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Il campanile è staccato dalla chiesa. La torre campanaria è alta 72 metri. I lavori di costruzione e restauri iniziarono nel 1045 con l'abate Alberico e finirono nel 1173 con il maestro Martino. Un lungo lavoro interrotto dal terremoto del 1117 con il restauro seguente del 1120. Il campanile riprende lo stile della chiesa, sopra la zoccolatura alterna fasce di tufo e cotto che ne dona la sua bicromia. Vista l'altezza, è diviso in piani da cornici ad archetti di tufo ed ha un doppio ordine di trifore. La cuspide svetta sulla cima del campanile ed ha quattro pinnacoli angolari. È decorato all'esterno da scultore romane. Le prime campane furono di Glismerio nel 1149. Solo la campanella ottagonale detta del figar è rimasta fra quelle originali, aveva una funzione particolare, veniva suonata in occasione dei temporali.
San Procolo fu il quarto vescovo di Verona. La chiesa a lui dedicata ne conserva le sue spoglie. La prima erezione fu del periodo paleocristiano V o VI secolo all'interno della necropoli pagano-cristiana lungo la via Gallica. Le prime tracce scritte furono nel 846 per l'elogio funebre dell'arcidiacono Pacifico in un elenco di opere da lui costruite o restaurate. Dopo il terremoto del 1117 fu completamente rifatta. Fino al 1500 fu arricchita di affreschi ed opere d'arte. All'interno si trovano opere di Antonio Badile e Giambettino Cignaroli (Sant'Elena che adora la croce del 1741), Del 1764 vi è L'ultima Cena e San Biagio che guarisce gli infermi di Giorgio Anselmi. L'altare maggiore è fatto con una lastra di verde antico.
La chiesa è a una sola navata. Anche la chiesa di San Procolo ha una cripta con resti preterremoto. La cripta è a tre navate con 6 colonne e 12 lesene ha al suo interno resti della chiesa paleocristiana e della necropoli. Nel 1492 furono scoperte reliquie di santi e vescovi del passato: i resti dei santi Procolo e Agapito, e reliquie di Sant'Euprepio e Cricino. Nel restauro di pochi anni fa (1984-1988) a cura dell'architetto Libero Cecchini ha portato alla luce affreschi dal 1100 al 1400. Nel 1806 decadde da parrocchia del rione in seguito all'abolizione dell'abazia, fu adibita spesso ad usi profani ed inizio la sua decadenza. La facciata è del XII secolo con un piccolo protiro e due bifore.
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