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La porcellana di Capodimonte è un tipo di porcellana ottenuta con una antica tecnica scultorea di forgiatura e decorazione a mano. Il nome di tale tecnica scultorea risale alle sue origini. Quest'arte infatti è nata a Napoli, nella zona collinare di Capodimonte a metà del Settecento quando il re spagnolo Carlo di Borbone e sua moglie la regina Maria Amalia di Sassonia fondarono la Real Fabbrica di Capodimonte. Le opere create dai vari artisti sono oggi conservate nel famosissimo Museo di Capodimonte.
Per risalire alle origini della porcellana di Capodimonte è necessario rivedere le origini stesse della porcellana. I primi oggetti in porcellana risalgono al Duecento e furono conosciuti in Europa grazie a viaggiatori come Marco Polo che importarono dalla Cina una sorta di proto-porcellana ovvero una ceramica dall'impasto duro verniciata di bianco o marrone. L'Europa guardava attonita a questi oggetti nella totale incapacità di imitarli. Alla fine del XV secolo, in un periodo di grande fervore scientifico, L'Academie des Sciences in Francia e la Royal Society in Inghilterra cominciano a studiare il problema della fabbricazione della porcellana. Agli inizi del 1700 lo studioso sassone Bottger ne scopre la composizione. Si tratta di una fusione di caolino (granuli che cuociono ad alte temperature) e feldspato (un minerale legante). Nel 1710 nasce la fabbrica tedesca di Meissen sotto la tutela delle autorità sassoni che esercitano stretti controlli per evitare l'imprenditoria in concorrenza. Questo non impedisce il sorgere di altre fabbriche produttrici di porcellana. Di quegli anni è la nascita della porcellana di Sèvres e di quella di Capodimonte.
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