Il passo del Piccolo San Bernardo

Il Passo del Piccolo San Bernardo

Il passo del Piccolo San Bernardo è un valico collocato tra le Alpi Graie che unisce la Valle d’Aosta alla Francia.

Grazie alla sua altezza (2188 m), relativamente moderata rispetto alle altre vette alpine, il Colle del Piccolo San Bernardo è uno dei passaggi più agevoli da percorrere per raggiungere la Francia dall’Italia passando per La Thuile: dal mese di Giugno a quello di Ottobre, infatti, il valico è agibile attraverso la SS 26.

La splendida cornice naturale delle Alpi e l’antichissima storia di questo luogo, nel quale sono ancora visibili tracce di insediamenti neolitici, ne fanno uno dei più suggestivi paesaggi di tutta la Valle d’Aosta.

Il fascino del passo del Piccolo San Bernardo affonda le radici nella storia. Gli appassionati di archeologia troveranno qui la testimonianza di quanto la valle fosse importante già per le popolazioni celtiche insediate nella zona. Proprio nella valle si possono ammirare i resti di un antico Cromlech (dal celtico Croum “curva” e lech “pietra sacra”), un circolo composto da 46 pietre megalitiche che rappresenta una vera rarità nel territorio italiano. Caratterizzato da un diametro di ben 76 metri, il cerchio è di incerta datazione: si pensa possa risalire addirittura al 3000 a.C. e che fosse utilizzato con finalità astronomiche e religiose.

Chi ama i panorami lacustri, invece, non potrà rimanere deluso dalle attrattive del vicino Lago Verney: si tratta di un lago naturale di origine glaciale, uno dei più grandi e profondi della regione, che offre una ricca varietà di fauna d’acqua dolce.

Il Passo del Piccolo San Bernardo Lago di Verney

L’interesse archeologico della zona, tuttavia, non si esaurisce con gli insediamenti celtici: il passo conserva numerose tracce della presenza dei romani.

Proprio qui, infatti, era stata costruita la lunga via di congiunzione tra le Gallie (Cisalpina e Transalpina), contornata da una serie di edifici dei quali rimangono le fondamenta e tracce dei muri perimetrali. Restaurata attorno agli anni ’20 del XX secolo, la Mansio Orientale è una struttura che, probabilmente, fungeva da centro di accoglienza per i viaggiatori e per i loro animali. Dello stesso periodo è anche il tempietto dedicato a Giove. Una statua d’argento del dio – che oggi può ancora essere ammirata nel Museo Archeologico di Aosta – era stata collocata in cima a una colonna di porfido e risultava visibile da lontano.
Oggi, a distanza di secoli, la colonna è ancora in piedi e costituisce il supporto per una grande statua raffigurante San Bernardo, patrono e protettore di chi percorre le Alpi.

Il passo di San Bernardo, da sempre elemento di unione e divisione con il vicino territorio francese, rappresentò infine anche un importante punto strategico militare. In seguito ai vari tentativi di espansione delle popolazioni transalpine, il luogo ha conservato moltissime tracce di insediamenti e costruzioni fortificate, che testimoniano la storia travagliata del luogo.

Oggi il Colle San Bernardo e tutta la valle rappresentano un luogo accogliente e suggestivo per chi ama le bellezze della montagna. Nella cornice delle splendide Alpi Graie, infatti, si collocano splendide stradine percorribili a piedi durante la bella stagione. La posizione offre un inedito punto di vista sulle vicine vette del Monte Bianco e del Lancebranlette, quest’ultima raggiungibile attraverso un’escursione di circa tre ore: l’ideale per chi ama le rigeneranti passeggiate ad alta quota, alla scoperta di paesaggi incontaminati.

Le attrattive non mancano neanche durante la stagione invernale, durante la quale il colle si ricopre di neve offrendo agli sciatori ben 160 km di piste. Con 38 risalite meccaniche, il luogo si conferma una delle aree meglio attrezzate per chi ama praticare gli sport invernali in tutta sicurezza.