Il Parco Nazionale del Gran Paradiso

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso costituisce una delle più importanti aree protette del territorio italiano.

Per decenni il Parco del Gran Paradiso era considerato la Riserva Reale dei Savoia, all’interno della quale i sabaudi si dedicavano alla loro amata arte venatoria.

Solo nel 1920, Vittorio Emanuele III donò l’area allo Stato Italiano che nel 1922, precisamente il 3 Dicembre, grazie ad un regio decreto, ne sancì ufficialmente lo status di Parco Nazionale.

La sua sede storica è a Torino e garantisce la supervisione di ben oltre i 70 mila ettari che costituiscono questo grande e famoso parco italiano.

La geografia del parco

Il suo nome deriva dal imponente massiccio del Gran Paradiso che ne divide i ghiacci tra Val d’Aosta e Piemonte ed è l’unico grande ‘quattromila’ presente su suolo italiano: ben 4061 metri.

Il parco si divide e si estende su 6 comuni torinesi e su 7 comuni valdostani e si possono vedere i suoi confini arrivare lungo le valli più famose: Cogne, Valsavarenche, Rhêmes, Dégioz e Rhêmes-Nôtre-Dame. Insieme a Ceresole Reale, Noasca e Ronco Canavese, sono tutte considerate le porte ufficiali del parco.

Gli itinerari percorribili all’interno, si intrecciano per una lunghezza di circa 450 chilometri e questi dati fanno capire l’immensa area che occupa questa gigantesca riserva.

All’interno del parco si trovano ben dodici rifugi alpini e 300 chilometri di mulattiere una volta utilizzate come percorsi di caccia, visitabili e risalenti addirittura alla fine del 1800 (1861-1864).

La flora del Parco Nazionale del Gran Paradiso

Quando si visita un parco nazionale, si deve sempre tenere presente l’impatto ambientale e questo parco, che ospita ogni anno milioni e milioni di turisti, ha bisogno di tutto il rispetto che possiamo offrire.  Il parco si apre su incantevoli boschi di abete bianco, lunghe distese di abete rosso, di larici, di pino silvestre e di cembro.

La fauna del Parco Nazionale del Gran Paradiso

Entrare in contatto con le tante specie animali che vivono all’interno del parco, è un’esperienza indimenticabile. Solo qui infatti, si possono vedere alcuni rari esemplari di lepri alpine, di volpi e tassi, di marmore, di ermellini e di donnole.

Non solo nel bosco però, ma occhi ben aperti anche verso il cielo, dove è facile avvistare grandi aquile reali, pernici bianche, civette e rondoni, merli, picchi e molte altre specie meno diffuse.

Il parco durante le 4 stagioni

I periodi migliori per le escursioni più agevoli sono sicuramente la primavera inoltrata e l’estate. In questi mesi dalle temperature più calde e con i primi tepori del sole, lo scenario che si ha davanti offre il risveglio vero e proprio della natura. Le prime fioriture accompagnate dalle escursioni alle quote più alte, fanno di questi mesi forse i migliori anche per i più inesperti.

L’autunno, con il caldo colore rosso e giallo, rende tutta l’area particolarmente adatta a fotografie naturalistiche ed osservazioni speciali.
Non solo però una trasformazione della flora, ma anche l’inizio della stagione degli amori per i camosci.

L’inverno, neanche a dirlo, è il momento ideale per gli amanti della neve e delle uscite in racchettoni e ciaspole, degli appassionati di sci alpino e di fondo.
L’occasione è ghiotta per osservare il candido paesaggio innevato ed invernale e c’è la possibilità di ammirare gli animali con il loro manto bianco che tentano di mimetizzarsi silenziosi.

Il parco offre davvero una quantità illimitata di attività per tutti i gusti. Non solo discipline sportive, ma anche soggiorni benessere ed appuntamenti ricreativi e culturali. Dalle terme nei punti più suggestivi e romantici, alle uscite in gruppo per osservare gli animali nel loro habitat più naturale, fino alle gite organizzate per le scuole ed appuntamenti a tema per ogni occasione.

Sono molte le strutture ricettive sparse lungo le valli del parco e si adattano perfettamente ad ogni tipo di viaggiatore e di ospite: famiglie con bambini piccoli, escursionisti solitari, ambientalisti convinti ed arrivi in gruppo, il parco offre a tutti attività e discipline tra le più varie.

Raggiungere il Parco Nazionale del Gran Paradiso

Arrivare in auto da Torino: percorrere la SP 460 della Valle Orco e seguire la strada fino a Ceresole Reale.

Arrivare in auto da Ivrea: seguire la la SS 565 di Castellamonte fino all’innesto sulla SP 460 a Rivarolo Canavese.

Se si arriva sul versante valdostano, mantenersi sulla A5 (Aosta-Torino) e prendere le uscite per le valli segnalate di Cogne, Valsavarenche e Rhêmes.