Orvieto

Orvieto

Orvieto è una delle più antiche ed apprezzate città del centro Italia.

Orvieto si trova a 325 metri sul livello del mare e conta poco più di 21 mila abitanti, sparsi su una superficie complessiva di 281 chilometri quadrati, per una densità abitativa pari a 75 ab./kmq.

Oltre che per la storia centenaria (la si può toccare con mano visitando il bellissimo centro storico), Orvieto è caratteristica perché sorge su una rupe di tufo che domina la valle sottostante, dove scorrono le acque dei fiumi Paglia e Chiani.

Cosa visitare a Orvieto

Una visita al centro storico orvietano può sicuramente cominciare dal Duomo di Orvieto, che è anche cattedrale della diocesi di Orvieto ed uno dei massimi esempi dell’architettura gotica italiana. Tra le parti più spettacolari di questo edificio c’è sicuramente la facciata, guarnita da sculture e finissimi bassorilievi realizzati da Lorenzo Maitani.

Non meno antica è la Chiesa di San Giovenale, risalente ai primissimi dell’anno 1000 ed eretta proprio al bordo del masso di tufo sul quale sorge la città di Orvieto.

Tra le principali opere di architettura civile, invece, sono annoverabili le decine di palazzi che puntellano il centro storico cittadino, a cominciare dal Palazzo del Popolo e dal Palazzo Soliano, del 1297, oggi sede del Museo “Emilio Greco”, mentre le stanze del Museo Archeologico Nazionale sono visitabili presso il Palazzo Papale: queste due costruzioni sono parte integrante del nucleo dei Palazzi medievali di Orvieto, che comprende anche il Palazzo vescovile.

Tuttavia, una visita al centro storico della città di Orvieto non può non avere inizio dalla cosiddetta “Contrada della Cava”, o semplicemente “Via della Cava”, che racchiude il cuore pulsante della Orvieto medievale. All’epoca era la zona degli artigiani, è per questo che oggi vi si trovano tantissime fornaci, ma dagli anni sessanta ospita un discreto numero di nuove abitazioni che hanno mutato solo in minima parte il suo suggestivo aspetto originario.

Imperdibile una visita al Pozzo di San Patrizio.