Turismo: serve un protocollo sanitario per il dopo epidemia

Uno dei settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus è il turismo che ha registrato danni molto severi e impossibili da recuperare. Da qualche parte però si deve ripartire.

Le persone devono riscoprire il piacere e la gioia di andare in vacanza, di scoprire posti nuovi, senza farsi attanagliare dalla paura del contagio.

Per far sì che ciò avvenga è necessario organizzarsi – a livello individuale, regionale e statale – per far passare il messaggio che ovunque si scelga di andare, in Italia, troverà una destinazione sicura, accogliente e ben organizzata.

Italia: destinazione sicura

La fiducia sarà un aspetto fondamentale per invogliare le persone a trascorrere le vacanze nel nostro Paese e l’impegno deve essere di tutti. Il singolo imprenditore può fare ben poco di fronte a un’emergenza sanitaria così importante.

Quest’anno si dovrà necessariamente puntare sul turismo locale e prevedere delle norme di distanziamento sociale, pulizia e sanificazione che garantiscano la sicurezza di tutti. Le strategie da mettere in atto possono essere tante ma passano tutte per il senso civico di ognuno di noi.

È consigliabile viaggiare in auto e scegliere località vicine, anche nella propria regione di residenza che spesso nasconde tesori a noi sconosciuti.

Preferire delle vacanze destagionalizzate e quindi evitare i picchi di confusione, viaggiare in autunno oppure evitando i weekend. A chi opera nel turismo, spetta il compito di non avere strutture affollate che trasmettono poca sicurezza e sono potenzialmente rischiose.

Serve una strategia unica, un protocollo sanitario, che unisca Nord e Sud e tutte le attività presenti sul territorio, per creare un cerchio della fiducia, in primis per noi italiani e poi per i turisti stranieri, per garantire vacanze sicure e serene.

Il Governo darà certamente delle indicazioni precise e il primo banco di prova sarà, tra qualche mese, per gli stabilimenti balneari che dovranno adeguarsi a delle rigide regole di distanziamento sociale. Tra le indicazioni ricordiamo: quattro persone ogni 10 metri quadrati sulle spiagge, ombrelloni, lettini e tavoli ben distanziati, nessuna area giochi, personale in maniche lunghe e sanificazione giornaliera di ambienti e oggetti di uso comune.

Il turismo ha sempre mostrato un’innata resilienza e capacità di adattamento, ma anche le istituzioni e il governo dovranno fare la loro parte per permettere al nostro paese di ripartire.

via | riminitoday
Foto | Pixabay