Il tanto atteso concorso nazionale per le nuove guide turistiche si è trasformato in un incubo per migliaia di aspiranti professionisti. I risultati della prima prova scritta, svoltasi nei giorni scorsi, descrivono uno scenario inaspettato: una percentuale di bocciati altissima che ha lasciato intere città e province senza nuovi abilitati.
Cosa è andato storto? Tra domande considerate “impossibili” e polemiche sulla struttura dei test, ecco cosa sta succedendo nel mondo del turismo italiano.
I numeri del “disastro”
Le segnalazioni arrivate da tutta Italia parlano chiaro: in molte sessioni d’esame, solo una piccola minoranza di candidati è riuscita a raggiungere il punteggio minimo per accedere all’orale. In alcuni casi, si parla di percentuali di superamento inferiori al 10-20%.
Le critiche dei partecipanti sono feroci:
Domande troppo specifiche: Molti candidati hanno lamentato quesiti su dettagli architettonici o storici definiti “nozionistici” e lontani dalla reale pratica professionale.
Quesiti trabocchetto: Test a risposta multipla con opzioni così simili tra loro da confondere anche i profili più preparati (molti dei quali già laureati in Storia dell’Arte o Archeologia).
Gestione del tempo: La modalità informatizzata e il tempo ristretto hanno messo sotto pressione i candidati, rendendo difficile la riflessione su temi complessi.
Abilitazione Nazionale o Barriera Invalicabile?
La riforma della professione, nata con l’intento di creare una Guida Turistica Nazionale di alto livello e combattere l’abusivismo, rischia ora l’effetto opposto. Se l’esame diventa una barriera impossibile da superare, il settore rimarrà bloccato, lasciando scoperto il fabbisogno di professionisti proprio mentre l’Italia si prepara a eventi mondiali come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Le associazioni di categoria sono divise: da un lato c’è chi difende il rigore della prova per garantire la massima qualità, dall’altro chi accusa il Ministero di aver creato un esame “punitivo” che non valuta le reali capacità comunicative e narrative di una guida.
Cosa succede adesso?
Mentre i pochi ammessi si preparano per le prove orali e le verifiche di lingua straniera, per gli esclusi si apre la strada dei ricorsi o dell’attesa per un nuovo bando. La polemica è appena iniziata: il Ministero dovrà valutare se ricalibrare la difficoltà delle prossime prove o se mantenere questa linea di massima severità.
Proteggere la professione di guida turistica è fondamentale, ma la domanda sorge spontanea: serve davvero conoscere un dettaglio tecnico oscuro di un monumento minore per essere una bravissima guida a Roma o Firenze? Forse l’equilibrio tra cultura accademica e capacità di accoglienza è stato smarrito in un quiz digitale.

