Visitare Alberobello, la città dei trulli

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I trulli costituiscono già un buon motivo per visitare Alberobello: scopriamo insieme gli altri motivi per visitare questa unica città.

La “città bianca” di Alberobello, in Puglia, deve la sua fama ai “Trulli“, le tipiche abitazioni a secco di forma circolare e cupola autoportante, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Storico dell’Umanità.

Se non può prescindere dalla visita del suo incantevole centro urbano, che sembra aprirci uno squarcio sul passato contadino della regione ormai quasi dimenticato, una sosta ad Alberobello può rappresentare anche un’interessante opportunità per assistere ad una delle spettacolari rievocazioni storiche, che cadenzano il calendario religioso (come il Presepe e la Passione vivente tra i trulli), o per scoprire alcuni dei prodotti d’eccellenza dell’artigianato locale, compresi i manufatti in legno d’olivo ed i capi in lino, e le sue specialità gastronomiche, dal vino novello agli amaretti.

I trulli di Alberobello

I trulli di Alberobello

Pur non esclusivi di Alberobello, i Trulli, presenti in gran parte della Valle d’Itria, tra le provincie di Bari, Bridisi e Taranto, trovano la loro espressione privilegiata proprio in questo centro, che a ragione ne viene detto la capitale: ad Alberobello è possibile infatti ammirare alcune esemplari di particolare bellezza di questa antica arte edificatoria, la cui origine affonda nelle remote età preistoriche.

L’area di Alberobello fu però abitata a partire dal Mille ed i trulli, oggi visibili in loco, risalirebbero a non prima del XIV secolo, quando la costruzione a secco senza malta fu imposta ai contadini della regione dai signori dell’epoca, i Conti di Conversano, così da non incorrere nel tributo sugli insediamenti urbani imposto dal Regno di Napoli.

Con il passare degli anni, i contadini cominciarono a decorarono la propria dimora con pinnacoli ornamentali, la cui forma è ispirata a elementi ora propriamente religiosi ora simbolico-misterici, così da renderla riconoscibile rispetto agli edifici vicini, ancor privi di civico identificativo, e segnare il rango sociale dei suoi abitanti.

Oggi, visitando Alberobello ed i suoi trulli, per la maggior parte ancora abitati o destinati ad ospitare piccole botteghe di artigianto locale, è facile riconoscere i trulli, un tempo appartenenti alle famiglie più abbienti: primeggia tra tutti il Trullo Sovrano, l’unico costruito su ben due piani, all’interno del quale è ospitato il Museo civico.

Ma sono numerosi gli scorci d’interesse, che vi accompagneremo a conoscere, svelandovi i segreti riposti nel linguaggio simbolico dei variegati pennacoli.