Duomo

Il Tesoro del Duomo di Messina, custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, è una ricchissima raccolta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla Cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria opera della rinomata scuola orafa messinese.

Il pezzo più prezioso del Tesoro è la cosiddetta Manta d'oro. Essa si richiama all'uso molto comune in Oriente e in Russia di coprire le immagini sacre con vesti di argento e d'oro, in modo da lasciare scoperti soltanto il viso e le mani. La Manta d'oro, adoperata soltanto nelle grandi feste, è opera dell'orafo fiorentino Innocenzo Mangani, che la eseguì per incarico del Senato messinese completandola nel 1668. È tutta d'oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici. Alla preziosità della materia e del lavoro si sono aggiunti nei secoli numerosi doni di diamanti, rubini, zaffiri e altre pietre preziose, offerti come ex voto da parte di sovrani, vescovi, gentildonne e umili popolani.

Altri pezzi preziosi sono: il Braccio reliquiario di San Marciano, primo vescovo di Siracusa, donato dal vescovo Richard Palmer nel XII secolo; il Reliquiario del Sacro Capello di Maria del XIV secolo, contenente il capello con il quale, secondo la tradizione, la Madonna legò il rotolo della Lettera inviata ai messinesi; il Reliquiario di San Nicola, in argento a forma di braccio benedicente, del XV secolo; il Reliquiario di San Paolo, in argento, anch'esso a forma di braccio, risalente al XVII secolo; il Calice d'argento dorato del XIV secolo; il Calice d'argento dorato, dono dell'Arcivescovo mons. Filippo Crispo (morto nel 1402); la Pigna in cristallo di rocca, lampada d'epoca araba, che serviva per contenere le reliquie della Madonna nelle processioni.


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