Viterbo

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Visitare Viterbo, conosciuta anche come “Città dei Papi”

Viterbo si trova alle falde dei Monti Cimini, a pochi chilometri dalla Pianura Maremmana e dal confine con l’Umbria.

Viterbo è una città di 63.400 abitanti, capoluogo della provincia omonima del Lazio, ed estesa su una superficie complessiva di 407 chilometri quadrati, per una densità di popolazione pari a 156 ab./kmq : l’aver ospitato per ben 24 anni le residenze e le elezioni papali, Viterbo è nota anche come “Città dei Papi”.

A 326 metri sul livello del mare, vanta un centro storico molto ampio, di stampo squisitamente medievale e delimitato da una cinta muraria conservata molto bene e visibile ancora oggi. E’ sede dell’Università della Tuscia, del Comando di Aviazione e della Scuola Sottufficiali dell’Esercito Italiano.

Popolata fin dall’epoca etrusca, raggiunse l’apice del suo splendore durante il periodo medievale, soprattutto in seguito all’edificazione del Palazzo dei Papi, ancora oggi annoverabile tra i monumenti più interessanti della città.

Cosa visitare a Viterbo

A brevissima distanza da questo, sorge il Duomo di San Lorenzo, principale costruzione religiosa cittadina, caratterizzato da uno stile romanico-gotico e realizzato sullo scheletro di una chiesa già esistente. Durante la seconda guerra mondiale subì danni ragguardevoli, e la successiva restaurazione conferì a tanti dei suoi elementi i tratti di una cattedrale barocca.

Conservato quasi perfettamente, e sicuramente meritevole di una visita, è il quartiere medievale di San Pellegrino, a pochi passi dal Duomo: chi ci fa un salto si imbatte nelle abitazioni con le scale a profferlo, tipiche dell’architettura viterbese, e nella non meno interessante Piazza del Plebiscito, alla quale la gente del luogo fa riferimento anche con l’appellativo di Piazza del Comune.

Da queste parti, sui resti di un tempio dedicato a Giove Cimino, è situata una delle chiese più antiche di Viterbo, quella di Santa Maria Nuova, risalente al 1080: dal suo pulpito in pietra, la leggenda vuole che abbia predicato nientemeno che San Tommaso d’Aquino, nel 1266.