Castelpetroso

Castelpetroso
Castelpetroso

Incuneato tra le valli di Carpinone e Bojano, propria sulla sommità di un colle, si trova Castelpetroso.

Sono solamente mille i suoi abitanti dislocati all’interno delle minuscole frazioni che lo sompongono: Camere, Casale, Pastena, Guasto e Indiprete che è la più grande.
Nel minuscolo borgo di epoca medioevale sono veramente pochissimi gli abitanti pur se durante l’anno Mille, questo era un sito abbastanza importante dove venne edificato un castello in cui vissero Carlo I d’Angiò, Carlo II d’Angiò, Giovanni D’Angelo e Andrea d’Isernia.
Il castello, che aveva una forma quadrata e uno stile Longobardo, divenne il simbolo di questo paesino.
Al giorno d’oggi, ospita un ricco Museo della Civiltà Contadina che conserva gli arredi antichi, numerosi attrezzi agricoli di epoche passate, quadri, fotografie e diversi oggetti del tempo che fu. Presenta anche un cinquecentesco presepe molisano che inneggia al folklore locale.

Del castello di epoca Normanna restano le parti a muratura tutto intorno al piccolo borgo caratterizzato da costruzioni fatte da pietre.

La Parrocchiale di San Martino

Si tratta di una chiesa duecentesca dedicata a San Martino Vescovo che subì successivi rifacimenti in stile barocco durante il XVII secolo.

Al suo interno sono presenti opere d’arte interessanti tra le quali un mosaico che raffigura San Martino, una seicentesca tela e dei dipinti di Amedeo Trivisonno, un maestro di origine molisana.
La struttura della Parrocchiale vede una pianta rettangolare con una unica navata in stile barocco e un turrito campanile.

La Cappella della Maddalena

A circa ottocento metri di altitudine si trova una piccola Cappella che si individua immediatamente per via delle sue mura formate con pietre a vista.
Nel severo interno è possibile ammirare una interessante tela realizzata a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento da Raffaele Gioia, pittore molisano molto noto in quel periodo.

Chiesa della Madonna della Libera

Costruita a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, si narra che deve la sua edificazione da un miracolo connesso ad un quadro che raffigura proprio la Madonna della Libera.

La sua architettura vede la presenza di tre navate e da una cupola preziosamente affrescata da Amedeo Trivisonno. Al suo interno è possibile ammirare il quadro originale della Madonna della Libera ed alcune statue lignee risalenti al XIX secolo oltre che quella raffigurante la Madonna della Libera realizzata a metà Settecento da Paolo Saverio di Zinno, pregiato scultore locale.

Una pagina a se merita il Santuario di Maria Santissima Addolorata, santuario legato alle apparizioni della Vergine Maria a due contadine.

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