Storia dell’Umbria

La zona dell’Umbria è stata interessata dalla presenza di insediamenti importanti sin dal Neolitico. I primi insediamenti risalgono infatti a II millennio A.C, quando, prima dell’arrivo degli Etruschi, una vasta area tra il Mare Adriatico sino al Tevere era abitata dagli Umbri.

Furono infatti gli Umbri a dare vita ai primi insediamenti dove oggi sorgono le città di Gualdo Tadino, Città di Castello, Perugia, Todi, Terni. Quando le popolazioni confinanti con gli Umbri, Sabini, Piceni, Galli Senoni ed Etruschi aumentarono la forza dei loro eserciti, le popolazioni umbre dovettero cedere il controllo di molte zone poi conquistate dai Romani a partire dal 299 A.C. Proprio sfruttando le lotte tra Etruschi ed Umbri, i Romani riuscirono a conquistare molte città e ad allargare i loro domini attraverso l’Umbria sino alle colonie romane di Rimini e Senigallia.

Con la caduta dell’Impero Romano i Longobardi riuscirono a controllare gran parte dei territori nei dintorni degli Appenini e a gettare le basi per la nascita del Ducato di Spoleto, primo esempio di governo signorile nell’Umbria del 500.

Le autonomie municipali Umbre erano osservati speciali da parte del potere della Chiesa, da Perugia ad Assisi a Foligno, lo Stato Pontificio cercò sempre di imporre il controllo dei territori riuscendo a porre fine alle autonomie locali a partire dalla prima metà del Cinquecento.

L’Umbria, se pur piccola nei suoi confini attuali, è una terra ricca di storia, crocevia e terra di passaggio di molti popoli e di molte dinastie, nel Museo Archeologico di Perugia, tra i musei storici nazionali più importanti, si possono ammirare diverse testimonianze di diverse epoche e civilità. Per quanto riguarda infine la storia moderna, l’Umbria, nella sua configurazione attuale, iniziò a prendere forma dopo la caduta di Napoleone, con la formazione dei sei circondari, Perugia, Orviento, Terni, Rieti, Foligno e Spoleto.

Lungo i percorsi che collegavano Roma ad Ancona, a partire dal 1866 si furono completate le prime reti ferroviarie, le prime opere che avrebbero poi portato all’annessione dei territori nel nascente Regno d’Italia.