La cascata delle Marmore

Cascate delle Marmore

Tra le cascate a flusso controllato più alte d’Europa, la Cascata delle Marmore ha un dislivello di circa 165 metri, formato da 3 salti.

Si trova in Umbria, nella Valnerina a circa 7 Km da Terni. Le acque della cascata, che prendono il nome dai sali di calcio simili al marmo che in esse sono presenti, sono utilizzate per la produzione di energia dalla vicina centrale elettrica di Galleto.

La Cascata si forma lungo il corso del fiume Velino, nella frazione di Marmore, prima di defluire nel Lago Piediluco.

Il flusso dell’acqua è controllato e circa il 30% viene deviato verso le cascate. Sin dal 271 A.C., per la particolare configurazione geologica del territorio, le acque del fiume Velino e dell’altopiano nei dintorni di Rieti hanno creato delle zone paludose con acque stagnanti poco salubri. Fu per primo il console romano Manio Curio Dentato a costruire un canale per far scendere le acque stagnanti verso il salto delle Marmore e poi nel fiume Nera.

Nel corso dei secoli la canalizzazione delle acque ha rappresentato una notevole opera strategica per questa zoan, Nonostante la costruzione e i lavori su un canale la grande quantità di acqua del corso del fiume minacciava il vicino centro abitato di Terni. Solo nel 1545, con un mandato di Papa Paolo III Farnese, si costruì un nuovo canale che regolava il flusso delle acque, l’opera fu poi definitivamente ampliata e migliorata nel 1787 ad opera dell’Architetto Andrea Vici che andò a definire anche i balzi della cascata in seguito utilizzati per la produzione di energia derivata dalla forza motrice delle acque.

La Cascata delle Marmore rappresenta un paesaggio naturalistico tra i più incantevoli dell’Italia centrale. La vegetazione tipica è la macchia Mediterranea.

L’area fluviale del Parco della Nera è oggi un area protetta con specie di uccelli rari e unici come il merlo acquaiolo, il martin pescatore di fiume e la rondine montana.