Turismo e Coronavirus: le strategie per la ripartenza

Il Coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia italiana e mondiale e uno dei settori maggiormente colpiti è senza dubbio il turismo.

Se le altre categorie di lavoratori possono sperare di recuperare terreno non appena si tornerà alla normalità, le vacanze sfumate, le prenotazioni saltate e le tantissime disdette si potranno ammortizzare, forse, nel giro di qualche anno, certamente non adesso.

Quando si parla di turismo, si abbracciano tante realtà diverse come strutture alberghiere, bed & breakfast e case vacanze. Ma anche di bar, ristoranti, guide escursionistiche e culturali, musei, eventi all’aperto e tutto ciò che anima la stagione estiva. Tante realtà che ruotano intorno ai turisti e che contribuiscono all’economia del nostro Paese.

Per sopravvivere e limitare i danni, il turismo deve reinventarsi e puntare a un pubblico locale. Proporre esperienze e prezzi adatti a chi ha bisogno di vacanza, ma è ancora provato economicamente e psicologicamente dall’epidemia di Covid-19.

Secondo una ricerca di Demoskopika il flusso turistico autoctono dovrebbe compensare di circa il 30% le perdite dell’intero anno. Occorre quindi che lo Stato e i singoli Comuni contribuiscano a offrire un’esperienza piacevole e sicura.

Turismo e sicurezza

La paura della pandemia non si dimenticherà tanto facilmente e non sarà immediato superare quello che abbiamo vissuto in questi mesi. Un po’ tutti i servizi per la persona dovranno cambiare e trasmettere serietà e sicurezza. Far sentire le persone sicure nel loro spazio sarà molto importante, dal tavolo del ristorante o del bar all’ombrellone in spiaggia, sarà necessario limitare i flussi e offrire ai clienti un’esperienza rilassante e confortevole.

I box in plexiglass in spiaggia non sono certamente la strada da percorrere, ma di sicuro ci vorrà più pulizia e una regolare sanificazione degli ambienti e degli oggetti per evitare la paura, o peggio, nuovi focolai di infezione.

Turismo e strutture sanitarie

Anche le strutture sanitarie dovranno essere efficienti e presenti, ogni singolo Comune dovrà organizzarsi per garantire, ai propri cittadini e agli ospiti in vacanza, un pronto intervento in caso di necessità. In questi mesi abbiamo toccato con mano quanto è importante la sanità pubblica e se si vuole far ripartire il turismo, anche lo Stato deve fare la sua parte e garantire sicurezza a chi sceglie di spostarsi.

Il turismo di massa dovrà cedere il passo a delle esperienze di qualità e di fiducia reciproca, alla scoperta dei territori e delle esperienze più semplici e autentiche.

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