La Val Veny

La Val Venì

Sul versante meridionale del paese di Courmayeur si trova la Val Veny, uno dei territori alpini valdostani più interessanti da visitare sia in estate che in inverno.

L’ampia vallata è posta alle pendici del massiccio del Monte Bianco ed è stata modellata dal ghiacciaio del Miage, il più grande di tutta la Val d’Aosta con i suoi 1.100 ettari e dal ghiaccio della Brenva, il quarto della regione per dimensioni.

La Dora di Veny è il torrente che percorre la Val Veny, presso le Dolonne confluisce nella Dora di Ferret, formando la Dora Baltea, un importante affluente del Po.

Le cime alpine che circondano la valle regalano panorami e scorci unici, grazie alla varietà dei paesaggi.

Le guglie montuose delle Dames Anglaises, l’Aiguille Noire de Peuterey e le Aiguilles des Glaciers segnano il confine naturale tra l’Italia e la Francia.

Proseguendo verso settentrione al termine della Val Veny, si incontra la Val Ferret, che si mantiene parallela alla catena del Monte Bianco.

La flora e la fauna tipica di queste zone offre numerose varietà e specie da ammirare direttamente nel proprio contesto naturale.

Come ad esempio il camoscio e lo stambecco, che proprio in queste zone trovano l’habitat ideale per vivere e riprodursi.

La conformazione della Val Veny

La valle viene abitualmente suddivisa in tre diverse zone, partendo dall’alto, la prima riguarda la parte parallela al massiccio del Monte Bianco.

Comprende il Col della Seigne e si sviluppa fino alle pendici inferiori del ghiacciaio del Miage, fino al lago Combal.

L’area intermedia ricade nella zona fluviale della Dora di Veny, detta anche Plan Veny, dove si possono ammirare ampi tratti di prati verdi.

La terza parte della Val Veny è quella che riguarda l’ingresso alla vallata. Da questo punto è possibile avere un’ottima visuale sul Monte Bianco e sulla parte terminale del ghiacciaio della Brenva.

Nei dintorni di Courmayeur, precisamente sul versante destro della valle, si trova il lago di Checrouit ad un altitudine di 2.165 metri.

Da questo punto si ha un’ottima visuale sul massiccio del Monte Bianco, in particolare sulla vetta conosciuta con il nome di Dente del Gigante e sul ghiacciaio della Brenva.

Visitare la Val Veny

La valle durante la stagione invernale non è percorribile e rientra nel comprensorio sciistico di Courmayeur, con ben 100 chilometri di piste è dotato di funivia e di diversi impianti di risalita.

Le strutture ricettive, i servizi per i visitatori, i numerosi rifugi e i bivacchi garantiscono un soggiorno ideale per tutte le singole esigenze, offrendo la possibilità di conoscere ogni interessante aspetto di questo territorio.

Con l’arrivo della bella stagione e lo scioglimento della neve, è possibile dedicarsi alle diverse attività escursionistiche a bassa e ad alta quota.

Infatti, la Val Veny è uno dei punto ideali per intraprendere il percorso che porta al Monte Bianco, grazie alla via normale italiana detta anche Ratti-Grasselli o via del Papa.

Diversi itinerari sono disponibili per conoscere al meglio ogni luogo della vallata. Come l’escursione accessibile a tutti che conduce attraverso i boschi del Peuterey, per giungere al lago del Miage a quota 2.017 metri.

Trekking, mountain bike e scalata sono solo alcune delle discipline da praticare in un ambiente naturalistico di indubbio pregio e bellezza.

Inoltre, in estate è possibile usufruire, nei mesi di luglio e agosto, della piscina alpina di Plan Checrouit dove sullo sfondo si staglia l’imponente catena del Monte Bianco.

A fondo valle si può visitare il noto santuario Notre-Dame-de-la-Guérison, meta molto apprezzata e frequentata sia dai credenti che dagli escursionisti.

La caratteristica posizione regala una splendida vista che incornicia la storia di questo luogo di culto. Del primo antico edificio, risalente al XVII secolo, non è rimasto nulla a causa dell’avanzata del ghiacciaio della Brenva nel 1816.

Solo la statua della Madonna della Vierge du Berrier restò intatta, per questo motivo l’evento venne considerato miracoloso e servì per ricostruire il santuario, poco distante dal punto originale.

All’interno sono conservate diverse opere d’arte di pregio ed ex-voto che testimoniano l’importanza religiosa dell’edificio per la comunità montana